BENJI & FEDE, gli URBAN STRANGERS, le notizie in anteprima e gli “OMINI DELLE FOTOCOPIE”

urban strangers

C’erano una volta le riviste di informazione musicale, i siti di news, gli uffici stampa, gli artisti e i blogger.

Era un mondo molto semplice all’apparenza. Tutto procedeva liscio come l’olio.
L’ufficio stampa mandava un comunicato sulle novità discografiche degli artisti che rappresentava e i siti lo pubblicavano. Qualche volta i più svegli e scaltri riuscivano ad uscire con delle anteprime e allora accadeva che eri “figo” perché comunque, senza chiedere niente a nessuno, avevi anticipato la notizia.

Poi vennero i social network e gli artisti 2.0 e quello che accade oggi è che se anticipi una notizia sei “messo al rogo”, deriso o semplicemente un sottointeso “con noi non lavori più“.
Finita la favola, torniamo alla realtà, una realtà per fortuna che non è sempre così ma popolata anche da artisti “comprensivi” e da uffici stampa che capiscono quale è il tuo lavoro.

Oggi siamo nell’epoca dei social ed oggi le notizie è lì che le puoi trovare in anteprima.
Gli artisti hanno deciso di creare un filo diretto col pubblico e di snocciolare come briciole le anticipazioni sui loro nuovi progetti. Ovviamente gli artisti “GGGiovani”, quelli più cool e con un buon seguito.
Capita spesso ultimamente che ti arrivino comunicati stampa che recitano: “XXX ha pubblicato oggi sulla sua pagina Facebook la copertina del disco YYY in uscita il XX per YY…

Tralasciando il fatto che, opinione personale, l’ufficio stampa non dovrebbe avere il ruolo di riportare qualcosa di già detto dall’artista pubblicamente, ma di annunciare in anteprima a tutti, salvo esclusive, il lavoro del cantante che rappresenta (ma questo ripeto è solo il mio pensiero ed ovviamente l’ufficio stampa si attiene a quello che “il cliente” gli chiede), il problema principale, oggi come oggi, è che non puoi più dare una notizia senza essere messo alla gogna o deriso pubblicamente nel migliore dei casi.

Gli artisti sono artisti e noi siamo l’Omino delle fotocopie.
Nella loro testa dovremmo semplicemente star seduti fino a che non ci arrivi un foglio da fotocopiare a dovere.
Loro scrivono sui social quando esce il disco e tutti noi omini del web corriamo a fare la fotocopia di quanto annunciato… tante fotocopie tutte uguali da tutti i siti che parlano di musica.

Utilità di tutto ciò? Per l’artista parziale, in quanto esce la stessa notizia ovunque; quindi massima visibilità, ma tutta nello stesso momento e identica.
Per noi? Nessuna. Esce la stessa notizia ovunque e quindi il lettore la legge sul primo sito in cui capita.
Ecco, oggi i blogger (ma anche i giornalisti), a meno che non lavorino a Vanity Fair o Tv Sorrisi e Canzoni (cito due riviste a cui, si sa, vengono date spesso esclusive per la grande credibilità conquistata negli anni, per il nome e il seguito che hanno), diventa di lavoro Omino delle fotocopie.
E, detto onestamente, e senza peli sulla lingua, se io e i miei collaboratori nella vita volevamo fare gli omini delle fotocopie, andavamo a farlo in qualche “ufficio”… sarebbe stato sicuramente più produttivo e remunerativo del farlo nella musica.

Andando nello specifico, a noi di All Music Italia questa cosa è capitata ultimamente più di una volta in quanto abbiamo lanciato qua e là qualche anticipazione che, sia chiaro, non paghiamo a nessuno, in quanto non siamo certo ricchi da poter buttare soldi in una cosa del genere; forse qualche volta siamo semplicemente più scaltri, tutto qua.
Quel che è sicuro è che siamo corretti. Mai è successo che ci arrivassero notizie dalle case discografiche o dagli uffici stampa con scritto “SOTTO EMBARGO FINO AL…” (che in pratica per i non avvezzi al settore vuol dire che non puoi scrivere e far uscire nulla fino alla data indicata) e noi violassimo l’embargo. Le notizie ce le cerchiamo. E come facciamo a trovarle ovviamente sono affari nostri.

Ora vi faccio qualche esempio per farvi capire perché chi come me e la mia redazione lavora con passione (principalmente con quella, per i denari rivolgersi altrove) si è sentita attaccata e derisa nella propria professionalità…

Qualche settimana fa abbiamo rivelato in anteprima la data di uscita del disco di Benji & Fede, una notizia di cui ha parlato anche Michele Monina su Il Fatto Quotidiano qui
Risultato?

