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I Top e Flop della musica italiana del 2023 da Annalisa e Mengoni a Giorgia a Tommaso Paradiso

Un lungo anno che ha riservato gioie, anche inaspettate e delusioni impreviste

di Fabio Fiume (Interviste, Recensioni) ·  (ultimo aggiornamento il )

Top e Flop 2023 nella musica italiana. Articolo a cura di Fabio Fiume.

Ogni anno che finisce è da sempre sano portatore di somme tirate, di bilanci, di classifiche e questo nel mondo delle arti e dello sport in particolare assume sempre i connotati più disparati, le letture più diverse possibili.

Anche io, come ormai di consueto, sono incaricato dal direttore di produrre la mia classifica speciale in qualità di critico musicale di All Music Italia.

La richiesta però quest’anno è stata speciale perché si è scomposta in due: la prima riguarda la top 20 dell’anno, dove però lo sguardo sarà a 360° e non soltanto quello del critico che valuta, a sua impressione, la qualità dei brani proposti, ma anche la capacità d’impatto, di diventare comunque colonna sonora di un anno specifico.

E poi una seconda richiesta dove mi è stato proposto di formulare non una classifica ma, rispettando una sorta di format che più volte abbiamo utilizzato (e che già a volte è stato affidato a me), una serie di top e flop dell’anno.

E’ chiaro che stabilire un flop non è mai una cosa piacevole sia per l’artista che lo riceve ma, vi assicuro, nemmeno per il giornalista che lo consegna; si tratta pur sempre di un mondo in cui piano piano conosci tutti ed io in 17 anni di carriera ne ho conosciuti di artisti e quindi non è una cosa che faccio a cuor leggero.

TOP & FLOP 2023 – top

Sicuramente al top dell’anno c’è stato un genere, uno stile, o forse insieme di stili, che seppur personalmente ho bocciato a più riprese, non posso certo negare che abbia monopolizzato con i suoi risultati eclatanti.

All’interno dello stesso potrei inserire davvero una marea di artisti ma mi limiterò a considerare i tre risultati più rappresentativi, iniziano dall’ultimo arrivato in termini di pubblicazioni, cioè SFERA EBBASTA. Mentre personalmente faccio davvero fatica a riconoscere nella sua carriera un brano che valga la pena ricordare, non posso, come dicevo, riconoscere il prioritario impatto sul mercato con un disco che è stato ufficialmente l’album di Natale, che ha guadagnato (l’unico quest’anno), il disco di platino in una sola settimana e dopo appena altre tre era doppio platino.

Senza contare che quasi tutte le tracce dell’album sono già certificate e su questa cosa, chi mi legge spesso lo sa, a mio avviso si dovrebbe creare una regolamentazione. Andrebbero considerati solo i singoli ufficiali per le certificazioni singoli, sennò il termine e la promozione non hanno più senso. Comunque se non è un successo questo…

A pari merito premio col giudizio top TEDUA , dominatore dell’estate in musica e già ben 4 volte platino. A mio avviso potrebbe fare ancor di più se il suo volto diventasse più popolare. La sua immagine non ha la stessa potenza del suo impatto sul mercato che quest’anno conta ben 12 settimane di leadership come album più venduto, divise in due trance rispettivamente da 8 e 4 settimane.

Ancora nella categoria premio GEOLIER che è stato meritevole di conquistare la vetta degli album pur cantando quasi esclusivamente in napoletano e credo che questo, vado a memoria eh, quindi eventualmente perdonatemi, non sia successo nemmeno a Pino Daniele, fino a quando non ha cominciato ad “italianizzare” i suoi progetti.

Top dell’anno come artista uomo e artista donna vanno senz’altro a MARCO MENGONI ed ANNALISA che, in un anno di grandi patimenti per il pop (e lo vedremo più avanti), sono riusciti a fare da alfieri del genere.

Marco ha vinto Sanremo, ha conquistato prima l’Italia e poi l’Europa con il suo tour nei palazzetti, raccolto certificazioni importanti sia con album che singoli e si è, nell’immaginario collettivo, preso lo scettro di miglior cantante maschile pop della musica italiana, spodestando Tiziano Ferro che lo ha detenuto per un ventennio abbondante.

