Da Oggi In Radio 4 maggio… Le Pagelle dei nuovi singoli… Urban Strangers, Gianni Morandi, Liberato, Dark Polo Gang e…

nuovi singoli

Come ogni venerdì arriva il consueto appuntamento con Da oggi in radio la rubrica in cui il nostro critico, Fabio Fiume, ascolta per voi in anteprima i nuovi singoli in uscita in radio e ne digital stores compilando le sue temutissime pagelle. Tante novità questa settimana dal debutto degli Urban Strangers in italiano al ritorno di Liberato.

Si ricorda che si tratta del parere del solo Fabio Fiume e non di tutta la redazione di All Music Italia e che i voti espressi al termine delle mini recensioni non mettono in relazione alcuna gli artisti tra loro ma essi sono espressi in base a come il nuovo brano proposto si pone rispetto alla carriera di chi lo propone.

Cominciamo…

Alessio – Barbara

Fa quasi strano sentire i Muse cantati in napoletano. Ci prova Alessio con questo brano che sembra strappato dalla colonna sonora di un nuovo Twilight concepito proprio dalla osannata band. Almeno fino a che non arriva l’inciso e quel Baaarbaraaa, con la tipica intonazione che sempre sigla può essere… ma del Boss dei Matrimoni.
Quattro

Artù & Rino Gaetano – Ti voglio

Brano lasciato nel cassetto di Rino Gaetano e che la sorella Anna ha ritrovato ed affidato ad Artù. Lui ci ha messo le mani e gli ha dato una luce che nonostante abbia riferimenti di un periodo che fu, quello del cantautore, ben s’incastona nei giorni nostri, non stonando ed anzi… se gli danno possibilità potrebbe essere un bel successo.
Sette+

Lorenzo Baglioni & Dark Polo Gang – Logaritmi

Con il feat. della Dark Polo Gang, in fissa con griffe e moda, Baglioni, quello meno famoso, approda a questo pezzo trap con cui gioca con terminologie da ex docente di matematica quale è, farcita di terminologie invece tipiche da stile ovvero tipa, soldi, euro. Base ansiogena da film dell’orrore e durata breve senza variazione a richiamare attenzione. Scorre tutta uguale.
Quattro

Belluz & Bosco 21 – Rondine

Ma questo senso di le bionde trecce e gli occhi azzurri e poi ? Brano spensieratamente pop, ma forse un po’ troppo spensierato tanto da prendere echi qui e li, non solo quello de’ La Canzone del Sole. Non è brutto di certo, ma sicuramente nemmeno originale.
Cinque

Benji & Fede – Moscow mule

Firmato da Rocco Hunt e Federica Abbate e prodotto da Takagi & Ketra è probabilmente l’opera ad oggi migliore di Benji & Fede, non come contenuto, che non differisce granché dalle loro proposte solite, ma proprio per un quadro d’insieme. Funziona radiofonicamente, ha un appeal internazionale che si pone a metà tra pop e dance ed anche il lavoro fatto sulla voce scosta Federico finalmente da quell’idea di “figlio della vicina che canta”.
Sei+

Cristian Bianco – Piccerè

E’ siciliano ma si propone in napoletano e per farlo sceglie la vituperata strada neomelodica, non intesa offensivamente dal punto di vista di stile, ma sicuramente dal punto di vista del testo. Canta amenità su una quindicenne che “’o fa ascì pazzo” e che è ‘na mariola ma bella. Nino D’Angelo cantava cose di questo tipo negli 80, ma erano altri tempi, altre storie.
Due

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Luigi Bifone – Modella

Ma davvero si cantano ancora queste cose? Ti piace ballare latino, sai muovere bene il bacino su una base che è poco più di un file midi. Più che in radio il brano può essere presentato in quei programmi di circuito televisivo con le canzoni da balera, la presentatrice cotonata anni 80 e di cui si sentono i quintali di profumo che si è messa addosso persino attraverso la tv.
Due

Carl Brave, Fabri Fibra & Francesca Michielin – Fotografia

Il rapper romano si produce stavolta per un lavoro solista pieno di collaborazioni. Alla cosa la Michielin non è certo nuova, anche se qui torna a profumare un po’ troppo di Elisa, sua mentore per diverso tempo. Fibra invece si limita a fare se stesso. Il risultato è gradevole ma prevedibile. L’originalità sta invece nella base, con innesto di fiati, cosa piuttosto inusuale per lo stile.
Sei

