DA OGGI IN RADIO 26 maggio: le pagelle dei singoli di NINA ZILLI, MARCELLA, COSMO, LUCA SETA, MATTEO MARKUS BOK e…

silvia salemi

E’ venerdì e poteva mai mancare la nostra rubrica sulle novità della settimana. Così il nostro critico Fabio Fiume è stato al lavoro per ascoltare tutto ciò che da oggi la radio propone tra cui il nuovo singolo di Raphael Gualazzi, l’atteso ritorno di Nina Zilli, i classici di nuovo in pista come Eugenio Bennato e Marcella, ma anche tanti giovani al debutto o riprova come Simonetta Spiri, Matteo Markus Bok, Giulia Anania e…

Si ricorda che i voti espressi alla fine delle mini recensioni non mettono in relazione artisti diversi tra loro, ma rappresentano un riferimento al come s’inserisce la canzone nella discografia del cantante che la propone.
Inoltre si tratta dell’opinione del nostro critico Fabio Fiume e non di tutta la redazione di All Music Italia.
Chi avrà passato indenne il suo personalissimo giudizio? Questo è ciò che ne pensa il nostro Fabio, da leggere tutto d’un fiato.

Amanolibera – Crescerai

Buon testo affrontato però attraverso un Rock fm un filo datato, figlio degli anni 90, almeno quelli che vorremmo dimenticare. Non si discutono tecnicismi musicali finanche di ottimo livello, ma è l’idea generale che puzza un po’ di naftalina.
Cinque

Giulia Anania – Le Stelle Cadono

Ha scritto per tanti artisti importanti ed è facile quindi adesso per lei proporsi con un prodotto valente che ha scrittura giusta, che risulta tale pure sulla sua di pelle. Qui gli anni 60 rivivono perché il pezzo è in se già scenografia che sembra strappata alle atmosfere di film alla Sapore Di Mare e non avrebbe sfigurato nella discografia di una Nada dell’epoca.
Sei ½

Eugenio Bennato – Eugenia e Hajar

Non è una novità che Eugenio fonda suoni e sensazioni per apparecchiare una tavola a cui sono invitati commensali dalle provenienze più disparate. Qui il curioso arriva dalle due voci adolescenti della figlia del cantautore e la migliore amica dal Marocco, che filastroccano concetti cari al cantautore come l’abbattimento delle barriere geografiche. E la canzone diventa così già inno, già posizione precisa pur non rinunciando ad un colore giallo estate di fondo.
Sette

Matteo Markus Bok – Just One Lie

Anche l’Italia pretendeva il suo Justin Bieber ed è arrivato! Bok italo/tedesco, giovanissimo si presenta con un brano pop, tendente alla dance, poggiato su una voce che a dispetto dell’età giovanissima è già abbastanza piena. Lo sguardo è ovviamente internazionale e almeno ai nastri di partenza, non pare sfigurare contro le produzioni simili fatte da nomi oggi più altisonanti. Che abbiano d’aver timore?
Sei ½

Raffaele Bruno & Delirio Creativo – Scognamiglio

Racconto vero e proprio più che singolo, storia che potrebbe finire in teatro come finestra di un musical. Molto musicale e supportata da una melodia bella e riconoscibile. Ovviamente non è un prodotto per il mercato radiofonico, ma nel live può avere una forza dirompente pure verso chi non è avvezzo al napoletano.
Senza Voto

Gianluca Capozzi – Sai

Conferma del ritorno al napoletano per Gianluca Capozzi, che per un lustro ha provato a scardinare le barriere dell’italico pop. Il risultato è un ibrido, perché l’arrangiamento risulta sempre molto in linea con quell’easy pop di appeal radiofonico, che però senza motivo reale lo ha respinto, così come il testo che pur se di vituperato amore si canta, non cade negli stilemi delle canzoni neomelodiche. Ma in realtà Gianluca non ne ha mai fatte.
Sei

Monica Cerri – Controvento

Voglia di indipendenza ma possibilità di ritorno lasciando porte aperte, questa la tematica alla base di questo singolo  della cantante che ha voce bella e variegata. Il brano cresce nel finale con innesti nell’ arrangiamento che l’assenza nella parte iniziale rendeva un po’ piatto. Non può essere comunque un brano di svolta.
Cinque ½

Cosmo – Sei La Mia Città

Cultura clubbing che non sfigura di fronte alle produzioni internazionali che dettano legge in materia, Cosmo riesce a suonare fuori dal coro anche con questo brano che ne rilancia tutte le segnalazioni positive avute già con i precedenti L’Ultima Festa e Le Voci. Da ballare con eleganza, nonostante il nemmeno troppo velato doppio senso dell’inciso, grazie anche ad un groove convincente e vincente.
Sette +