Annalisa, la ligure, ha invece non solo confermato di essere una superlativa vocalist, ma è riuscita finalmente dopo oltre 10 anni a non farsi dire più che è brava e basta. E’ brava ma è anche di enorme successo grazie ad una serie di singoli che hanno rotto le barriere dello scetticismo e sono approdati ai primissimi posti delle classifiche, e in un caso, proprio al primo posto dei singoli, cosa che non succedeva ad una donna da anni.

Forse il suo vortice, quello dell’album, ascoltato per intero non è così potente, ma preso per singoli paragrafi ha una potenza radio, ma anche social direi, impareggiabile.

Top rivelazione ad ANGELINA MANGO che rivendico di aver video intervistato circa un mese prima entrasse ad Amici, che non ha vinto ma dominato, raccogliendo tutte le sue speranze e la sua carriera, per il suo voler vivere di musica. Penso ci sia abbondantemente riuscita e con merito.

Terzetto Top Sanremo invece a Lazza, Mr. Rain e Tananai. Il primo è in assoluto il brano più venduto della kermesse e non accenna, dieci mesi dopo, a gettare la spugna, tanto che, nonostante altre pubblicazioni, è rimasto il brano promozionale più rappresentativo per l’artista con i suoi 7 platini che presto saranno 8. Si sarebbe potuto chiamare vincitore morale, ma bisogna dire che Mengoni ha forse avuto nell’insieme un anno più completo da meritare di confermare lo status di vincitore anche da questo punto di vista.

Mr. Rain sarebbe stato ingiusto considerarlo una rivelazione, perché avrebbe significato negare gli anni di gavetta e anche qualche successo già avuto prima. Di sicuro col suo mezzo milione di copie vendute del brano terzo a Sanremo, ha guadagnato una fama nazionale prima non certo così riconosciuta, tanto da farlo approdare atteso anche al prossimo venturo festival, a cui invece, dopo due consecutivi, non parteciperà Tananai.

Alberto, questo il suo vero nome, ha meritato largamente lo status Top quest’anno perché è stato capace di sovvertire l’idea artistica che il pubblico s’era fatto di lui: un cazzaro. Non che non lo sia, o che la sua musica non debba avere anche quella caratteristica, però diciamo che le due composizioni consecutive, Abissale e Tango lo hanno elevato ad uno status di cantautore profondo, sempre un po’ claudicante dal punto di vista tecnico, ma in netto miglioramento di sicuro. E poi i cantautori, i più grandi insegnano, hanno il loro mondo da comunicare in primis.

Le note belle passano in secondo piano. Tananai ne ha fatto tesoro ed il merito particolare è che i suoi pezzi non stancano, nemmeno dopo un anno.

Premio Top per i live condiviso anche in questo caso da un trio.

Premio come artista maschile Ultimo, che ha affrontato il suo terzo tour negli stadi con risultati impressionanti di pubblico. Niccolò è riuscito a conquistare il suo pubblico che lo segue pedissequamente, riuscendo a vendere bene ancora anche dal punto di vista fisico i suoi album (“Alba” è a un passo dal doppio platino), ma anche a convincerli ad attraversare l’Italia per vederlo dove possibile, anche più volte.

Dal punto di vista femminile il premio Top va ad ELODIE che, per contro, ha affrontato il suo primo tour nei palazzetti, anche questi sold out e spesso raddoppiati (vedi la mia Napoli che sta dimostrando di amarla oltremodo). A corredo è stata capace di vendere bene sia con album e singoli e soprattutto di rispolverare un sostantivo messo nel cassetto dagli anni 80 e cioè “diva”. Lei nella vita lo è poco, ma sul palco si trasforma senza che Miwa le lanci i componenti.

E poi ancora un Top per i live ad ELISA, recentemente passata per la tv per un concerto di Natale che non era solo campanacci e “volemose bene”, ma un assoluto campionario di tutta la sua bravura, tangibile nei suoi pezzi più belli e anche in collaborazioni estemporanee, come quella con Giorgia (già quella a Sanremo era da brividi) e soprattutto quella con Carmen Consoli che hanno reso davvero magica.

