5 Febbraio 2026
Condividi su:
5 Febbraio 2026

Laura Pausini presenta live “Io Canto 2 “, e su Sanremo svela: “È stato Pippo Baudo a dirmi di farlo!”

Una serata tra giornalisti e fan, con Gianluca Gazzoli sul palco e un'anteprima live.

Laura Pausini durante la presentazione di Io canto 2
Condividi su:

La sera del 4 febbraio Laura Pausini ha scelto di presentare Io canto 2, nuovo album in uscita il 6 febbraio 2026 per Warner Records / Warner Music, dal vivo davanti alla stampa italiana, alcuni suoi fan e gli esponenti della sua casa discografica.

Ad accompagnarla sul palco nella prima parte Gianluca Gazzoli, conduttore e podcaster che la Pausini ritroverà anche al Festival di Sanremo 2026. Lei condurrà tutte e cinque le serate con Carlo Conti, mentre Gazzoli sarà impegnato con la gara delle Nuove Proposte.

Sanremo 2026, la telefonata a Pippo Baudo e le polemiche

Parlando di Sanremo, Laura Pausini ha raccontato che l’invito di Carlo Conti è arrivato tempo fa e che, prima di dire sì, ha cercato consiglio in colui che l’ha scoperta e lanciata a Sanremo 1993, Pippo Baudo:

“Me lo chiedevano da 15 anni di condurre Sanremo. Carlo Conti, una persona speciale, mi ha chiamato e mi ha trasmesso una calma, una tranquillità che prima non avevo mai sentito. In questi anni ho avuto la fortuna di conoscere il mondo della conduzione, magari non tanto in Italia, ho fatto poche cose qui tra cui Laura & Paola, con Paola Cortellesi, e poi è successo che Carlo mi ha chiamato, e ci siamo incontrati di nascosto a Roma l’anno scorso.

Dopo l’incontro ho telefonato a Pippo Baudo. Una delle pochissime persone che sapeva di questo invito, che mi ha detto, non ci devi pensare, te l’ho già detto più di una volta, sei pronta ormai. È vero, oggi mi sento un po’ più preparata, mi sento tranquilla, è strana questa cosa.”

Non poteva mancare un passaggio sulle discussioni nate attorno agli ultimi mesi, a partire dal caso Gianluca Grignani.

“La prima polemica è stata quella riguardo al brano di Gianluca Grignani, una polemica che sembrava un incontro di boxe, quando la realtà è molto diversa. Adesso ci si aspetta addirittura uno scontro tra noi a Sanremo, perché Gianluca sarà presente come ospite, assurda questa cosa. Io canto le sue canzoni perché sono una sua fan, mi piacciono. È un cantautore che stimo tantissimo altrimenti non avrei cantato due sue canzoni più una che ha scritto per me. Spero veramente che Sanremo sia per lui una bella opportunità, che porti fortuna alla sua carriera, perché davvero è un cantautore straordinario.”

Ed è qui che la Pausini ha spiegato anche perché La mia storia tra le dita sia stata scelta come brano “apripista”, con un ragionamento che lega insieme Io canto, dedicato agli artisti italiani o di origine italiana, e Yo canto 2, progetto che guarda invece ai cantautori latini. Nello stesso passaggio ha citato anche la polemica nata sulla sua versione di un brano di Marco Mengoni, sottolineando che, per fortuna, Mengoni l’ha accolta con entusiasmo.

laura pausini e Gli omaggi a Ornella Vanoni, Loredana Bertè e Pino Daniele

Il cuore di Io canto 2, però, resta l’idea di omaggio come scelta personale e non come esercizio di stile. A partire da Dettagli di Ornella Vanoni, che la Pausini ha raccontato con un episodio particolare che coinvolge la grande interprete scomparsa qualche mese fa:

“Anni fa ero in un ristorante dove si faceva pianobar a Forte dei Marmi e il pianista stava facendo la versione brasiliana di Dettagli. Io mi sono avvicinata a lui per cantarla e dedicarla a Ornella Vanoni che quella sera era lì e da quella volta ogni volta che mi vedeva mi diceva: questa canzone è tua, ti appartiene, devi cantarla tu.”

Poi Loredana Bertè, contattata direttamente prima di incidere la sua versione di Non sono una signora, brano scritto per lei nel 1982 da Ivano Fossati.

“Quando ho chiamato Loredana, cosa che ho fatto con tutti gli artisti di cui canto un brano in questo disco, per dirle che avevo deciso di omaggiarla, mi ha detto: ‘Vai piccola, fatti sentire da tutti’.”

Infine Pino Daniele e la scelta del napoletano, raccontata come desiderio personale e come sfida linguistica, con quella sincerità disarmante che la Pausini porta spesso sul palco quando parla di cose che sente davvero.

“Nel disco volevo cimentarmi anche con il napoletano perché è un dialetto che amo. Non lo so ancora benissimo, anche se la mia manager è di lì e mi ha dato consigli. Ricordo che da ragazza cantavo nei pianobar Munastero ‘e Santa Chiara. Nello scegliere un brano in napoletano ho voluto cantare Pino Daniele, artista che ho sempre amato tantissimo.”

L’anteprima live e la scaletta dei brani cantati

A dare peso alla serata, oltre alle parole, è stata la musica. Laura Pausini ha cantato dal vivo Io canto, La mia storia tra le dita in quattro lingue diverse, Turista di Bad Bunny e Ricomincio ad amare.

Laura ha inoltre presentato per la prima volta live le sue versioni di Dettagli, Non sono una signora e Quanno piove, chiudendo con l’idea più chiara di tutta la serata: Io canto 2 non nasce per “rifare” il passato, ma per rimettere mano a canzoni che l’hanno formata, sperando di poterle portare in giro per il mondo.

Foto di copertina di Nicolas Loretucci