Sanremo 2019: la rivoluzione di Claudio Baglioni. Il Festival di sdoppia, più spazio alle nuove proposte e più canzoni in gara

Sanremo 2019

Due settimane fa vi abbiamo parlato in questo articolo delle voci di corridoio attorno a Sanremo 2019, seconda edizione del Festival che vedrà al timone sia nelle vesti di presentatore che di Direttore artistico Claudio Baglioni.

Una lunga analisi in cui sembrava che le Nuove Proposte fossero destinate ad essere penalizzate nella nuova edizione del Festival di Sanremo. Un analisi frutto, per l’appunto, di considerazioni su quelli che in quel momento erano solo forti rumours (nel frattempo qualche ora fa Baglioni ha parlato e qui trovate il regolamento completo, almeno per il momento).

Ora però l’annuncio ufficiale sulla rivoluzione che Claudio Baglioni porterà al Festival di Sanremo 2019 si fa sempre più vicino e, di conseguenza, i pezzi del puzzle che daranno vita a questa seconda edizione del Festival guidato dal cantautore sembrano trovare il giusto incastro.

Sì, perché il titolo del precedente articolo era volutamente provocatorio: “Claudio Baglioni pensa di eliminare le Nuove Proposte da Sanremo 2019. Le case discografiche glielo permetteranno?“. Un titolo che è stato un’ottima scusa per analizzare attentamente i pro e i contro della categoria dei giovani all’interno della kermesse.

La verità in realtà è che anche i più scettici l’anno scorso hanno dovuto ricredersi sulla gestione Baglioni del Festival. Ricredersi perché, per la prima volta da molti anni a questa parte, Claudio ha realmente mantenuto la promessa che ci siamo sentiti ripetere da ogni direttore artistico della manifestazione: “Rimetterò la musica e le canzoni al centro“. E così è stato. Un Festival senza comici, senza interviste ad elementi che nulla hanno a che vedere con la musica, senza grandi (e dispendiosi) ospiti internazionali… Claudio Baglioni ci ha dimostrato che il Festival di Sanremo può fare grandi ascolti usufruendo soltanto della materia per cui è stato creato… la musica.

C’è da tener conto oltretutto che, avendo ufficializzato solo ad ottobre del 2017 il suo ruolo al Festival, Claudio lo scorso hanno ha avuto al netto meno di quattro mesi per mettere su una manifestazione tra le più complicate del mondo. Diciamocelo chiaramente, quello del 2018 è stato in parte il banco di prova per il Festival di Sanremo 2019 e per la rivoluzione a firma Claudio Baglioni che ora, con quasi il doppio del tempo, potrà essere studiata nei minimi particolari.

Pensavate davvero che il “Dittatore artistico” avrebbe eliminato le Nuove proposte lanciandone allo sbaraglio solo una manciata all’interno di una competizione con gli altri campioni? Pensavate davvero che prima di rivoluzionare il Festival Baglioni, che di lavoro ricordiamo fa il cantautore, non si sarebbe consultato con le case discografiche per avere il loro pieno appoggio?

Ecco, allora pensavate male. Il successo del Festival di Sanremo a firma Baglioni è principalmente frutto del suo essere un cantautore, un artista, uno che vive di musica e che pertanto può solo trattarla con rispetto. Sanremo 2019 prenderà vita proprio basandosi su queste solide fondamenta. Anzi, i due Festival prenderanno vita con questi presupposti perché la rivoluzione di Claudio Baglioni parte proprio dalla destrutturazione della categoria, ormai agonizzante, delle Nuove Proposte, per darle una nuova vita, autonoma, ma sempre parte integrante del Festival di Sanremo.
Ma cosa cambierà effettivamente? Cerchiamo di capirlo insieme.

LA RICOLLOCAZIONE DELLE NUOVE PROPOSTE

Da quando i talent show sono sbarcati nel nostro paese hanno in gran parte sostituito il ruolo che prima era solo del Festival. Quello di presentare e portare al grande pubblico la musica di nuovi possibili talenti musicali. La categoria Nuove Proposte del Festival è diventata anno dopo anno “il fratellino che siamo costretti a portarci dietro per ordine della mamma e che ci impedisce di divertici, non divertendosi a sua volta“. I giovani dovevano esserci a Sanremo. Poco importa se dopo la mezzanotte, se prima della sigla iniziale, se del vincitore un mese dopo non ci si ricordava più. L’importante è che la categoria fosse presente.

Se però scorriamo l’elenco degli ultimi vincitori, dal 2000 ad oggi, con qualche rara eccezione a parte chi ha proseguito con buoni risultati il proprio percorso musicale? A voi la risposta scorrendo i nomi: Jenny B, Gazosa, Anna Tatangelo, Dolcenera, Laura Bono, Riccardo Maffoni, Fabrizio Moro, Sonohra, Arisa, Tony Maiello, Raphael Gualazzi, Alessandro Casillo, Antonio Maggio, Rocco Hunt, Giovanni Caccamo, Francesco Gabbani, Lele, Ultimo.

