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Jovanotti pubblica le prime cinque tracce de “Il disco del sole” un album in uscita, senza schemi, nel corso di un anno

Nell'articolo Lorenzo racconta questi nuovi brani inediti

di Redazione · 

Jovanotti Il Disco del sole inizia a prendere vita. Un progetto discografico “a puntate” di cui sono disponibili dal 17 settembre cinque nuove canzoni tra cui il singolo La primavera.

Il Disco del Sole viene presentato come un oggetto volante non identificato, uno streaming, una filosofia, ma soprattutto come un flusso di brani scritti da Lorenzo a due anni e mezzo di distanza da La Nuova Era.

A prescindere dagli schemi di lavoro standard dei calendari strategici, il Disco del Sole è la nuova musica di Lorenzo. Ed esce quando è pronta, senza uno schema, senza un piano deciso. Il flusso continua a scorrere.

JOVANOTTI IL DISCO DEL SOLE

Il 17 dicembre sono pronti cinque nuovi pezzi di un movimento costante che si comporrà mese dopo mese, settimana dopo settimana, per un anno intero.

Tutti i brani inediti sono stati prodotti da Rick Rubin. Ecco come li racconta Jovanotti:

C’era quel film con Jack Nicholson CINQUE PEZZI FACILI che a dispetto del titolo raccontava la storia di un musicista alle prese con le cose della vita, che non ti arriva mai come te l’aspetti o come avevi programmato. Che c’entra con questi CINQUE PEZZI NUOVI? Niente o molto.

Il film non lo ricordo ma il titolo italiano è bello, mi fa pensare a queste mie nuove canzoni che escono oggi, parte di un flusso di canzoni che usciranno nei prossimi mesi, imprevedibili e libere, per niente facili perché per esistere hanno dovuto piovermi addosso dallo spazio profondo, ma leggerissime perché qui dentro c’è una luce.

Quel punto di luce che c’è nel centro della metà oscura del simbolo del Tao, pronta a riversarsi traboccando fuori in forma di canzoni che non chiedono niente perchè hanno solo voglia di offrirsi.

Ho deciso di non uscire subito con un album sebbene abbiamo lavorato a più di venti pezzi, prima da solo, poi con qualche mio compagno musicista, poi due mesi con Rick Rubin, in una selva tra l’Appennino e il mare, dentro ad una scuola abbandonata negli anni 50 quando le campagne si spopolavano e l’agricoltura si meccanizzava.

Come scolari discoli insieme a Rick “mangiafuoco” Rubin abbiamo aperto tutta questa roba che nei mesi avevo accumulato in modo del tutto istintivo, senza pensare a niente, completamente scollegato da tutto ciò che non fosse un enorme sentimento di Amore e di voglia di vita, aria, luce, ritmo, allegria, batticuore, avventura.

Andiamo a conoscere meglio questi nuovi brani tra cui figura il nuovo singolo, La primavera. Clicca in basso su continua.

CINQUE NUOVI BRANI PER LORENZO

Ecco come racconta queste nuove canzoni il cantautore:

LA PRIMAVERA

LA PRIMAVERA esce quando inizia l’inverno, come un’affermazione, una dichiarazione di intenti. È un pezzo nato da un demo strumentale che ho ricevuto da Noochie Rigano e Riccardo Onori, miei collaboratori di tanti anni.

Avevo quelle due strofe scritte su un cellulare. Ricordo anche il giorno in cui le ho scritte, ma non ricordo perché, anzi lo ricordo ma non lo dirò. Le ho cantate sulla base e poi è nato il ritornello così come nasce un fiore selvatico.

A giugno 2021 ho riacceso il mio studio dopo tanti mesi in cui avevo lavorato solo con mezzi di fortuna (chitarra, cellulare, iPad, quaderni e post it) e LA PRIMAVERA è nata, ma assomigliava un po’ troppo all’estate (addosso) così per un po’ l’ho messa in panchina.

Quando Rick mi ha chiesto di ascoltare TUTTI i provini che avevo (circa 40) l’ho messa in coda, e lui quando l’ha sentita mi ha chiesto di cosa parlavo. Della primavera ho detto, la stagione in cui la natura fiorisce di nuovo, ma non una natura addomesticata. Questa primavera è selvatica, ha una tensione dentro, una forza sovrannaturale, qualcosa che per me resta un mistero.

