INTERVISTA a MORENO: “SLOGAN è un disco di canzoni. Sono un cantante di musica rap ma non mi interessano le distinzioni tra commerciale e underground”

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Oggi esce in tutti i negozi di dischi Slogan, il terzo album di Moreno.
Contemporaneamente arriva anche il video del primo singolo omonimo e parte il tour instore da Milano (qui tutte le date).
Ieri, insieme ai nostri colleghi, abbiamo incontrato Moreno nella sede della Universal Music Italia per farci raccontare meglio questo nuovo album che vanta la produzione di Big Fish.

La conferenza stampa inizia con la proiezione in anteprima del videoclip del nuovo singolo… un video coloratissimo la cui ironia rispecchia in pieno lo spirito della canzone. Nel clip Moreno finisce praticamente su ogni tipo di prodotto pur di vendere la sua immagine, una metafora di un concetto che il rapper ha ben chiaro in testa: oggi fare musica, incidere dischi, vuol dire anche essere un prodotto, che lo si voglia o no, e quindi bisogna saper vendere la propria arte.

E proprio dal video parte la presentazione del nuovo disco di Moreno

mi sono sempre chiesto come si facesse un video così, in realtà è tutto fatto in “green screen” ma poi vederlo finito è una soddisfazione, fino ad oggi ero abituato a fare il classico video con le comparse, con una storia… fare un video in questo modo invece è un po’ più faticosa perché fai anche dodici/tredici playback tutti di fila cambiando soltanto lo sfondo alle tue spalle… tutto il resto subentra dopo e a lavoro finito sono rimasto stupito…

Un collega chiede a Moreno il perché di questo titolo per il nuovo album, Slogan, e questo rimarcare, anche nel video, la figura del cantante come un prodotto di consumo…

“Il titolo… innanzitutto mi piaceva perseguire il filone degli altri cd con un titolo molto d’impatto… Stecca, Incredibile ed ora Slogan, ne avevo pensati anche altri come Lo faccio per Spot, però Slogan era quello più diretto e mi convinceva di più.
In generale come dico anche nella traccia Intro ciò che mi ha reso più popolare al grande pubblico è stata la mia partecipazione ad Amici come concorrente e come coach ma, come ben sapete, a volte c’è un po’ di pregiudizio sui ragazzi che hanno fatto un talent. Però, al di là del prodotto, io sono un cantautore e lavoro personalmente sui miei brani. Volevo che principalmente uscisse questo da Slogan:  Moreno; infatti nel disco c’è solo una collaborazione, quella con Deborah Iurato che, essendo la ragazza che ha vinto Amici con me in veste di coach, mantiene quel filo col passato… mi sembrava carino portarla in un disco così importante per me. Mi piaceva l’idea di vendere questo prodotto come a volte si vede anche in TV, scherzando su quelli che possono essere gli slogan. Se qualcuno mi chiedesse: “ma come si fa a diventare famoso?”, risponderei magari trovando uno slogan. Alla fine io sono un prodotto, un prodotto discografico, ma sono anche un cantante, le due cose devono andare di pari passo, devo vendere il mio prodotto, ma un prodotto che vale la pena di acquistare e su cui io sono felice di mettere la faccia.

Il collega ribatte chiedendo se quindi è una presa di coscienza quella di essere un prodotto…

Esattamente. Alla fine non lo faccio solo per passione, lo faccio per lavoro adesso quindi devo anche sapermi vendere. Non mi piace tutto questo mondo che ruota attorno a frasi del tipo “venduto” o “hai lasciato l’underground  per fare la tv”… io prendo tutto con molta serenità. Le canzoni del disco, anche se può sembrare che tutto sia stato creato in modo molto scherzoso, hanno un duro lavoro dietro, dalla costruzione delle strofe alla ricerca del ritornello c’è una crescita in tutto questo anche i ritornelli, li canto per la prima volta quasi sempre da solo cercando di prendere delle note che anni fa non prendevo. Onestamente non sono dispiaciuto di essere un prodotto o un numero, ne sono consapevole, la differenza la fanno le belle canzoni e l’attitudine nelle cose che si fa.