Dal 2000 ad oggi oltre 200 artisti hanno calcato il palco dell’Ariston in questa categoria. Quanti di loro hanno lasciato un segno per almeno una manciata di anni? Pochissimi. E non a caso la categoria ha iniziato ad avere sempre meno importanza all’interno della kermesse passando dai 18 artisti in gara del 2000 agli 8 degli ultimi anni.

Eliminarla però richiedeva un grande atto di coraggio e, sopratutto, una sua ricollocazione che permettesse a Sanremo di non perdere la caratteristica di vetrina per nuovi talenti musicali.

E da qui la scelta di Claudio Baglioni dividere in due eventi il brand Festival di Sanremo, cercando di dare ad entrambi importanza e valore artistico. Riempire la città dei fiori di pubblico e addetti ai lavori per due distinti periodi dell’anno. A dicembre e a febbraio. Un evento che mantenga il nome della popolare kermesse, da mettere in scena con un presentatore diverso nella prima serata di Rai 1 a dicembre per due sere. Una gara riservata solo alle nuove proposte in modo tale che l’attenzione dei media sia all’altezza di quella riservata alla gara principale qualche mese dopo.

Se Claudio riuscirà a calamitare l’attenzione su questo secondo evento il gioco è fatto. I giovani che avranno accesso al palco del Festival torneranno ad essere tanti e rappresentativi di diversi generi musicali e avranno i riflettori puntati su di loro senza che nessun telespettatore pensi “Ok, quando tornano a cantare quelli che conoscono?“. Le Nuove proposte non saranno più un riempitivo del Festival ma torneranno protagonisti.

Nell’atto pratico ecco quello che dovrebbe accadere.

IL FESTIVAL DI SANREMO 2019 – GIOVANI

Il Festival di Sanremo 2019 prenderà il via a dicembre con due prime serate in onda dal Casinò di Sanremo su Rai 1 (che dovrebbero andare in onda il 20 e il 21 dicembre ed essere anticipati durante la settimana da alcuni appuntamenti nel pre serale). Le Nuove proposte prescelte (di cui ancora si ignora il numero, si parla di 20 artisti, ma che sicuramente saranno più degli 8 attuali e comprenderanno i vincitori di Area Sanremo) si sfideranno in una gara tutta loro e due di loro, probabilmente uno per serata, conquisteranno la vittoria guadagnando di diritto l’accesso al Festival di Sanremo di febbraio. I due mesi successivi serviranno, con l’aiuto delle radio, della televisione e dei media in generale, a cercare di rendere familiari al pubblico questi due artisti.

Qualcuno penserà che a questo punto i brani forti che un artista dovrà avere per presentarsi al Festival di Sanremo Giovani dovranno essere due. Uno per la prima gara e uno per la kermesse di febbraio. E questo è vero ma parliamoci chiaro, avere almeno 2/3 brani forti e un disco pronto non dovrebbe essere la prerogativa di base di qualsiasi artista che intenda lanciarsi concretamente nel mondo della musica? Ecco, ci siamo risposti da soli.

Due mesi dopo la vittoria rivedremo i due vincitori nella gara principale al fianco dei campioni scelti. Artisti che, venendo meno lo spazio dedicato ai giovani, potrebbero anche salire di numero da 20 a 24 (ma su questo e sul numero esatto certezza non ve ne sono al momento) allargando maggiormente la proposta musicale di genere e tipologia del Festival cercando di accontentare ogni fascia di pubblico, quella più televisiva e quella più attenta all’aspetto musicale.

Ecco. Questa sarà la rivoluzione di Claudio Baglioni per Sanremo 2019. Non meno spazio per le Nuove Proposte, ma maggior attenzione per loro. Sarà un successo?

Sarà il tempo a darci la risposta, per ora l’unica cosa che possiamo affermare con certezza è che se qualcosa non va bene, finché non si ha il coraggio di scardinarne le fondamenta, difficilmente le cose potranno tornare ad andar bene da sé.

  Cresciuto con la passione per la musica dopo l'adolescenza inizia a frequentare il Music Business. Le sue prime esperienze avvengono nel campo dei fan club, nel corso degli anni ne crea e porta al successo diversi. Col tempo affina le sue capacità in vari settori del campo musicale. Tour manager per Barley Arts, Personal Assistant per Syria, Niccolò Agliardi e, per sette anni, con Gianluca Grignani. Di quest'ultimo scrive anche la biografia Rokstar a metà. Dopo essersi cimentato come produttore con l'ex "Amici di Maria De Filippi, Eleonora Crupi con cui incide quattro singoli portandola a duettare al Mediolanum Forum con Laura Pausini a febbraio del 2014 crea e lancia il sito All Music Italia che, in pochi mesi, diventa una realtà consolidata del panorama dell'informazione musicale sul web, tra i siti leader del settore. Da diversi anni è giudice in diverse manifestazioni musicali tra cui il Coca Cola Summer Festival, in onda su Canale 5.
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