28 Febbraio 2015
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28 Febbraio 2015

UNICOSTAMPO, intervista a Fabio Massimo Colasanti: un progetto innovativo nato grazie a 20 anni passati con PINO DANIELE

Intervista a Fabio Massimo Colasanti, anima degli Unicostampo: il progetto del gruppo e le esperienze del musicista storico collaboratore di Pino Daniele

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All Music Italia incontra oggi gli Unicostampo, in occasione del radio date del loro singolo d’esordio Così diversi, che con il suo video ultra-tech dalle tinte dark e l’atmosfera alla Sin City presenta un progetto musicale innovativo che li condurrà al rilascio di un disco. Una realtà musicale emergente frutto della voglia di mettersi in gioco in prima persona da parte di un grande professionista della musica, Fabio Massimo Colasanti, chitarrista e produttore che vanta collaborazioni illustri tra le quali spiccano quella ventennale con l’indimenticato Pino Daniele oltre ad un rinnovato sodalizio artistico con Gianluca Grignani, che incontra la grande voce di Danilo Cioni e decide di avviare il progetto Unicostampo completando la formazione con  Francesco Caprara (batteria) e Stefano Alfonsi (basso).

In quest’intervista è proprio il racconto di Fabio Massimo Colasanti, anima degli Unicostampo che ne cura la produzione oltre a contribuire direttamente impugnando la propria chitarra, che ci fa entrare nel mondo di questo gruppo, dove il progetto musicale si lega ad un’idea d’arte capace di fondere immagine e suono, creando un’esordio che sceglie sin dalle intenzioni di distinguersi dalle consuete proposte della scena musicale italiana, portando un progetto a lungo termine che sembrerebbe avere tutte le carte in regola per lasciare il segno.

Benvenuto su All Music Italia, innanzitutto volevo chiederti come si sono formati gli Unicostampo?

Li ho scoperti quando, qualche anno fa, un mio amico mi invitò ad ascoltare una band in un locale a Roma; in quel periodo avevo in mente di iniziare a fare produzione. Dopo averli ascoltati ho proposto loro di collaborare, loro hanno accettato e abbiamo iniziato la “trafila tipo” dell’emergente, fatta di demo tape e provini. Da subito ho messo a disposizione il mio “know how”, frutto delle mie esperienze passate e mettendo a disposizione strutture professionali. Abbiamo iniziato a produrre demo con molto entusiasmo realizzando una quarantina di provini, dopodiché un paio d’anni fa loro mi fecero presente che sarebbe servita un’altra chitarra dal vivo, chiedendomi di partecipare direttamente al gruppo, io accettai diventando di fatto membro effettivo oltre che produttore.

Hai menzionato il know how frutto della tua carriera, che effetto ti fa dopo aver calcato palchi importanti con nomi prestigiosi della musica italiana, iniziare un nuovo progetto da produttore e che ti vede protagonista in prima persona in studio e sul palco?

E’ molto divertente e stimolante, la vivo con serenità…è come fosse un percorso che inizia da capo, con la differenza che ora conosco già alcune problematiche e molte dinamiche dell’ambiente musicale. I miei compagni d’avventura, pur essendo musicisti professionisti (ad esempio Francesco Caprara è il batterista di Ron ndr) hanno un percorso meno pesante del mio, ma nonostante ciò cerco di viverla con leggerezza. Io applico la mia esperienza e questo facilita molte cose.

Il fatto di conoscere già i meccanismi e le “regole del gioco”, lo vivi più come un vantaggio o in alcune cose ti rende disilluso e forse meno “entusiasta”?

In parte questo è vero, in effetti loro spesso hanno un approccio diverso dal mio, io magari già vedo che alcune cose sono inutili. Lì esce la mia figura da produttore, alcune cose le lascio andare, altre no. Cerco di evitare scelte che so essere sbagliate. Ad esempio la mia prima scelta è stata quella di essere indipendenti, perché conosco le regole delle multinazionali, oggi molto legate ai talent e comunque mondo difficile, regolato  dalle conoscenze da alcuni ritmi che non condivido. Mi sono detto: “questo progetto lo produciamo noi, facciamo come ci pare,…” compatibilmente con le disponibilità, non ci siamo certo risparmiati e gli investimenti sono consistenti se si vuole ottenere un risultato importante. Inoltre, a livello musicale, una produzione come questa non avrebbe senso per una major, ormai fanno dischi di giovanissimi e con investimenti contenuti….questo progetto se dovessi rapportarlo al tempo che ha necessitato, alle persone coinvolte, agli studi utilizzati, alle tecniche all’avanguardia…costerebbe come un disco di Sting (ride ndr). La sfida è stata proprio quella di mettere al servizio di un progetto nuovo una serie di risorse solide e professionali.

Un progetto che inizia con Così diversi e porterà ad un disco che non arriverà subito, giusto?