Diodato – Di Questa Felicità

Esce in due versioni, una acustica e l’altra, per le radio, invece con un arrangiamento pop curato da Dario Faini. Il brano funziona perché Diodato sa raccontarsi e la sua penna riesce sempre a dare un senso compiuto  alle sue storie, nei poco più di tre minuti a disposizione. Musicalmente il brano poi non sfigurerebbe nelle discografie di band internazionali.
Sette

Elly – Mare Amare

La banalità è dietro l’angolo e se l’arrangiamento alla Dj Snake permette di girarle attorno musicalmente  ( almeno per le nostre produzioni ) cantando di mare, respirare, amare, baciare… e tutti gli altri are, are, are, il colpo frontale finisci col darlo per forza.
Quattro

Flac – I Tuoi Occhi Non Mentono Mai

Incalzante pop rock che potrebbe regalare un primo pubblico, anche molto giovane, da portarsi dietro, far crescere con loro. E se crescono ascoltando gli U2 anni 80, come l’arrangiamento delle chitarre di sottofondo lascia intendere, possono crescere molto bene.
Sei +

Raphael Gualazzi – La Fine Del Mondo

Le atmosfere alla Figli Delle Sette portano ad un risultato gradevole nel complesso ma che non ha indubbiamente la stessa forza della hit dell’estate scorsa che ha trasformato Gualazzi, di colpo, in un cantante anche per giovani. “Prendi quest’amore in mano” è una frase oltretutto pericolosa…
Sei

Joe Ivi – Folle

Decisamente più interessante nelle strofe che nell’inciso dove la ripetizione può ottenere si effetto “trapanante” ma anche quello urticante e la linea di separazione è troppo sottile per rischiare. Molto buono l’arrangiamento vocale.
Sei

Jeffrey Jey – Adesso E Per Sempre

Vite artistiche fa era il frontman degli Eiffel 65  e prima ancora sano portatore del progetto dance Bliss Team  e pur se come autore non si è fermato li, probabilmente ha atteso un po’ troppo per riaffacciarsi sulle scene come solista. L’intento resta sempre quello di far ballare ma il brano è deboluccio perché non porta nulla di nuovo e nemmeno di vecchio, rifacendosi a quanto già fanno gli attuali protagonisti di settore.
Quattro

Le Rivoltelle – Quello Che Resta

Finisce un amore e lo si può raccontare in molti modi e Le Rivoltelle, la cui vocalist ha una voce che è perfetta fusione tra Bianca Atzei e Laura Bono, scelgono un atteggiamento rock che si confà al loro stile. “C’è qualcosa che resta fa male e non te lo so dire”… “resta la mia faccia, un foglio pieno di parole, la voglia di partire ed un libro da finire al sole”, si canta per esorcizzare un dolore con una ripartenza, con le cose da fare. Avrei forse evitato il passaggio “curva da stadio”.
Sei

Davide Liperoti – Stato Di Fermo

Scrittura personale ed in questo brano poggiata su un sound sorretto dalle chitarre, costanti, primarie. Poi  nella variazione finale arriva anche  l’effetto slide, che  spariglia le carte e dona un movimento fin li disatteso. Possono sembrare stupidaggini ma invece sono precisi richiami d’attenzione. Orpelli utili per una volta.
Sei +

Luca Mancino – Pronti A Vivere

Non sarebbe male come scrittura, ma la resa canzone sconfina in un mondo che è quello di Ligabue di cui prende addirittura alcune cadenze, pur essendo molisano e non emiliano. E per una bella promessa, già segnalata nell’ambiente,  è un po’ come deludente disattesa.
Quattro ½

Marcella – Non Mi Basti Più

Torna alla musica fasciandosi della griffe di Mario Biondi che per lei rivendica un sapore vintage ’70, con fare orchestrale di fiati caldi che giocano su accompagnamento d’archi ed una chitarra impertinente.  E certo è che per migliorare la nefandezza di Malecon non è che ci voleva molto!
Sei+

Alex Milani & Rhett Fisher – Where The Stars Go

Interessanti le strofe del brano del producer veneto, che sembrano cercare nuove strade da portare alla luce negli ambienti dance, approfittando anche di una bellissima voce, con grandi possibilità espressive. L’inciso però cade nel già sentito e la conclusione è quasi forzata per chiuderla entro i tre minuti. Avrebbe meritato anche solo 20 secondi in più, pur di avere una variazione intelligente.
Cinque+