Amici da questo punto di vista è stata una vera e propria scuola. Lì non potevo andare fare come facevo nella battle di free Style, cioè mirare tutti uno per uno e sfidarli, lì si cantavano le cover ed io all’inizio mi sono dovuto adeguare e ho cantato pezzi di altri, ma poi ha prevalso quello che facevo io ed ho iniziato a cantare le canzoni che scrivevo io.

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Viene chiesto a Moreno se gli interessano le prese di posizione, presenti soprattutto nell’ambiente rap, sul genere musicale…

Commerciale o underground, rap o pop, sinceramente ormai mi sembra che sia tutto un po’ pop, che ognuno abbia gli scheletri negli armadi perché il collega che non fa il talent come concorrente viene come ospite… allora se vuoi davvero mantenere una coerenza non ci vai proprio, non fai la pubblicità in tv, non fai determinati tipi di cose. Io l’underground l’ho vissuto, ho aperto anche dei nomi molto importanti nell’underground e se vuoi fare quello non fai altre cose… fai i concerti per la gente e basta. Quindi vi dico la verità non mi interessano più queste categorie, chi vuole rispettarmi che apprezza il mio lavoro, sulla mia barca ci sarà sempre posto perché io ascolto sempre tutto, dal ragazzino di provincia alle nuove uscite, chi invece vuole tarparmi le ali solo per questa questione del dividere ciò che è commerciale da ciò che non lo è, è giusto che guardi prima a se stesso per vedere se un piccolo scheletro nell’armadio non ce lo ha anche lui… io devo lavorare e per me non è un compromesso così grande inserire dei ritornelli melodici nelle mie canzoni, allargo il mio bacino e sono molto felice di avere dal bambino di 7 anni alle nonne di 60 che mi seguono…

Domanda di All Music Italia
Moreno tu non sei mai realmente cambiato, sei rimasto lo stesso di sempre e non hai cercato come dici tu stesso in Ping pong di fare canzoni impegnate perché, per il momento, non ti interessa farlo. Sei sicuramente uno dei pochi casi di rapper italiani che fa musica “gioiosa”, a tratti divertente, e la fai con entusiasmo. In quest’ottica cosa ti infastidisce di più… lo snobismo di alcuni colleghi rapper, la leggerezza di alcuni giornalisti o blogger musicali nel giudicare o l’ingenuità del pubblico che se non ti vede in tv per un po’ ti chiede – Ma hai smesso di far musica- ?

Bravo hai detto una cosa che sinceramente è vera. Forse tra tutte la seconda a me personalmente. La leggerezza dei giornalisti perché mi è capitato di provarla sulla mia pelle.
Del resto mi chiedo come mai se sia le persone che mi seguono e mi reputano un talento, che quelle che mi scoprono col tempo, mi riconoscono la capacità di trovare la rima nel free style e ne rimangono a volte impressionate, poi mi devo sentire la persona della testata giornalistica importante che dice – ma lo sai che è uscito da un talent? – Che sono uscito da un talent lo sanno tutti, ma forse alcuni giornalisti oltre a questo non sanno quello che c’è prima… vai a vedere il ragazzo che cosa ha fatto perlomeno; poi è ovvio quello che faccio può piacere o no, non devo piacere a tutti però devo dire che a volte in Italia non ci guardiamo attorno, senza nulla togliere ovviamente a gli altri, ma se un pezzo come Andiamo a comandare che fa quasi 100 milioni di visualizzazioni e lo ballano tutti… allora dovremmo aprire un capitolo ancora più grande e vedere cos’è un bel pezzo di musica, cos’è una cosa che funziona, cos’è una cosa virale… io ho la coscienza pulita su quello che faccio e non devo dare spiegazioni ai miei colleghi visto che Fabri Fibra, Gué Pequeno, Clementino, J Ax con me ci hanno cantato e per me sono i massimi esponenti… se avevano qualcosa per cui storcere il naso, lo avrebbero fatto loro in primis.

