10 Febbraio 2026
di Caporedattore
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10 Febbraio 2026

Sanremo 2026: che scuola hanno fatto i cantanti in gara

Dal liceo al conservatorio: cosa hanno studiato davvero i cantanti in gara

titoli di studio dei cantanti di Sanremo 2026
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Sanremo 2026 non racconta solo le canzoni, ma anche chi le canta.
Guardando ai percorsi scolastici degli artisti in gara al Festival, emerge un dato sorprendentemente coerente: tanti licei, pochissimi istituti tecnici, molte università iniziate e lasciate, pochissimi percorsi accademici portati fino in fondo.

Abbiamo ricostruito i titoli di studio dei cantanti di Sanremo 2026, andando oltre la curiosità anagrafica. Ne esce una fotografia generazionale che dice molto sul rapporto tra musica, scuola e successo.


Dalle superiori all’università: come hanno studiato i cantanti di Sanremo 2026

La prima evidenza è netta: il liceo è la norma. Classico e scientifico dominano, mentre gli istituti tecnici sono oggi una minoranza nel cast del Festival.

Liceo classico: il percorso più frequente

Il liceo classico è la scuola più rappresentata tra i Big 2026, spesso conclusa con voti medi o buoni, raramente eccellenti.

  • Tommaso Paradiso – Liceo classico + laurea in Filosofia
  • Michele Bravi – Liceo classico, diploma con 100/100
  • Dargen D’Amico – Liceo classico Parini di Milano
  • Fulminacci – Liceo classico Dante Alighieri di Prato
  • Enrico Nigiotti – Liceo classico
  • Tredici Pietro – Liceo classico, diploma con 60/100
  • Eddie Brock – Liceo classico + università abbandonata

Un dato interessante: il liceo classico non porta quasi mai a una carriera accademica completa, ma ricorre spesso tra chi sviluppa una scrittura personale.

Liceo scientifico: meno diffuso, più pragmatico

  • Luchè – Liceo scientifico + iscrizione a Economia (nessun esame)
  • Ermal Meta – Liceo scientifico + facoltà di Lingue (lasciata a un esame dalla laurea)
  • LDA – Liceo scientifico

Percorsi regolari, ma quasi sempre interrotti prima della laurea.

Licei linguistici e artistici

  • Malika Ayane – Liceo linguistico + diploma da perito aziendale (80/100)
  • Mara Sattei – Liceo linguistico
  • Elettra Lamborghini – Liceo linguistico + università non terminata
  • Chiello – Liceo artistico di Melfi (abbandonato al 4° anno)
  • Raf – Liceo artistico + Architettura (università non terminata)

Qui emerge un legame più diretto con la creatività, ma ancora una volta senza continuità accademica.

Istituti tecnici: pochi casi, molto diversi

  • J-Ax – Istituto Tecnico Industriale Molinari di Milano
  • Samurai Jay – Istituto Tecnico Turistico
  • Sal Da Vinci – Ragioneria, diploma conseguito a 40 anni

Un dato generazionale: gli istituti tecnici oggi sono marginali nel cast sanremese, molto più presenti nelle edizioni di venti o trent’anni fa.


Università: iniziata sì, conclusa quasi mai

La maggioranza degli artisti che si iscrive all’università non arriva alla laurea.

Università terminate

  • Tommaso Paradiso – Laurea in Filosofia
  • Ditonellapiaga – DAMS a indirizzo teatrale (laurea conseguita)
  • Maria Antonietta – Laurea in Storia dell’Arte
  • Colombre – Laurea in Lettere

Pochissimi casi, tutti legati a un approccio autoriale e concettuale.

Università iniziate e abbandonate

  • Ermal Meta – Lingue (mancava un esame)
  • Luchè – Economia (nessun esame)
  • Raf – Architettura
  • Francesco Renga – Economia e Commercio + Art Direction allo IED (entrambi abbandonati)
  • Levante – Università non completata
  • Eddie Brock – Università lasciata subito

Qui il dato è chiaro: la musica arriva prima del titolo.


Studi musicali: pochi, ma decisivi

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli studi musicali accademici sono rarissimi.

  • Serena Brancale – Diploma di canto jazz al Conservatorio + studi all’Accademia di Belle Arti
  • Malika Ayane – Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano (violoncello)
  • Patty Pravo – Conservatorio Benedetto Marcello (pianoforte, senza diploma)

Sono anche gli artisti che, non a caso, vengono spesso riconosciuti dalla stampa per la qualità tecnica dell’interpretazione.


Cosa ci dice la scuola dei cantanti di Sanremo 2026

La fotografia è netta:

  • molti licei
  • pochissimi tecnici
  • tante università iniziate
  • pochissime lauree

Sanremo 2026 racconta una generazione in cui la musica non nasce dall’accademia, ma spesso da percorsi interrotti, deviati o lasciati a metà.

Un dato che non è una mancanza, ma una caratteristica:
la canzone italiana continua a formarsi fuori dalle aule, anche quando parte dai banchi di scuola.