Ultimo Top ufficiale quello del dominio radio che assegno ai The Kolors perché la loro “Italodisco” non era partita con le migliori previsioni, nonostante il trio non ha mai avuto grandi difficoltà radiofoniche. Eppure, senza sgomitare, è stato abbastanza chiaro col passare delle settimane che il pezzo sorpassava a destra e con fin troppa facilità i vari duetti che hanno davvero popolato in maniera anche troppo poco vera questa recente estate. La verità invece di Stash e soci, dei loro amori musicali convogliati in una canzone, li ha resi protagonisti e a poco a poco mattatori anche delle classifiche vendita ufficiali.

In fine veniamo a tre premi Top speciali che hanno motivazione stringata perché credo evidente:

Top Ritorno: Paola & Chiara che sono riuscite a riprendere la strada lasciata 10 anni fa, ritrovando ad attenderle tutto il loro pubblico.

Top TikTok: Ciccio Merolla che è riuscito a piazzarsi quarto (dietro un doppio Annalisa e Mengoni) come brano più usato sulla più recente piattaforma di utilizzo musicale che ha contribuito già a dare diversi start di carriera, lui nel settore già da quarant’anni.

Top Guè: Cioè il premio Guè, conclamato artista di maggiore presenza feat, va quest’anno ad ANNA , la trapper che pur senza uscire con nessun singolo suo ufficiale è stata presente in feat in diversi brani che l’hanno spinta ad essere certificata per oltre 1,2 milioni di copie. Poi, che io trovi inutile quasi tutto quello che fa… è un altro paio di maniche!

NEUTRI

Vi sembrerà strano ma inserirò in questa categoria i MÅneskin e non perché il loro successo non sia stato importante ma solo perché visto l’hype conquistato a livello mondiale, mi aspettavo un ritorno per questo nuovo disco più importante, con una pioggia di platini come se non ci fosse un domani. Invece “Rush” , dopo il primo, quasi prevedibile platino, ha avuto bisogno di tornare sul mercato in una versione rinnovata per tornare nei piani alti della classifica e all’attuale stato di “quasi doppio platino”… manca veramente una manciata di carte.

Per lo stesso motivo assegno un Neutro anche a Blanco, il cui ultimo album pur impreziosito da un duetto riuscitissimo con Mina, cosa non riuscita a tutti, non ha nemmeno lontanamente pareggiato i risultati del disco d’esordio, facendo apparire il suo nome un pochetto stanco nell’immaginario collettivo.

Neutra anche la coppia Irama & Rkomi, due dominatori dell’anno discografico scorso che uniti assieme avrebbero dovuto scoppiettare ed invece, pur con un tour da parecchi sold out, non sono stati seguiti nelle stesse proporzioni delle loro uscite soliste. L’album si è sgonfiato piuttosto in fretta a dispetto delle attese che addirittura arrivavano fino al pensiero che fosse un disco regalo per Natale.

Neutro è Gazzelle che perde la sfida a distanza col suo dirimpettaio di stile Calcutta (che non ho messo fra i top perché sono sicuro che farà ancor meglio nei mesi a venire). Il suo disco è partito a razzo, ma anche in questo caso si è arenato in fretta. Sanremo, a cui parteciperà, può fargli benissimo a livello di popolarità mainstrem.

Neutri infine tre signori della nostra musica: Ligabue, Tiziano Ferro e Laura Pausini. Passibili in realtà di flop, visti i numeri sontuosi da cui arrivano in un passato nemmeno troppo lontano, sono riusciti con i loro live ad aggiustare il tiro di tre dischi che hanno faticato non poco.

Tiziano è l’unico “platinato” dei tre, ci ha messo però esattamente un anno di orologio per fregiarsi di un risultato che, nei momenti migliori della sua carriera, centrava alla seconda settimana… forse una volta persino alla prima. Nemmeno la pubblicazione “aggiuntiva” estiva, “Destinazione Mare”, ha aiutato nei tempi previsti l’album a vendere quelle 10.000 copie che mancavano al traguardo e solo l’inerzia è riuscita a completare l’opera.

