La Mosca Tze Tze intervista la ugole fuggite: MANUEL MOSCATI

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Manuel Moscati, classe 1985, arriva da Roma è, nella sua biografia, troviamo numerosi concorsi, trasmissioni TV, collaborazioni e un album all’attivo intitolato Negli abissi dell’anima, ma soprattutto è uno dei tre italiani che, da dicembre, cercherà di dimostrare di avere l’XFactor d’Albania.

Io l’ho raggiunto ed ecco la mia intervista a Manuel Moscati.

Buona lettura!

Ciao Manuel. Ci racconti come ti è venuto in mente di partecipare ad un talent straniero?

Sinceramente se ci fossimo incontrati un anno fa ti avrei detto che mai sarei uscito dall’Italia, ma semplicemente perché sono uno che ama il suo paese, la sua famiglia, i suoi amici. Invece proprio un anno fa sono venuto a conoscenza che Sarah Memmola, una cantante pugliese, moglie del cantautore Mario Nunziante (Amici 8), era entrata a far parte del cast di XFactor Albania , quindi ho iniziato a seguire la sua avventura fino alla fine (si è classificata terza).
A febbraio lei ha messo un post su Facebook dove invitava chiunque fosse stato interessato ad intraprendere il suo percorso ad inviare il materiale alla redazione di XFactor interessata a selezionare anche quest’anno dei talenti italiani: così a tempo perso ho inviato il mio materiale e sono stato richiamato per andare a fare tutte le audizioni a Tirana, che poi come sapete, fortunatamente sono andate bene.

Avevi già tentato la stessa strada in Italia?

Ovvio che si! Come tutti i ragazzi che sognano di fare questo mestiere, provare la strada del talent è quasi ovvia, perché sappiamo che è un buon trampolino di lancio. Nel 2010 insieme ad un gruppo vocale eravamo ad un passo dall’entrare ad XFactor Italia (nda coi Dama), mentre nel 2011 ho partecipato alla prima puntata di Amici, dove mi sono esibito in diretta su Canale 5, poi non andò, ma forse non era il momento, dovevo ancora acquisire quella maturità artistica che fa di un cantante un artista.

Hai già notato qualche differenza tra la versione italiana e quella albanese?

XFactor è un format televisivo ed è strutturato nello stesso modo. Non posso ancora esprimermi per quanto riguarda la fase del live show, ma i provini si svolgono sono allo stesso modo: c’è una prima fase davanti ai giudici dove devi prendere i 3 “sì”, la fase del bootcamp e quella finale che sarebbero gli homevisit che in Albania chiamano fase della Villa. L’unica cosa che ti posso dire che ho notato rispetto all’Italia è stato il rispetto nei confronti degli emergenti, nel senso, se lì c’è un “no”, non è massacrante o associato a parole non belle nei confronti del ragazzo (come alcuni volte possiamo notare qui) ma bensì è accompagnato dai consigli per migliorare e invito a ripresentarsi, certo è comunque un programma televisivo, ma che premia le belle voci, che se tali, non hanno motivo di essere mandate a casa.

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Hai un album all’attivo. Dopo questa esperienza, quali sono i tuoi progetti?

Diciamo che da un po’ di anni mi sono dato molto da fare. Nel 2012 è uscito Negli abissi dell’anima brano scritto tra l’altro oltre che da Canigiula e Bussoletti, dal M° Bigazzi, con cui arrivai tra i finalisti di SanremoSocial esibendomi davanti ad una commissione presieduta da Gianni Morandi.

Progetti per il futuro? Intanto da qualche mese sono in promozione live e radio con il mio nuovo brano L’altra parte di me e stiamo lavorando con la mia etichetta la Faro Production di Guido Faro, al nuovo album che dovrà uscire se tutto va bene la primavera prossima.
Sicuramente dopo la mia partecipazione ad XFactor partirà un live tour con diverse date in giro per l’Italia e non solo; diciamo che ci sono già tante cose che bollono in pentola ma per ora preferisco non anticipare nulla. Credo comunque che ognuno di noi abbia un destino già assegnato, per questo non credo che smetterò di cantare e di provarci perché una cosa che ho capito a mie spese è che non bisogna mai, mai, mai mollare. Quindi continuerò con la grande speranza di farmi conoscere sempre di più al grande pubblico, poi che dire, i miei in fondo sono solo progetti, ciò che il futuro ci riserva nessuno può davvero saperlo.

Dimmi tre nomi musicali: un maschio, una femmina ed una band rigorosamente italiani. Perché hai scelto proprio loro?

Come cantanti maschi devo per forza citarne due: il primo è sicuramente Battisti perché uno dei cantautori che ha rappresentato la storia della musica italiana, la sua musica va avanti di generazione in generazione, le sue canzoni sono colonne sonore della nostra vita, E penso a te tra le mie preferite! Marco Masini perché quando canta si sente la sua sofferenza. Ogni parola che pronuncia è un’emozione che canta, sente ogni cosa ed è in grado di spiegarlo anche a chi lo ascolta.
Poi c’è Elisa una cantante rara, di un eleganza e un fascino vocale che ben pochi hanno. Ogni canzone di Elisa è il racconto di un vissuto, adoro tutta la sua discografia e non è un caso se è sempre in vetta alle classifiche.
Ultimi non per importanza ti dico i Modà, band del momento: adoro i loro testi, il loro sound, si avvicinano al tipo di musica che faccio io, coinvolgenti e con una padronanza del palco unica!

Fai il tuo personale in bocca al lupo a Matteo e Ylenia!

Ragazzi in bocca a lupo a noi.. e portiamo alta la nostra bandiera!

E con questo è tutto per oggi.
Ci sentiamo presto con la prossima ugola!
A chi toccherà dopo Manuel Moscati e Matteo Brento?

La Mosca Tze Tze

  Sono una mosca. Sono una mosca che ronza sulla musica e sono qui per disturbare. Perché nella musica mica si possono fare solo complimenti… e perché l’ironia ci sta un po’ su tutto. Vivo a Milano da sempre, ma volo ronzando per tutto lo stivale… e pungo! Tze Tze
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