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Pagelle nuovi singoli

Pagelle Nuovi Singoli in Uscita Venerdi 14 Luglio e qualche recupero.

La Golden Song della settimana è il brano di una colonna sonora... "non per la cantata, si intenda, ma per le emozioni".

di Fabio Fiume (Interviste, Recensioni) · 

PAGELLE NUOVI SINGOLI del 14 luglio a cura del nostro critico musicale Fabio Fiume.

Le pagelle sono sicuramente diventate più discontinue durante queste calde settimane. In realtà, diradate le uscite importanti, diventa anche paradossale occuparsi solo di emergenti che, mancando i big che chiaramente trainano le letture, si troverebbero anche loro poco letti.

In attesa che riprenda il flusso di uscite importanti non manca qualche strafalcione musicale di cui diamo la colpa al calore, ma anche qualche ritorno. E qualcuno fra questi ha giocato la carta ringiovanimento della proposta, qualche altro di farsi trovare pronto con nuova voglia di fare senza tradire se stesso, qualche altro ancora non così forte da poter reindirizzare in maniera incisiva la propria carriera. Non vi resta che leggere

Vi ricordo i voti che trovate alla fine delle mini recensioni non mettono in competizione fra loro gli artisti, essi sono infatti assegnati alla canzone in base alla carriera dell’artista che la propone e che salendo, salendo, si arriva a scoprire la Golden song della settimana. Ricordo inoltre che il “senza voto” non è un voto di carattere negativo ma è un semplice trovare quella canzone inutilmente votabile dal punto di vista radiofonico.

PAGELLE NUOVI SINGOLI 14 luglio

Paola & Chiara con Tiziano Ferro – Vamos a bailar

Tra tante buone cover del disco del ritorno delle sorelline milanesi, sinceramente trovo decisamente superflua questa riedizione di Vamos a bailar in cui la presenza di Tiziano appesantisce solo una macchina perfetta, come un carrello, di quelli carichi di valigie, da trainarsi dietro. Anche la nuova base è decisamente più tronfia rispetto alla sobrietà elettronica di ben 23 anni fa; sembra come se i Pet Shop Boys avessero venduto di colpo il loro catalogo a Gabry Ponte. Perdonate ma la differenza c’è!
Quattro =
⭐⭐⭐⭐=

Marco Carta – Supernova

Trovo questo nuovo pezzo di Marco un po’ troppo vuoto musicalmente nelle strofe e senza quel mordente importante invece necessario nell’inciso. Nell’insieme poi trovo in particolare la voce un po’ slacciata dalla base, come se i livelli di registrazione fossero diversi. Non credendo ad un possibile errore, ritengo che la cosa sia voluta. Tuttavia, almeno personalmente, non la trovo piacevole ad orecchio. Marco ha decisamente bisogno di una canzone potente. Le canzoncine che al massimo potrebbero finire ad essere la settima traccia di un album, non lo aiuteranno. Opinioni personali, sia chiaro. D’altronde io le mie posso dare, non quelle di un altro. Magari chissà, luccicherà di platino.
Quattro
⭐⭐⭐⭐

Random – E la testa gira

Divertissement probabilmente giusto per provare a riaccendere il faro sull’artista che dopo un Sanremo sbagliato sembrava aver perso la bussola. Non sembra sinceramente che la strada imboccata sia però quella giusta, dato che il pezzo del ritorno di basa su una linea di basso non certo originalissima che lo guida per intero e poco altro. Inoltre l’inciso somiglia in maniera imbarazzante ad un brano di cui non mi viene in mente il titolo su due piedi, ma proverei l’azzardo se dicessi che si tratta di un pezzo Prezioso? Tell Me Why, possibile?
Quattro
⭐⭐⭐⭐

Gionnyscandal – Tranne te

“Sei tu la più bella, di questa e di quella“… merita un premio per la bellezza poetica. Sottolineata questa come la parte più fragile di un testo che è fragilino assai tutto, Gionny si muove fra sonorità condivise con gran parte del parterre di artisti urban, con la differenza di non riuscire però a fare la differenza appunto. Anche questo pezzo, scorrevole e orecchiabile di base, non regala nessuna prerogativa dell’artista, che non troppo tempo fa avevo invece trovato migliorato. La prendo quindi come una ricaduta nel vizio e lo riaspetto per cose migliori.
Quattro 1/2
⭐⭐⭐⭐✨

Icy Subzero & Medy – Vida loca

Musicalmente il pezzo incalza di brutto, grazie alla battuta potente, trascinante. Il testo ha il limite di passaggi inutili, tranquillamente evitabili. Si può sicuramente evitare la frase “hai il ferro spinto in bocca“, sia se la s’intende testualmente ed ancor di più se invece la si vuole usare come sottointeso, molto poco sotto, a dire il vero. C’è bisogno di cresce e magari smettere di fare i tipi a tutti i costi. Forse così, con delle produzioni buone come questa, si può far davvero bene in todo e non restare a metà.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐

