INTERVISTA ad ANTONIO FERRARI: dalla vittoria al FESTIVAL DI GHEDI al futuro anche come autore sognando GIORGIA, ANNALISA e MARCO MENGONI

antonio ferrari

Oggi intervistiamo un giovane e promettente artista emergente, Antonio Ferrari, che ha trionfato nell’ultima edizione del Festival di Ghedi aggiudicandosi oltre al primo posto anche l’ambito Premio Warner Chappell Italia.

Antonio è nato a Piacenza il 2 novembre del 1991. Il suo percorso da cantautore comincia attorno ai 16 anni quando compone con la sua band i primi brani. In questo gruppo con cui incide un Ep, ricopre il ruolo di chitarrista.
Qualche anno dopo la band di scioglie ed Antonio matura la voglia di provare a farsi interprete dei proprio brani. Inizia una nuova fase nel suo percorso artistico con una nuova band tra cover ed inediti, insieme girano per quattro anni tra locali, feste, piazze ed eventi in tutta Italia.

Nel 2012 con l’aiuto del produttore Giancarlo Boselli pubblica due singoli auto prodotti, Musica e Per te, nel 2014 si diploma in chitarra al CPM Music Institute di Franco Mussida.
Per Antonio arriva il momento di concentrarsi esclusivamente sulla composizione del suoi brani e così si chiude in studio e dopo mesi di lavoro pubblica ad ottobre del 2015 il disco auto prodotto Quel che di fragile c’é contenente nove canzoni inedite.
Nel 2016 conquista il terzo posto al Premio Lunezia e vince il Festival di Ghedi aggiudicandosi anche un contratto come autore per Warner Chappell Italia oltre ad un’audizione con Sony Music Italia.

Ma andiamo a conoscere meglio Antonio Ferrari e la sua Carmelina, l’intensa e delicata canzone dedicata al nonno con cui ha trionfato al Teatro Sociale di Brescia.

antonio ferrari

INTERVISTA

Ciao Antonio, ancora complimenti per il grande successo ottenuto al Festival di Ghedi. Ho letto un po’ la tua biografia ma vorrei che mi raccontassi meglio quando i tuoi inizi nel mondo della musica…

La musica è entrata nella mia vita piano piano, un pomeriggio a settimana, in un’aula della mia scuola elementare, dove ho iniziato a imparare a suonare la chitarra. Da li in poi non ne è più uscita… passando alla chitarra elettrica, alle scale, agli assoli e arrivando ai primi anni di liceo, sinonimo per me delle prime band tra amici, nelle quali sfogavo tutta la voglia adolescenziale di rock!! Ed è proprio in queste band che è nata la prima voglia di scrivere e di provare a comporre qualcosa che potesse assomigliare a una canzone. Così alla chitarra si è aggiunto il pianoforte e intanto la band tra amici si trasformava in una band seria con cui poter suonare nei locali.
Come per tanti altri giovani per riuscire a farlo sono arrivate puntuali le cover, quindi i primi locali della nostra città e poi ancora pub, piazze, teatri e club sparsi in tutta Italia. Ma il mio desiderio principale rimaneva quello di voler cantare i miei brani che, nel frattempo, oltre a migliorare, stavano diventando un’esigenza. Così dopo quattro anni di cover e di serate ho deciso di dedicarmi esclusivamente alle mie canzoni, raccogliendo le migliori nel mio primo album uscito esattamente un anno fa.

Il tuo stile di composizione è molto intenso, delicato in alcune sfumature quasi d’altri tempi. Quali sono gli artisti italiani ed internazionali che ascolti di più e quali quelli che ti hanno influenzato maggiormente?

Per quanto riguarda gli artisti italiani sono legato da sempre a Lucio Battisti, che considero un po’ il mio punto di riferimento nella ricerca di melodie e testi che possano avere il maggior coinvolgimento emotivo possibile. Poi nel corso degli anni mi sono appassionato ad artisti come Giuliano Sangiorgi, Niccolò Fabi, Elisa, Luca Carboni e Tiziano Ferro nei quali ho trovato un modo di esprimersi e una sensibilità molto vicina alla mia e dai quali ho tratto spesso ispirazione per la mia musica.
A livello internazionale invece, oltre ai gruppi storici del rock a cui, suonando la chitarra, mi sono affezionato da quando ero piccolo, tra i miei ascolti ci sono anche James Bay, Norah Jones, Bruno Mars, John Mayer, Coldplay, Maroon5 e tanti altri.

Carmelina è il brano con cui hai vinto al Festiva di Ghedi, una canzone dedicato a tuo nonno, figura fondamentale nella tua vita come in quella di tanti ragazzi. Come mai hai scelto proprio questo brano per partecipare a Ghedi?

Informandomi in rete sul Festival di Ghedi ho notato che era uno dei pochi concorsi che si interessasse esclusivamente ai brani inediti. Ho quindi pensato di presentare il brano più “cantautorale” che avevo, tra i più sentiti e spontanei che ho scritto, in modo che potesse anche rappresentare al meglio quello che sono. E credo che Carmelina mi rappresenti bene.