Così lui mi ha risposto “entriamoci”, e dentro quel caos di mille tracce che avevamo messo nel demo lui ha fatto la magia e mi ha chiesto di cantarla diverso, senza spingere. Ho pensato a Franco, con me lì c’era Pinaxa e gli ho detto “provo a cantarla pensando di essere con Battiato. Insegnami, facciamogli un omaggio velato, un fiore per lui.

I LOVE YOU BABY

Lo ammetto, sono pazzo di questo pezzo. Lo so non è elegante dirlo ma è così, se lo avesse fatto un altro gli farei la OLA, per fortuna l’ho fatto io. È una canzone d’amore, è per una ragazza  che deve  scalare una montagna, attraversare l’oceano a nuoto, baciare un rospo in bocca senza nessuna garanzia che si trasformerà in principe.

Certe cose non si possono dire in modo enfatico, bisogna dirle ballando, agitando le braccia, alzando il volume, cantando al limite della tonalità, un passo prima che la voce diventi un urlo.

Il pezzo è nato con Riccardo Onori alla chitarra, ed era un rock’n’roll un po’ troppo tradizionale per me, così ci ho registrato sopra una linea di MOOG che poi ho dimenticato. Mr. Rubin che vuol sentire soprattutto le cose di cui mi vergogno un po’ (perché le cose forti si trovano quasi sempre oltre al pudore e alle zone comode) ha detto “per me il pezzo musicalmente è qui, in questo moog fuori contesto.”

UN AMORE COME IL NOSTRO

Eravamo a Milano, luglio 2020, io e le mie ragazze. La mattina ogni tanto prendevo la chitarra e cantavamo canzoni che ci piacciono. Dalla cassa Bluetooth usciva una playlist dei Green Day che le mie ragazze adorano, e pure io. Poi è partita “Something stupid” dei due Sinatra.

La Teresa mi ha detto “Babbo dovresti scrivere una canzone così” e io ho pensato “embè…” Poi ho preso la chitarra e ne ho scritta di getto una che la imitava un po’, ma quasi giocando le parole mi uscivano insieme alla melodia e mi piacevano, erano vere, avevano forza. L’ho appuntata nei memo vocali del cellulare e ho aspettato l’autunno e poi l’inverno e a capodanno del 2021 l’ho registrata con garage band nel mio laptop.

A capodanno eravamo in casa da soli noi tre, e dopo il brindisi l’ho suonata, e alle ragazze è piaciuta. Buon anno, avanti tutta.

TRA ME E TE

È una ballad, una canzone d’amore, una dedica che non mi era stata richiesta, infatti lei non è nella stanza con me mentre la canto, ma è con me nel senso che occupa ogni mia cellula. TRA ME E TE è una mini-canzone, piccola al limite dell’inesistenza, e forse non è questa l’epoca buona per canzoni così, incerte, zoppicanti, ma non mi frega niente, a me piace.

Rick mi ha proposto di evitare di farla con la chitarra acustica, per portarla da una parte meno tradizionale, così ho chiesto a Davide Rossi se mi faceva una linea di violoncello solo. Dammi un’indicazione, mi ha detto, e io “alla Bach” e lì il cielo ha tuonato e si sono accesi tutti gli allarmi :-)))))

BORDER JAM

Tutti hanno opinioni e moltissimi ci tengono ad affermarle, radicalizzarle, difendere, esporle, gridarle, farsene un’identità, e a me va benissimo, ci mancherebbe. Il mio problema è che non ho molte opinioni, ho piuttosto delle sensazioni. Se interrogo le mie opinioni il mio parlamento interiore si divide su quasi tutto. Non tutto, ma quasi.

Se invece interrogo i miei sogni non ho dubbi: io sogno un mondo senza confini. Punto. Questa canzone parla di un sogno, anzi balla di un sogno, è una festa per sognatori, non è un manifesto politico, è una jam, che vuol dire marmellata.

C’è dentro il carnevale, l’Africa, i Clash, la California, il Jova Beach Party, New Orleans, i Balcani, il Mediterraneo… non so cosa c’è dentro, è una jam, una marmellata. Buona però la marmellata, a me piace.

Foto di Maikid

 

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