Infine hai ragione, c’è sempre la signora che mi ferma e mi dice – ma non sei in televisione, ma non stai facendo niente… – ovviamente non mi dà fastidio, le rispondo – ma signora io sto facendo i concerti in giro, poi se ci sarà la possibilità di fare la televisione ben venga…”

Viene chiesto a Moreno cosa c’è di vero sulle voci girate su una sua possibile partecipazione a L’Isola dei famosi e al Grande Fratello Vip, e se accetterebbe…

Le voci sono arrivate anche a me… al momento de L’Isola ero concentrato a registrare il mio disco e quindi non non nemmeno preso in considerazione la cosa, soprattutto se non inerente la musica, ma se ne era parlato. Magari se avessi avuto il cd pronto avrei potuto valutare la cosa, ma solo per lanciare il cd… non credo a quelli che vogliono fare l’esperienza di vita in questi contesti, l’esperienza di vita la posso fare anche da solo, vado in Brasile e sto due mesi e vedo com’è…” 

Arriva una domanda su Big Fish che ha prodotto l’intero album… viene chiesto se è la prima collaborazione sostanziosa con il produttore…

Avevamo già lavorato insieme al pezzo di Sanremo e già da lì lui mi buttò questa proposta dicendomi – ma hai già pensato a come fare il prossimo cd? mi farebbe piacere essere coinvolto… – per me è stato quasi un premio e gli ho risposto – Massimiliano ma in che modo coinvolto? – e lui mi ha risposto – produrtelo tutto! – è una grande soddisfazione. Io conosco Big fish ancora da quando mi esibivo nell’underground. Ovviamente ho preso subito al volo questa occasione anche perché nel disco precedente avevo lavorato con molti produttori diversi, questa volta volevo provare a lavorare con un solo nome. Lui ha fatto delle hit con Fabri Fibra ed Emis Killa, quindi se ha scelto me e ha sentito odore di hit per me può solo che essere la soddisfazione più grande... Arrivare qui in Universal con un cd a cui hanno lavorato Massimiliano Dagani (Big Fish .Ndr) e Marco Zangirolami, colui che registra tutta la scena rap in tutta Italia… sentire dire da loro – Moreno ha fatto un bel disco – ti leva di dosso tutta la stanchezza è l’unica cosa che a me interessa in fondo, che venga ripagato con un semplice complimento, perché ci ho messo tutto“.

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Un collega chiede perché Slogan è un bel disco secondo Moreno

perché ci si possono rispecchiare tante persone nelle metafore o nei concetti che ho scritto… perché c’è una maturità anche come cantante, negli ultimi anni andava molto il fatto del brano rap col cantante nel ritornello, l’ho usata anch’io con Fiorella Mannoia e Annalisa per esempio, questa volta mi sono misurato io ad andare a prendere quelle note e a tirare fuori dei concetti che andassero oltre a – Che confusione, è proprio come una bomba… – in questo disco ho tirato fuori dei concetti in cui le persone posso ritrovarsi perché in questo disco non c’è più solo musica rap, ma canzoni“.

Gli viene chiesto se quindi ora è un cantante e non più un rapper…

Sono un cantante di musica rap. E rimarrò sempre un freestyler. Di sicuro non mi offendo se mi chiamano cantante, se non si offendono i cantanti…

Arriva il momento della domanda sull’unica collaborazione del disco, quella con Deborah Iurato in Lasciami andare

E´nata da sé. Deborah per impegni lavorativi ormai vive a Milano e quindi è nato tutto per caso. Io i miei massimi amici del cuore ce li ho a Genova e a volte stando qua è anche bello non pensare solo al lavoro, quindi ci siamo visti al di là della musica anche se poi alla fine si ricade sempre a parlare di musica e canzoni… le ho fatto sentire quello che stavo facendo, lei ne è rimasta entusiasta. C’era poi questa base vuota e mi piaceva l’idea di far misurare Deborah in qualcosa di diverso, in un sound per lei nuovo. E´nata in modo spontaneo, non me lo aspettavo nemmeno io, i pezzi del disco erano inizialmente undici, questo è diventato il dodicesimo“.

Arriva la domanda sul pezzo “più rap” del disco, Antirap… come è nato?