Dark Polo Gang – British

Base noiosa e approccio rap/trap piatto, senza alcun accento o minima variazione non dico d’interpretazione ma almeno d’intenzione. Testo grottesco ma su questo non è che si possa fare granché visto che si esprimono secondo stilemi che le nuove generazioni apprezzano. Ma domani li ricorderanno?
Quattro =

Giovanni Caccamo – Bisogno di tutto

Uno dei pochi brani del disco di Giovanni che gode di un’intrusione ritmica e qui nello specifico anche orchestrale. Non a caso è anche uno dei più interessanti e mantiene comunque il fascino tipico delle sue composizioni, e cioè quello di sembrare sempre nate in cameretta, col piano e luce spenta e poi, riaprendo gli occhi, trovarsi in giacca, sul palco e le luci sparate.
Sei +

Francesco Camin – Abisso

Il concetto è bello che espresso: qualunque cosa tu abbia da dirmi, farmi, fallo in faccia e non alle spalle. Base essenziale ma concetto che arriva diretto ed il tutto funziona. Evocazioni in crescendo sia vocali che strumentali.
Sei ½

Eleonora Damizia – Falling in love

Decisamente a suo agio in inglese Eleonora riesce a concepire un brano che non passa per italiche concezioni ma che sembra proprio figlio di terre anglosassoni. Pieno sia nel sound che gode di stop e ripartenze efficaci che vocalmente, con riprese e raddoppi degni delle migliori produzioni.
Sette+

Kaufman – Macchine volanti

Si resta soli, abbondanti e l’unica cosa che si vorrebbe è addormentarsi e risvegliarsi tra decenni, con il mondo cambiato, con gli androidi, la vita su altri pianti finalmente scoperta ed il Brescia in serie A… beh questa già mi sembra più probabile. Sound squisitamente pop in perfetto supporto alla voce che è caratteristica pur non dotata di particolari accenti. Anche per essere pop ci vuole un’intelligenza musicale.
Sette ½

Le Luci Della Centrale Elettrica – Chakra

Prova soft per la band di Brondi che qui racconta un proprio vissuto, un proprio percorso che in più passaggi è quasi fotografico. La melodia disegnata dagli archi è evocativa e non serve tanto altro alla base per essere completa. Indubbiamente non è adatta al mondo radio, ma in quello della band è una bella variazione su tema.
Sei 1/2

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Lene – Domani è un altro giorno

Fotografie dal passato che si confrontano con quel che è il presente. Scrittura moderna ed interpretazione contemporanea per una voce che è già da sola molto fresca e moderna. Pur non essendo il brano della vita si fa comunque notare. Mi ha ricordato un po’ il mondo dei Madreblu… che vengono poi dal periodo citato ad inizio brano, quello di fine 90, inizio 2000.
Sei +

Nino Leuci – Mentre i giorni passano

L’incipit del brano rimanda subito a Where do i begin di Shirley Bassey da Lovestory, poi si va da un’altra parte e… non è una bella parte! E’ un ripostiglio pieno di ragnatele che non si tolgono dalla dipartita della povera nonna, con qualche spruzzata qui e là di Facchinetti versione solista e di Tatangelo per l’inciso de’ Il mio amico ed in entrambi i casi, manco questo è bella cosa.
Tre

Liberato – Intostreet

In Inglese “nella strada”, in napoletano “nello stretto” , inteso quando ci si sente costretti a fare una cosa. Dopo la prova minore della settimana scorsa, Liberato, il misterioso soul/rap singer napoletano riprende quota con questo pezzo che gioca con la musica e i suoi stili, da quelli citati fino a cadenzare in reggae che poi quasi apre a tematiche jungle, restando poi al fine confinata nel mondo stilistico del suo autore/interprete in maniera piena, efficace e soprattutto ipnotica.
Sette ½

Malamanera – Acqua che scorre

A ritmo di cumbia, con un cantato maschile che pesca un po’ dal mondo e quello femminile che ha qualche apertura jazz, il singolo sembra metter nella zuppa assieme troppi ingredienti per rendere il tutto commestibile. Ed invece il prodotto è gradevole, estivo ma non stupido, colto e popolare allo stesso tempo, qualcosa da ascoltare con attenzione ma anche come sottofondo senza impegno.
Sette