Liga e Laura si sono invece ripresi con un tour trionfale ma i loro album ci hanno messo circa due mesi ad arrivare al disco d’oro. Nel caso della Pausini poi anche l’aggiunta di essersi fermata al n°2, battuta quella settimana da una Taylor Swift mai così infallibile in Italia prima d’ora. Entrambi gli artisti però avevano agevolmente superato le 10.000 copie vendute nella prima settimana di pubblicazione.

Va da se che quindi che le vendite ufficiali (basandosi entrambi maggiormente sul supporto fisico che streaming) si siano sgonfiate troppo in fretta e la cosa è alquanto strana. Possibile che le centinaia di migliaia di fans di entrambi, che hanno collezionato da sempre tutto, non volessero anche il loro nuovo album fisico?

TOP e FLOP 2023 – I flop

Il primo flop che assegno è quello che mi fa più male perché mai avrei pensato, e va a Giorgia. La cantautrice, nonché probabilmente la più bella voce del nostro panorama musicale, è tornata dopo anni dal “brutto” disco di cover, circa 5 se non 6 addirittura e lo ha fatto con un disco ugualmente brutto, che mi sono persino rifiutato di recensire, talmente che non volevo darle un’insufficienza pesante, adorandola.

Mi era piaciuta nel pezzo di Mahmood, che pur non è andato granché, e mi era piaciuta pure a Sanremo, anche se non era esattamente quel pezzo che ti prende alla pancia e che solo lei può cantare, ma una versione più in sottrazione del suo talento.

Ma poi? Solo altre “miserrime” sette tracce, nessuna delle quali potenzialmente promozionabile. Tutte brevi, piccolissime, nemmeno fosse l’ultima sgallettata scovata dal rapper di turno e da lui prodotta, lei che con la sua voce avrebbe bisogno di dispiegare le sue canzoni e, mi si conceda, pezzi da 2 minuti e mezzo possono dispiegare davvero nulla.

Certo lei opina dicendo di aver fatto ciò che voleva? Si ma il pubblico, che le ha negato persino la top 10 vendite, dopo un Sanremo ai margini dei posti che contavano, ha dimostrato che questa sua nuova propensione non è certo gradita, proprio come a me. E si badi, non volevo la Giorgia di “Di Sole D’Azzurro”, ma mi sarebbe bastato qualsiasi pezzo della tracklist da “Dietro Le Apparenze” o “Senza Paura” per riscoprirmi sempre innamorato di lei. C’è di sicuro un tour trionfale, prima nei grandi teatri d’opera e poi in spazi pop, ma nemmeno 10.000 copie vendute di un disco che avrebbe dovuto avere pure un seguito, chiamandosi Vol.1, dimostrano che la gente è andata a sentire più la storia di Giorgia che il suo presente.

Flop assegnato anche a Francesca Michielin che nel suo costante movimento artistico ha dimostrato di aver smarrito il sentiero per delle canzoni che siano aiuole dove fermarsi a rinfrancarsi nello mezzo. Tanto è vero che, quest’anno, la cosa sua che funziona di più è proprio l’ultima canzone che certamente ce la rende più riconoscibile.

Mi spiace riconoscere come flop anche Colapesce & Dimartino, che pur personalmente ho trovato supremi e sempre promossi a pieni voti, ma che vengono probabilmente un po’ troppo identificati come cantanti da singolo. Ma essendo loro dei cantautori… Eppure il disco è davvero bello, lo ascoltiamo, ci proviamo?

Bello come l’ultimo album di Diodato che pure si becca un flop per la disattenzione che il suo pubblico, capace di vincere persino gli anni di pandemia ha riservato alla tanto attesa nuova pubblicazione. Tiepido in classifica, sgonfio dopo pochissime settimane, con nessun singolo che è riuscito nemmeno lontanamente a raggiungere il cuore delle persone come altre sue cose. Mi sembra un po’ ritornato alle origini di cantautore di belle, bellissime speranze, come se la grande conferma non ci sia mai stata.

Flop per Elettra Lamborghini che credo sappia solo lei di essere uscita con un nuovo album nel 2023 e flop per Tommaso Paradiso, che pur continuando ad essere lodato e amato nell’ambiente degli addetti ai lavori e dei colleghi, non riesce a fare breccia con i suoi progetti da solista, restando alla fine sempre più legato al discorso musicale in trio, TheGiornalisti.

 

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