E´ nato come un freestyle. All’interno dei dischi precedenti ho sempre messo due freestyle, invece adesso sono diventato così meticoloso che anche se faccio un freestyle ci devono mettere il ritornello, un bridge, qualcosa che lo renda una canzone. In Antirap ho giocato sul dire – sono l’antirap – è una moneta che può essere guardata da due prospettive… in questo caso sono io l’antirap o sono loro? Io all’interno della canzone chi sono gli Antirap secondo me lo dico… poi mi piaceva l’idea perché ricordo che Fibra anni fa aveva la maglietta con scritto – Io odio Fabri Fibra – e Gué invece aveva quella con – Io Amo Gué – ed io invece sono l’Antirap

Una delle giornaliste presenti è stata particolarmente colpita da Alba di domenica che definisce un pezzo che racconta la voglia di non perdersi, una tendenza che non si sposa affatto con ciò che viviamo adesso dove tutti sono pronti a scappare piuttosto che impegnarsi… mentre un altro collega è rimasto colpito da Magici, un brano in cui Moreno si definisce un miracolato…

Alba di domenica è uno dei miei pezzi preferiti, lo ascolto spesso in macchina ed è anche quello che mi emoziona di più cantare, lo trovo un brano molto suggestivo.
Per quel che riguarda Magici è un pezzo pieno di citazioni reali, che fanno parte della mia vita, come quando cito i miei amici Andrea, Luca e Fabio… infatti è il brano preferito dei miei genitori, su questo brano si sono commossi perché conoscono molte delle cose in cui parlo, persino la scritta sul muro – vietato il giuoco del calcio – infatti mi ripetono continuamente che devo fare il video… (ride .Ndr).
Nella canzone mi definisco un miracolato perché ad un certo punto io ho preso una decisione importante nella mia vita. Avevo un lavoro fisso con contratto come parrucchiere, che al giorno d’oggi non è una cosa così scontata, ma ad un certo punto son dovuto andare dai miei capi e dire – scusate ma io devo fare la musica – e i miei genitori all’inizio preoccupati che rimanessi senza far niente mi chiedevano ogni giorno – la stai facendo la musica? la stai facendo la musica? – e alla fine ce l’ho fatta, quindi rispetto a tanti miei colleghi, non parlo solo nella musica ma anche nel calcio, i parrucchieri stessi, io lo so che hanno talento, lo vedo nei loro occhi, lo vedo da come mi 
parlano… e allora rispetto a chi ancora non ha trovato la sua posizione ben precisa sono un miracolato…. per mi raccomando che miro al dettaglio, come dico nella canzone“.

L’incontro si conclude con un’altra domanda di All Music Italia
Slogan è il primo singolo ed è un po’ il brano manifesto del disco ma tra le altre canzoni dell’album quale non vorresti mai che rimanesse nascosta nella tracklist… quale vorresti far conoscere assolutamente alla gente al di là delle logiche commerciali?

come dicevo Alba di domenica è un pezzo che mi piace molto… forse per fare anche qualcosa di diverso e farmi un regalo personale scegliere un brano tra Antirap e Ping pong, che sono canzoni più da Feestyler. E poi con Antirap avrei la scusa per farmi fare la maglietta… non sono genovese mica a caso (ride . Ndr)“.
Foto di copertina: Cirasa
Foto conferenza stampa: Massimiliano Longo

 

  La Musica si può averla dentro anche senza saper suonare uno strumento o cantare e a volte diventa parte di te al punto da influenzare la tua intera vita. Ho cominciato a camminare da fan gestendo due Fan Club, ho avuto l’occasione di imparare di più diventando Personal Assistant (di Gianluca Grignani, Niccolò Agliardi e Syria). Ho voluto anche provare l’esperienza on the road del Tour Manager (Barley Arts).Tutto questo per conoscere l’ambiente musicale sotto ogni aspetto e per saper affrontare una nuova sfida: portare avanti interamente un progetto discografico in qualità di produttore ed editore (Eleonora Crupi, Voyeur, Kianka). Recentemente ho voluto anche cimentarmi nella scrittura dando alle stampe per Chinaski Edizioni la biografia non autorizzata "Rockstar (a metà) - Gianluca Grignani". Anni fa, con la chiusura della rivista “Tutto musica”, mi sono sentito orfano di un’oasi in cui la musica veniva raccontata, recensita e approfondita con passione, così mi sono ripromesso che un giorno avrei ricreato un oasi simile per la musica italiana. Da quest’idea nasce All Music Italia.
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