– Chiamata dell’ufficio stampa a cui, ovviamente, abbiamo risposto ciò che è la realtà dei fatti. Questo è il nostro lavoro.
Se la notizia fosse errata, ce ne prenderemo le conseguenze perdendo credibilità, se la notizia è giusta, abbiamo fatto bene il nostro lavoro. Questo se si ha a cuore che campiamo anche noi, se poi si preferisce che chiudiamo come la maggior parte dei siti generalisti di musica, allora è un altro conto…

– Post di Benji & Fede su Twitter che potete vedere qui sotto (a cui ovviamente ho replicato personalmente) dove praticamente dicono che “come e quando esce il loro disco lo decidono loro. E loro decidono quando dirlo ai fan“. Sarò malizioso ma io ci leggo un bel “Non rompeteci i cogxxxni” scocciato tra le righe. Ed io non sono una persona nota per essere maliziosa.

– I fan del duo che fino a poco prima entusiasti avevano retwettato e condiviso la notizia ovunque, hanno iniziato a insultarci con frasi del tipo “siti che cercano la notorietà…”, “Persone che rovinano il lavoro altrui…” etc… del resto era scontato, i loro beniamini, tra le righe, li aizzano contro di noi e loro fanno il loro “lavoro”, ovvero i fan. A qualcuno ho anche risposto in prima persona perché, nascendo taaaaaaaaanti anni fa come fan, li posso anche capire, quindi ho risposto loro dicendo semplicemente che questo è il nostro lavoro. Dopo il ventesimo messaggio struggente su come avevamo rovinato la vita ai due ragazzi, ovviamente ci ho rinunciato.

benji & Fede

Fatto sta che la data di uscita è quella che noi abbiamo indicato. Fatto sta che io non me la prendo con le fan che sono giovani e che fanno il loro, ovvero difendere in ogni modo i loro idoli, a costo di dare degli incompetenti a gente che si fa il “mazzo”.
Ma me la prendo con gli artisti, o chi nella vita vuole fare questo lavoro e che deve rispetto a tutti quelli che parlano di loro (e noi ne abbiamo parlato da ben prima del boom…).
Dovrebbero imparare in cosa consiste il lavoro altrui anziché gongolare perché anche chi di lavoro non incide dischi, merita rispetto ed il mio non è un ragionamento qualunquista in quanto sono stato assistente personale di artisti, Tour Manager, ho gestito fan club e prodotto artisti… quindi conosco tutti gli aspetti di questo lavoro e sono stato da entrambe le parti della barricata….
Me la prendo perché avrebbero potuto, dopo l’incazzatura iniziale, stemperare i toni delle proprie fan ribadendo che facciamo il nostro lavoro e che comunque siamo dei professionisti.

E parliamo di Benji & Fede e questo mi fa incazzare ancora di più che se fossero altri artisti perché i due ragazzi in questione sanno benissimo che io e All Music Italia abbiamo sempre difeso il loro lavoro e questa cosa è nota…
Personalmente l’ho fatto al Coca Cola Summer Festival 2015 quando non ero d’accordo sulla loro esclusione e mi sembrava solo un gesto snob da parte degli artisti che votavano… l’ho fatto quando hanno pubblicato il loro libro leggendolo in sole tre notti tutto per rispetto prima di intervistarli e facendo loro complimenti sinceri perché, per me, quel libro, per chi vuole seguire la loro strada, è un’ottimo esempio. Discutibile per altri forse, non per me.
Li ho difesi perché mi riconosco l’intelligenza di comprendere le cose. E´ovvio che difficilmente ascolterei nella mia auto un loro disco, ma io non ho vent’anni o giù di lì. Il loro disco e la loro musica sono fatti per un certo target di pubblico (che poi li apprezzino anche persone non più teen è un valore aggiunto), non per me e quindi, estraniandomi dalla mia età e dal mio gusto personale, loro sono perfetti, belli, bravi e fanno bene il loro lavoro. Io stesso li avrei prodotti. Il resto sono solo facili moralismi della volpe che non arriva all’uva.

In ogni caso la stessa cosa l’abbiamo fatta giorni fa con gli Urban Strangers. Da parte loro nessuna frecciatina. Semplicemente hanno pubblicato a loro volta le date di uscita e il titolo del disco e le loro fan hanno riempito la pagina Twitter di All Music Italia di ringraziamenti. Perché le loro fan seguono la musica, a loro non interessa chi dà la notizia, ma semplicemente che la dia giusta e bene. Chapeu.