Quale è stata la motivazione che ti ha spinto a partecipare proprio al Festival di Ghedi?

Dopo il lavoro in studio e la pubblicazione del mio primo album, era il momento di mettersi in gioco e iniziare a far conoscere la mia musica in un panorama musicale così ampio, complesso e pieno di proposte. Così ho provato a cercare quali potessero essere i migliori concorsi nazionali per poterlo fare in un modo valido. E dopo alcuni tentativi, tra cui il Premio Lunezia che mi ha regalato una bellissima esperienza estiva, è stata la volta del Festival di Ghedi, consigliatomi da un amico sia perché si concentrava sui brani inediti, sia per la prestigiosa giuria presente e gli importanti premi a disposizione. Un’occasione che a questo punto posso dire di aver fatto bene a non perdere.

Siamo in un momento musicale abbastanza difficile, soprattutto per gli artisti emergenti… per riuscire serve talento, fortuna e sopratutto una propria precisa identità. Se tu dovessi spiegare a chi ci legge qual è l’identità artistica di Antonio Ferrari, cosa diresti?

Ammetto che non è una domanda semplice… ma quello che mi viene da dire è che la mia identità artistica risieda nella semplicità. Quella che cerco di esprimere attraverso la mia musica e che del resto cerco in ogni mia relazione o più in generale nel mio vivere quotidiano. Ho intitolato il mio primo album di inediti Quel che di fragile c’è, un inno alle imperfezioni, al lasciarsi andare e aprirsi al mondo proprio in maniera semplice, senza privarsi dei propri limiti, dei propri difetti e delle proprie paure che ci rendono meravigliosamente umani.

Hai vinto, oltre al Festival di Ghedi, l’ambito Premio Warner Chappell Italia per poter diventare un autore per Warner. Quali sono le voci maschili o femminili italiane per cui ti piacerebbe comporre?

Una delle voci femminili italiane che ammiro di più è indubbiamente quella di Giorgia, ma ce ne sono tante altre che mi affascinano come quella di Malika Ayane, Noemi o Annalisa. Per quanto riguarda quelle maschili invece trovo che le voci di Francesco Renga e di Marco Mengoni possano avvicinarsi abbastanza al mio mondo. In ogni caso il pensiero che uno di questi artisti possa interpretare una mia canzone è sicuramente emozionante, ma soprattutto un enorme stimolo per la mia scrittura.

Nel salutare Antonio Ferrari augurandogli una promettente carriera vi lasciamo con il testo del brano con cui ha vinto il Festival di Ghedi, Carmelina.

CARMELINA – TESTO – ANTONIO FERRARI

Stasera lei è ancora qui
come sempre
Ho le sue mani strette tra le mie
Sensazioni più belle

Ancora lei è ancora qui
Fra la gente
E le sue gambe guidano le mie
Instancabili voglie

L’estate, la vita
L’odore di campagna
Le luci di una festa
Una voce in lontananza

In una piazza grande come tutto il cielo
Carmelina balla tra le stelle e il buio
E muove ogni mio passo ogni desiderio
In una piazza grande come tutto questo cielo
Carmelina balla tra le stelle e il buio
E giro tra le braccia giro tra le braccia
Della sua bellezza

Ancora lei è ancora qui
Fra la gente
E nei suoi occhi navigano i miei
Più preziosi ricordi

L’estate, l’amore
L’odore di campagna
Le luci di una festa
La tua voce in lontananza

In una piazza grande come tutto il cielo
Carmelina balla tra le stelle e il buio
E muove ogni mio passo ogni desiderio
In una piazza grande come tutto questo cielo
Carmelina balla tra le stelle e il buio
E giro tra le braccia giro tra le braccia della sua bellezza

Che riempie anche stasera la tua assenza

 

  La Musica si può averla dentro anche senza saper suonare uno strumento o cantare e a volte diventa parte di te al punto da influenzare la tua intera vita. Ho cominciato a camminare da fan gestendo due Fan Club, ho avuto l’occasione di imparare di più diventando Personal Assistant (di Gianluca Grignani, Niccolò Agliardi e Syria). Ho voluto anche provare l’esperienza on the road del Tour Manager (Barley Arts).Tutto questo per conoscere l’ambiente musicale sotto ogni aspetto e per saper affrontare una nuova sfida: portare avanti interamente un progetto discografico in qualità di produttore ed editore (Eleonora Crupi, Voyeur, Kianka). Recentemente ho voluto anche cimentarmi nella scrittura dando alle stampe per Chinaski Edizioni la biografia non autorizzata "Rockstar (a metà) - Gianluca Grignani". Anni fa, con la chiusura della rivista “Tutto musica”, mi sono sentito orfano di un’oasi in cui la musica veniva raccontata, recensita e approfondita con passione, così mi sono ripromesso che un giorno avrei ricreato un oasi simile per la musica italiana. Da quest’idea nasce All Music Italia.
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