Rosario Morisco – Clichè

Arrangiato in tango questo brano composto da Morisco assieme a Principe & Socio M, già al suo fianco all’epoca della sua unica partecipazione sanremese e disco successivo. Mette assieme il sensuale ballo ed una matrice molto più popolare sublimata da cori teatrali. In quanto anacronistica potrebbe piacere molto, così come passare totalmente inosservata .
Sei

Rhumornero – Metalli Pesanti

Siamo il gregge che è li che aspetta il prossimo comando da eseguire in fretta” si canta su sostenuta base rock che unisce elementi  oldies e qualche apertura intelligentemente innovativa. E pur non avendo iniziativa e volontà di uscire dal coro, pensiamo per sentirci migliori “che i vicini siano sempre i peggiori”  e attendiamo “che il cadavere ci passi affianco” per approfittare e fare profitto.  Beh , sarà anche tosto come racconto ma chi può dire il contrario?
Sette

Santiago – La Stanza

Linguaggio e musicalità pop ben sviluppati che provano ad essere riconoscibili grazie ad una voce che fortunatamente non ha similitudini nel mondo già affermato e soprattutto si ricorda che se fai pop è necessario nelle proprie composizioni inserire qualcosa che riconduca subito il pensiero a te ed al tuo brano. Qui il gioco di tastiera che fa da riferimento base dell’inciso ed apre e chiude il brano esaudisce questo bisogno.
Sette

Luca Seta – Cuccioli Di Gnu

Potrebbe sembrare una canzone per bambini, ma poi scorre e ti accorgi che non lo è. E’ una disamina ironica, e nemmeno troppo, di come sia cambiata la condizione di esser bambino e come cambi l’attenzione che prestiamo ad un pianto, come se quello di un adulto avesse meno importanza ed invece proprio perché non così sovente…  Per le radio non è molto fruibile ma probabilmente ambisce a premi della critica.
Senza Voto

Signor Dream & Sara Santagata – Tutto E’ Possibile

Testo retto da frasi molto forti, e come da stile, tiraggio in ballo di molti nomi famosi, spesso per chiudere una rima, a volte per attacco nemmeno troppo velato. “Anche un cesso può brillare se ogni tanto lo pulisci” ed effettivamente… Tuttavia nonostante la forza generale, la formula è abbastanza sentita, con l’uso della vocalist che canta l’inciso, come a dire: riuscito si, ma che non si spacci per nuovo!
Sei +

Simonetta Spiri – Il Tempo Di Reagire

Pop abbastanza convenzionale per la cantante sarda, tornata a fare la solista dopo la parentesi in quelle che oggi si chiamano LeDeva, e che al suo tempo eran quelle de’ L’Amore Merita. Il suo approccio è sempre molto potente e rivela ancora una volta l’ indubbia capacità di non cadere mai nel brutto, merito di un gusto personale che è abbastanza compiuto ed identificato. Il brano in questione rimette in tavolo tutte queste prerogative ma ha come unico neo quello di non aprire al nuovo, nemmeno come accenno.
Sei

Marika Tisei – Empty Space

Ballata funzionale e centrata ben strutturata con un abito pop elettronico che però lascia intravedere anche la possibilità di altre chiavi d’arrangiamento, tra cui quella rock. Voce interessante, più larga che acuta e per cui decisamente differente dalla massa.
Sette

Ultimo – Ovunque Tu Sia

C’è un fortissimo sentore interpretativo che riporta a Fiorella Mannoia; assonanze, cadenze o chissà, amore personale del nostro. Il brano però funziona perché ha un’idea di base fatta di pause e ripartenze, che aiutano, riuscendoci, a non distogliere l’attenzione.
Sei ½

Zen Circus – Pisa Merda

Musicalmente la mente corre dietro di 20 anni e si arriva agli Smashing Pumpkins … e sono bei ricordi. Gli Zen Circus hanno sempre quella loro cifra che non permette di catalogarli come mainstream ma che non li fa mai allontanare del tutto da li. Questo permette loro di navigare sempre a vista ma su un vascello musicalmente sicuro e non su una scialuppa di salvataggio che imbarca acqua.
Sei ½

Nina Zilli – Mi Hai Fatto Fare Tardi

E niente, gli “Uh” sono proprio una moda del periodo, rafforzata da Katy Perry in Chained To The Rhythm. Ci cade anche Nina, forse per radicare nel presente  questo suo ritorno che unisce profumi reggae ed il suo cantato soul,  aprendo finestre sul passato che provano a conquistarsi un futuro. C’è colore e calore, però manca la spinta, la zampata della grande voce.
Sei =

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.