Stefano Malatesta – Non c’è via di scampo

Pezzo cantautorale, variegato con qualche tinta blues e che disamina sul tempo che passa in silenzio ed inesorabile, senza lasciare via di scampo. E’ un brano che ha una sua struttura canzone ben costruita, salda, ma a cui manca quel non so chè che possa renderlo appetibile per uscire fuori dal marasma di proposte simili.
Sei =

Gianni Morandi – Ultraleggero

Firma Fossati e si sente, soprattutto nelle strofe ed a dispetto di un inciso molto aperto che poi non è identificabile nemmeno come un vero e proprio inciso, se non nell’ultima ripresa dove il giro melodico è raddoppiato. Morandi di suo “morandizza” tutto, pure se cantasse il Bignami. Ma mica è fatto negativo? E’ personalità. Pezzo valido ma che non esalta comunque le doti autorali di Ivano né ha la pasta per diventare un nuovo classico di Gianni.
Sei

Clara Moroni – Se avessi un figlio

Sul palco come backing vocals di Vasco da anni, Clara anticipa il suo disco da solista con questo singolo che ha ovvie radici rock, non lesinando contaminazioni elettroniche. Echi di Personal Jesus nel punto centrale del sound. Omaggio o distrazione? Eppur qualcosa manca.
Sei =

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Mudimbi – Amemì

Musicalmente contemporaneo ed anche vicino a tante cose internazionali pur senza troppa originalità, se non ci si limita strettamente alla musica italiana tipica tra le cui fila però Mudimbi non si è certamente arruolato. Il testo è una disquisizione simpatica sul proprio vissuto, senza inibizioni e col coraggio di dire cosa pensa davvero: gusti, abitudini, pensieri ad alta voce.
Sei ½

Mujura – Toro

Testo da seguire che racconta di Zeus che sotto le sembianze di toro rapisce Europa. E poi continua a cambiare sembianze alla ricerca di possedere Leda. Arrangiamento variegato tra il rock e la teatralità, Mujura ricorda vocalmente in alcune espressioni Francesco Sarcina Le Vibrazioni. Buona prova ma non per tutti, non quelli distratti almeno.
Sei ½

Peligro – La parte migliore

Rap e pop si intrecciano su un sound elettronico 80. Ne viene fuori un brano che alterna momenti forti ad altri un po’ più deboli. E fa strano che le strofe siano più centrate dell’inciso. E poi non è tanto capibile la durata così breve. Possibile che non si sappiano scrivere variazioni da incastrare tra strofe e ritornelli?
Quattro 1/2

Radici Nel Cemento – Il valore del lavoro vero

Reggae da club piacevole come sound a sostegno di un testo che è amara costatazione di situazioni attuali. Un brano da primo Maggio con un sound che però si fa apprezzare anche per situazioni da club all’aperto, di quelli sulla spiaggia da frequentare di pomeriggio. Unione strana ma comunque funzionante.
Sei ½

Sire – 8 piani

Il linguaggio è pulito e questo potrebbe essere già da menzione positiva vista la tendenza nel genere, ma il brano del rapper in realtà è musicalmente piatto. La base ritmica è praticamente un loop in ripetizione con un solo cambio battuta in tutto il pezzo in cui il brano resta praticamente quasi vuoto di musica.
Cinque =

Daniele Stefani – Italiani

Assente da diversi anni, se non come autore, Stefani torna con un brano dal sound essenziale che non manca però di ricordare quanto siano belle le sue corde vocali. Il testo è un trionfo però di luoghi comuni sull’italianità che andrebbero rivisti e corretti o per lo meno aggiornati.
Cinque

Giuseppe Tomaselli – La gente fa l’amor

L’ispirazione è quella dei cantautori degli anni 70, De Andrè, che ha anche ricantato in passato, in testa. E’ un brano che ha bisogno di più ascolti e soprattutto di ascolti accurati, non certo distratti. Accadono fatti ma nel frattempo la gente fa l’amor sotto il sol, come a dire va avanti. Belle le incursioni vocali finali, raddoppi, sottofondi, che rendono la proposta appetibile anche dal punto di vista live.
Sei +

 

 

Urban Strangers – Non so

Per la prima volta in italiano, riescono a restare sempre molto personali e non era poi così facile o scontato. Non da ultimo riescono a rifuggire dalla banalità anche come testo, restando eterei ed originali con la loro elettronica essenziale eppur ricercata.
Sette 1/2

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.