Scontri di Milano, cosa hanno detto i rapper: da Sayf a Madame, chi si espone e chi tace
Sayf, Madame, Ghali, Kid Yugi e Shade fra rabbia e condanna, mentre secondo MOW i big restano in silenzio.


Dopo gli scontri di Milano del 17 e 18 ottobre molti rapper hanno detto la loro: c’è chi prova a spiegare la rabbia dei ragazzi, chi la condanna e chi, è rimasto in silenzio.
Tutto è cominciato al corteo di Italia in Piazza contro il carovita, con oltre 5.000 persone, quando gruppi di giovanissimi hanno lanciato sassi e bombe carta fra via Broletto e piazza Duomo. Il giorno dopo centinaia di ragazzi sono tornati in centro e hanno saccheggiato diversi negozi. Secondo Avvenire, 271 persone sono state portate in questura, 220 delle quali minorenni.
Lo scontro più duro è stato quello fra Marracash e Fedez, partito dal post in cui Marracash scrive che “con le buone non cambi le cose”.
Sayf, Artie 5ive e Shade sulle vetrine rotte
In una prima storia Sayf scrive che “Non c’è destra o sinistra, c’è un sotto e un sopra”. Nella seconda scrive: “Forse vi dimenticate che i black block erano carabinieri infiltrati, e così come a Genova nel 2001, da sempre, chi fa casino nelle manifestazioni è chi ha bisogno di delegittimarle”.
Poi Sayf aggiunge che “nessuno giustifica il vandalismo gratuito” e se la prende con l’informazione: “Ma vi rendete conto che per giorni di protesta al sud non è uscita UNA notizia?”. La sua chiusa: “vorrei che vi indignaste per il fatto che nessuno di noi ha più un futuro”, invece che per “delle vetrine rotte”.
Al Sud, da metà ottobre, autotrasportatori e agricoltori hanno protestato contro l’aumento del carburante con blocchi in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, e secondo Il Post alcuni distributori sono rimasti a secco. In Sicilia i camion ripartono dopo l’incontro con il ministro Salvini.
Artie 5ive, nelle sue storie, mette a confronto le cento persone “stranamente incappucciate che rubano nei negozi” con “il fatto che un litro di latte costa 1.60€ e che le bollette sono quasi raddoppiate”, e prevede “un decreto sicurezza per controllarci meglio”.
Shade, che raccibta di partecipare alle manifestazioni dal 2002, si schiera con chi protesta al Sud, “la mia terra d’origine di cui vado fiero”, e chiede ai media di non dare spazio “alle gesta di delinquenti ignoranti che generano solo il caos. Non stavolta. Per favore”.
Madame: “Noi siamo persi”
Madame nelle storie chiede di capire la violenza invece di condannarla e basta, e di “essere vicini a noi ragazzi che siamo cresciuti con la merda nel cervello”. E aggiunge: “È violenta la nostra musica. Noi siamo persi”, fino a “Io, Francesca sono tra i persi”.
Poi Madame ringrazia Sergio Mattarella, che secondo lei “si è esposto nell’unico modo in cui andava fatto”. Al Quirinale, davanti ai Cavalieri del Lavoro, il presidente della Repubblica ha detto che “la società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione”.
Ghali, Kid Yugi e chi chiede ai ragazzi di fermarsi
Dopo aver ricondiviso un messaggio “a tutti i ragazzi che scendono in piazza”, Ghali, cresciuto a Baggio, ha parlato delle proteste alla Festa del Cinema di Roma: “Sono due cose ben distinte chi sta usando la violenza e chi scende in piazza”, e ha aggiunto, sui ragazzi: “dobbiamo ascoltarli”.
Kid Yugi ha scritto della sua Puglia, con le strade bloccate, i supermercati vuoti e i distributori senza carburante intorno a Massafra: “Lo Stato italiano è ormai uno Stato fallito”. Nelle storie ha condiviso anche due barre contro lo Stato, da 64 Barre di Terrore e da Armato, il brano di Nerissima Serpe in cui è ospite.
22simba, che sostiene gli scioperi, avverte: “Non confondete la vendetta con la libertà, ricordate per cosa lottiamo”. Digital Astro si rivolge ai ragazzi di seconda generazione: “Non partecipate ad atti di violenza durante le manifestazioni”.
Da Faster a Giosada, gli altri rapper sugli scontri di Milano
Faster dei bnkr44, che il 9 ottobre ha debuttato da solista con IO E NESSUNO, ha scritto di essere stato al corteo: “ero lì ancora prima che succedesse il tutto”.
Faster ha insultato i ragazzi violenti chiamandoli “maranza” e se l’è presa con tg e politici, che a suo dire potranno distogliere l’attenzione dai “problemi per cui si è manifestato” parlando “solo di questi ratti”. Not Good ha ironizzato sui “piccoli imprenditori” di Foot Locker e Feltrinelli.
Junior Cally ha pubblicato un post amaro sulla città: “Milano, come ti stai riducendo, o forse peggio, come ti sei ridotta”. Lil Jolie ha ricondiviso un lungo testo che parla di “repressione della libertà alla manifestazione pacifica” e indica nel 20 novembre la prossima manifestazione.
Nerone e Luchè hanno espresso solidarietà ai manifestanti, Willie Peyote, dal palco del suo concerto a Milano ha contestato l’idea che la violenza vada sempre condannata, citando gli sfratti e i salari fermi (il video sulla nostra pagina Instagram).
Chi tace: da Sfera Ebbasta a Tony Effe, i big senza una parola
MOW, in un articolo di Gianmarco Aimi del 20 ottobre, fa i nomi di chi sulle proteste non si è espresso, fra gli altri Sfera Ebbasta, Tony Effe, Lazza, Shiva, Bresh, Rkomi e Paky. Fra loro Bresh ha lasciato le mani giunte sotto un post di Marracash.
Le prossime date di piazza sono già fissate: il 30 ottobre lo sciopero generale proclamato dall’USB contro carovita e riarmo, il 20 novembre quello della CGIL, annunciato a Roma davanti a oltre 100.000 persone secondo il sindacato.





