Perché il nonno di EMINEM ha il bastone che molleggia

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Il primo a fare rap di successo in Italia è stato Jovanotti negli anni ottanta quando rappava, male, sulle basi degli Africa Bambaata.
CAZZATA.
No, Ci sono stati prima i bolognesi Rapturs, sono stati loro i primi a rimare in quattro quarti.
ALTRA CAZZATA.

Come è una CAZZATA sostenere che i pionieri del genere siano stati Sangue MistoBassi Maestro, Radical Stuff, Articolo 31, eccetera eccetera, eccetera. Tutti validi artisti, sicuramente pionieri per l’affermazione del genere nel nostro paese, ma di sicuro non sono stati i primi. Eh già giovani barbuti e tatuati che in piazzetta, fra un bong e un trick sullo skate, fate i saputelli omaggiando l’old school, mi sa tanto che siete fuori strada. Più indietro di Mr Entics quando cerca di andare a tempo. Per questo voglio proprio raccontarvi questa storia, così la smetterete di prendere in giro la musica che ascoltavano i vostri nonni e felicemente potrete riscoprire ed apprezzare non solo uno dei più grandi artisti della storia della musica popolare degli ultimi 50 anni, ma anche il primo bianco a fare un pezzo rap in Italia e, probabilmente, nel mondo.

Vi dice niente il nome di Adrianonon ancheggio anzi molleggioCelentano?
Ohhhhhhhhhhhhhhh.
No, non mi sono rubato il vostro cilum imbottendolo di crack, è la verità! È Adriano, e solo Adriano, il Galileo Galilei del rap. Se non sapete chi sia Galileo Galilei smettete di leggere e tornate a scuola, non prima di essere passati dal via e aver ricevuto un insulto da Vittorio Sgarbi. Potete scegliere fra capra oppure ignorante.
Altro ohhhhhhhhhhhhh.
Posso continuare, ora?

È il 1972 e Celentano decide di registrare un bizzarro singolo dal titolo incomprensibile. Si intitola Prisencolinensinanciusol ed è una delirante canzone in cui il nostro rappa frasi in finto inglese per oltre quattro minuti. E, al contrario di tanti MC dei giorni nostri, va sempre a tempo.
Il 45 giri recita in copertina: “1° in classifica in tutto il mondo nel 1978, dati forniti dal centro elettronico del futuro“.
E sul retro si aggiunge: “Questa canzone è cantata in una lingua nuova che nessuno capirà; avrà un solo significato: amore universale“.
E la previsione si rivelerà azzeccata visto che il brano diventerà un classico del molleggiato, vendendo tonnellate di copie.
Fine della storia? Macché.

Prisencolinensinainciusol-copertina-1

Quasi 40 anni dopo, lo scrittore e blogger americano Cory Doctorow, titolare del seguitissimo blog Boing Boing, navigando su you tube si imbatte casualmente nella canzone in questione e decide di condividerla sul suo blog.
Doctorow cita Prisencolinensinanciusol come simbolo del fascino dello slang finto-anglofono e come primo tentativo riuscito di fare rap. Tempo poche ore e l’articolo del blogger viene letto da migliaia di giovani americani che ascoltano il brano e lo commentano con toni entusiastici.
Effettivamente, dati alla mano, Celentano arrivò con un bel po’ di anticipo su Joe Tex – il cantante afroamericano universalmente riconosciuto come inventore del rap – e su tutti i vari Mc degli anni a venire.
Non credete sia rap? Vi sembra impossibile?
Ok, ascoltate qui e poi ne parliamo.

All right?
Right right, drughi.
Insomma stiamo parlando di uno che ha fatto rap prima che il genere venisse inventato. Adriano è talmente avanti che ha fatto il giro. Chiaro il concetto?
Quindi giovani mc che guardate con spocchia gli over 60 e pensate che ascoltino musica di merda, state all’occhio. Ce n’è uno, di vecchietto ultrasettantenne, che è stato Slim Shady proprio nell’anno in cui nasceva Marshall Mathers.
Meditate, amici, meditate. Possibilmente in quattro quarti.
Alla prossima.
F.

  Federico Traversa aka F.T. Sandman è scrittore e co fondatore di Chinaski Edizioni, casa editrice genovese indipendente. Ha scritto decine di libri a tema musicale: da Bob Marley alla prima biografia su Jim Carrol e altri ancora in collaborazione con Tonino Carotone, con il rapper Vacca, Babaman, gli Africa Unite e Don Andrea Gallo (quattro libri dal 2008 al 2012). E' autore insieme ad Andrea Napoli e con la collaborazione del rapper Tormento del libro “Who Shot Ya?”, sulla tragica morte delle leggende del rap Tupac Shakur e Notorious B.I.G. Nel 2014 a un anno dalla morte di Don Gallo, Federico pubblica “Camminare Domandando- Ultime conversazioni con Don Andrea Gallo” (Chinaski Edizioni).
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  • Stromae ,il cantante Francese c’aveva visto giusto!….Grande Adriano!
    Briga e tutti gli altri devono solo inchinarsi baciare le mani ad Adriano
    e dico le mani per non dire altro!….perché non’è nel mio stile offendere
    dire mille volte Grazie e scusarsi poi andarsene e stare zitti!!!.Emiliano.