Quello che vorrei dire agli artisti in generale e di non dare per scontato che si parli di voi, imparate a capire anche il nostro lavoro, che parte dal basso, come dal basso alcuni di voi sono partiti…
Forse sarebbe anche ora di smetterla di pensare che ci sia una qualche sacralità nel momento della divulgazione di una data di uscita di un album. La vera “sacralità” sta nel momento in cui sia ha il disco davanti (fisico o digitale che sia) e si ascoltano le canzoni.
Non ci ricordiamo il momento in cui l’ufficio stampa ha annunciato il nuovo disco di Adele, “immortale” è il momento in cui Adele ha fatto sentire al mondo Hello. Quindi anziché arrabbiarsi perché esce una notizia a loro insaputa pensiamo debbano essere fieri di risultare così popolari da creare dei rumors.

Davide Maggio, giusto per fare un nome autorevole nell’informazione televisiva, non sarebbe Davide Maggio se annunciasse semplicemente i palinsesti anziché dare notizie scoop.
Noi capiamo che dietro al lancio dei vostri dischi c’é una pianificazione e un piano marketing da seguire, ma, siccome noi non chiediamo nulla a voi, alle vostre case discografiche, ai vostri uffici stampa… ecco dopo l’incazzatura iniziale, RISPETTATECI perché All Music Italia (ma anche gli altri siti “concorrenti”) da sempre è un sito a difesa, tutela e promozione della musica italiana.
Per farvi un esempio, vi ricordiamo che noi non spendiamo nemmeno un soldo per promuovere i nostri canali social, quei soldi li investiamo comprando i vostri cd da regalare tramite giochini ai nostri lettori… preferiamo spendere i soldi sostenendo la musica italiana, piuttosto che darli a Zuckerberg.

Noi blogger, siti musicali, o come ci volete chiamare, veniamo alle vostre conferenze stampa (dove spesso troviamo i primi posti riservati alla carta stampata che son certo che vi farà vendere un sacco di dischi…), scriviamo di voi a tutte le ore del giorno e delle notte, weekend compresi, e nemmeno ci arrabbiamo se a noi non concedete interviste singole, ma spesso solo posti in conferenza stampa o nelle round table di gruppo. Noi capiamo il vostro lavoro, abbiamo stima e rispetto per i vostri uffici stampa, tanta. Non sarebbe ora di iniziare a capire e rispettare anche il nostro di lavoro?

Ripeto, il giorno in cui io e la mia redazione ci trovassimo a dover essere semplici OMINI DELLE FOTOCOPIE che copiano e incollano “le note stampa”, quel giorno stesso, per quel che mi riguarda, ALL MUSIC ITALIA potrà anche chiudere. Perché non è quello il modo con cui io mi sono appassionato da adolescente alla musica italiana e non credo sia il modo in cui i nostri lettori possano appassionarsi alla vostra musica.

All Music Italia
non è un sito di gossip (rispettabilissimi nel loro ambito sia chiaro), non parliamo di cose non inerenti alla musica, di vita privata ne fa titoli fuorvianti pur di ottenere visite o “like”. Noi ci limitiamo ad anticipare “le mosse” trovando terreno fertile per tutti gli appassionati di notizie concrete. E questa non è mancanza di rispetto.

Massimiliano Longo
Direttore degli Omini delle fotocopie

  La Musica si può averla dentro anche senza saper suonare uno strumento o cantare e a volte diventa parte di te al punto da influenzare la tua intera vita. Ho cominciato a camminare da fan gestendo due Fan Club, ho avuto l’occasione di imparare di più diventando Personal Assistant (di Gianluca Grignani, Niccolò Agliardi e Syria). Ho voluto anche provare l’esperienza on the road del Tour Manager (Barley Arts).Tutto questo per conoscere l’ambiente musicale sotto ogni aspetto e per saper affrontare una nuova sfida: portare avanti interamente un progetto discografico in qualità di produttore ed editore (Eleonora Crupi, Voyeur, Kianka). Recentemente ho voluto anche cimentarmi nella scrittura dando alle stampe per Chinaski Edizioni la biografia non autorizzata "Rockstar (a metà) - Gianluca Grignani". Anni fa, con la chiusura della rivista “Tutto musica”, mi sono sentito orfano di un’oasi in cui la musica veniva raccontata, recensita e approfondita con passione, così mi sono ripromesso che un giorno avrei ricreato un oasi simile per la musica italiana. Da quest’idea nasce All Music Italia.
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