Wax – Colori

Non si è inventato certo nulla di nuovo Wax per questo suo singolo estivo, però gli riconosco finalmente un impatto più gioviale, che aspettavo da un po’. Via l’arroganza con cui si è sempre mostrato, senza fra l’altro nemmeno avere in dote le basi per esserlo, e dentro la possibilità di farsi vedere come un giovanissimo che cerca di farsi strada attraverso una canzone più adatta ad età e momento. Piacevole all’ascolto, ricordabile nell’inciso, chissà che non accada che l’artista non si trovi ad avere un pubblico che canticchi con lui e che non stia invece li ad osservarlo aspettando che accada qualcosa.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Fred De Palma & Ana Mena – Melodia criminal

Al ritmo di bachata De Palma torna a collaborare con Ana Mena e, bisogna dire che, nonostante il tempo passato, entrambi stanno ancora dove li avevamo lasciato. De Palma è più artisti e più voci in una stessa canzone, dipende dall’effetto con cui decide di arrangiarsi vocalmente, mentre la Mena è diventata praticamente la versione femminile e aggiornata di Thomas De Gasperi degli Zero Assoluto, canta sussurrando qualsiasi cosa come analogia ed è sempre raddoppiata di una seconda voce invece come aggiornamento. Le critiche agli artisti non inficiano però il fatto che il pezzo sia comunque caliente e portatore sano di quell’enfasi erotico/sentimentale che l’estate dovrebbe garantire. Il calore si sente.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Marsica – T’amo

La cantautrice partenopea si appoggia anche lei su una bachata, degna del periodo in cui Romeo Santos era un “avventuriero” sbarbatello. Seppur non si sia inventata nulla di nuovo, l’artista è riuscita ad appoggiarsi con mestiere sopra i ritmi da tramonto estivo con la sua voce espressiva, condendola di quella saudade latina che rende l’amalgama perfetto e per nulla invidioso di cose che arrivano direttamente da quel mondo li. Belli i colori dei raddoppi vocali che contribuiscono a far immaginare l’aria attorno alla canzone di varie sfumature del rosso e dell’arancio. Anche le sensazioni sono importanti per alcuni generi.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Silvia Salemi – Faro di notte

Forse Silvia non è mai stata così in linea con le scelte musicali del mondo giovane, probabilmente nemmeno quando nel mondo giovane c’era lei in prima persona; accenti modificati, effetti sulla voce, cassa dritta per un dancefloor casareccio ma efficace, inciso facilmente penetrabile. Sicuramente nel suo passato ci sono pezzi che qualitativamente, fosse solo perché tanto suonati, un brano del genere lo mandano a stendere. Tuttavia nel cercare di trovare un posto nel presente musicale, il passaggio in questione non sembra certo azzardato. E’ come se avesse scelto il pezzo giusto, forse il più giusto a livello mediatico, da quando ha ripreso a far musica con una certa costanza.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Lele Blade – Lose control

In napoletano e con una base soft ambient con alcuni momenti anche proprio di fermo, Blade racconta qui di una storia che non era prevista, ma che un semplice gioco di ammiccamenti ha acceso nelle possibilità. Si tratta proprio di perdita di controllo animale, quella che ti porta in una stanza d’albergo senza la necessità di volersi bene per forza. Il messaggio è chiaro, spiegato con dovizia pur senza essere pruriginosi, in uno slang d’impatto che oggi sta conoscendo una nuova vita che pare alquanto inarrestabile.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Il Cile – Ma che musica c’è

Dopo un’assenza piuttosto importante, soprattutto nel mondo musicale di oggi, torna Il Cile con un brano che ha un bell’intro musicale, evocativo, si evolve poi in un simil rap nelle strofe, ben tenuto fino a sfociare in un inciso che ha sentori reggae, senza entrarci con entrambi i piedi dentro. Avrei ripetuto ulteriormente l’inciso dopo lo special che regala anche una visione, probabilmente attuale per l’artista, di una vita che può sorprendere, accendersi e spegnersi da sola, cambiare all’improvviso. Un buon ritorno.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Enrico Brignano, Ilenia Pastorelli e Luca & Paolo – Da grandi

Colonna sonora del film interpretato dagli stessi esecutori della canzone, chiaramente il pezzo si rivolge ad un pubblico che potrà apprezzarlo. E’ solo che non siamo più abituati. Una volta, anche in classifica, arrivavano le canzoni per bambini, le sigle della D’Avena, dei cartoni dei robot giapponesi, le sigle televisive di Carrà o Parisi, e le canzoncine dei film. Oggi sembra tutto così lontano tanto che un pezzo del genere può sembrare anacronistico. Eppure io dico ben venga e non per nostalgia, ma per ricordarci che i bambini hanno bisogno anche di canzoni che li possano rappresentare, come lo è stato per noi.
Otto (non alla canzone s’intenda, ma al rispolvero di certe emozioni)
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