ADOLFO DURANTE vincitore del PREMIO AMNESTY INTERNATIONAL EMERGENTI canta “Una Voce per te” ispirata al caso di RAIF BADAWI

adolfo durante

In passato vi abbiamo già parlato di Adolfo Durante e della sua splendida voce che ha incantato personaggi del calibro di Fiorello e Red Ronnie (qui), della sua grande ironia (provare per credere, leggete questo articolo della nostra Mosca Tze Tze) e sopratutto della sua grande sensibilità artistica, qualità che lo ha portato a vincere il Premio Amnesty International Italia Emergenti 2015 con il brano La Libertà ha lanciato Una Voce per te scritto e prodotto da Enrico Andreini con testo di Sandra Von Borries uscito negli stores di musica digitale lo scorso 25 maggio.

Questa sera è la grande notte, infatti dopo aver presentato Una Voce per te il 18 giugno alla Festa della Musica di Mantova, il 24 giugno a Rovigo a Il Carcere in piazza è la volta di farla ascoltare a Rosolina Mare per la serata di apertura di Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty.

Il nuovo brano di Adolfo è ispirato alla lettera scritta dal piccolo Doudi al padre, il blogger saudita Raif Badawi, condannato a 10 anni di carcere e a 1000 frustate per aver fondato Free Saudi Liberals, un forum online di dibattito su temi politici, sociali e religiosi.

Le parole commoventi di Doudi, che trasudano il dolore di un figlio lasciato forzatamente senza il genitore e che, a un tempo, sostengono la giusta lotta paterna, diventano un inno alla libertà e alla dignità, che Adolfo rafforza attraverso il suo canto: la sua voce corposa e carismatica si giostra sinuosa tra momenti più ripiegati dal sentimento e toni più intensi di denuncia dei soprusi, dando vita a una canzone d’autore a tratti rockeggiante, suggestiva e davvero commovente.

Il brano è stato coprodotto da Voci per la Libertà e Amnesty International Italia, che dal 2015 ha adottato il caso di Raif Badawi e che continua a chiederne la liberazione. Il video clip che accompagna Una voce per te è girato dal regista Walter Ciurnella nell’evocativo scenario dell’ex carcere maschile di Perugia e impreziosito dalla performance del coreografo iraniano Afshin Varjavandi.

Ecco qui di seguito il video.

 

 

  
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