Il disco uscirà a settembre, dopo aver rilasciato un singolo accompagnato da un video ogni tre mesi. Questo perché non mi andava di bruciare un progetto così importante. In realtà il disco era pronto due anni fa, ma dopo aver fatto il famoso giro delle sette chiese, tra le case discografiche, il paradosso era sentirmi dire: “cacchio, bello però non suona come il disco di una band emergente….suona come il greatest hits di una realtà all’apice della carriera…”, una sensazione che cozzava con quello che in realtà era. Partendo da lì ho totalmente destrutturato il disco e quello che sentirai è la ricostruzione che ho fatto per ottenere un risultato più fruibile. Nella prima versione effettivamente mi ero buttato con decisione e avevo ottenuto qualcosa di iper-prodotto, che risultava poco credibile nell’ottica di un progetto emergente.

Un rilascio quindi con dei ritmi slow, una canzone per volta, ogni tre mesi, valorizzata al massimo, iniziato con il primo singolo Così diversi. Quando è nata questa canzone?

E’ stata una delle ultime, fa parte dell’ultimo anno di scrittura. Quando lavori per tanto tempo sui pezzi, tendenzialmente l’ultima cosa che fai ti sembra sempre la migliore, ma non è sempre così anche perché nel disco abbiamo ripescato brani scritti 5-6 anni fa e li abbiamo risuonati…

E cosa vi ha fatto scegliere proprio Così diversi come singolo per presentare il progetto Unicostampo?

Forse da subito ci è piaciuta l’idea del video, sin da quando abbiamo ristretto il cerchio da 40 provini a 15 brani abbiamo iniziato ad immaginarci ogni pezzo con un visual, siamo tutti appassionati di cinema e di video in genere, oltre che di arte contemporanea visuale. L’idea del video è stata determinante per la scelta di Così diversi, un video con una favola che degrada a noir e via via sempre più dark, raggiungendo toni splatter, come nella versione uncut ancora più esplicita che abbiamo rilasciato in questi giorni…per assurdo ci è quasi piaciuto più il video che la canzone (ride ndr).

COSI DIVERSI – UNICOSTAMPO – VIDEO UFFICIALE (VERSIONE UNCENSORED)

Un video, quello che accompagna l’uscita di così diversi, molto d’impatto, con una realizzazione curata nei particolari e che ha previsto l’utilizzo di tecniche all’avanguardia. Iniziando il vostro percorso con un’opera del genere, sapete che per i prossimi video ci saranno molte aspettative nei vostri confronti, vero?

Infatti a settembre uscirà un pezzo lento abbinato ad un video molto cinematografico, mentre per il prossimo singolo, quello pensato per l’estate e che uscirà tra un paio di mesi, stiamo ancora valutando delle ipotesi, nella scelta del brano giusto influirà molto la scrittura del video, l’esigenza è quella di diversificare anche quest’aspetto, in quanto pur creando uno stile personale, non possiamo certo ripeterci ma al tempo stesso dobbiamo tenere il livello all’altezza.

Aldilà delle scelte e dei temi, confermate quindi l’intenzione di proseguire con dei video “all’altezza” scelti per accompagnare i futuri singoli…

L’idea di base è che ogni pezzo sia, con il suo video, un’opera d’arte a sè, mi piace l’idea che tra 10 anni rivedendo il video di Così diversi il suo messaggio e il suo impatto possano rimanere aldilà della canzone stessa e del momento nel quale l’abbiamo lanciata.

Come è nato il video di Così diversi?

Lavorando con con Davide Bastolla regista del video e artista visuale emergente molto importante, inizialmente avevamo in mente un cartone animato, con effetti in stile marionette. Poi ci siamo detti potremmo provare con il 3D, alla fine è stato girato in green screen con attori in carne e ossa, cosa che non avremmo mai immaginato in partenza. Un risultato ibrido che ha portato Davide verso queste soluzioni tecniche dopo aver assimilato quanto scritto per il video, dove con il regista Federico Palmerini abbiamo scelto di portare il tema della diversità in atmosfere scure con richiami alla Sin City abbastanza forti.

Così diversi porta quindi il tema della diversità con un abbinamento visual cupo e dei suoni molto particolari, cosa ci aspetta nelle altre tracce che andranno a comporre il vostro disco?

A livello stilistico Così diversi è come fosse il centro del mondo Unicostampo, ci saranno cose molto più spinte, punte dark tipo tool, post metal, elettronica spinta. Dall’altra parte ci sarà un suono molto più contenuto, come quello che ascolterai in un pezzo che sarà sicuramente un singolo, completamente caratterizzato da chitarre acustiche e archi. Lo stile Unicostampo sarà dato da una scrittura personale che si snoda su sonorità molto diverse.

Avete già programmato attività live legate a questo nuovo progetto?

Sicuramente dopo l’uscita del disco vorremmo organizzare degli show-case, perché anche dal vivo vorremmo raggiungere l’obbiettivo di arrivare con i nostri video, riuscire a portare il disco ad essere visualizzato con una certa coerenza oltre che ascoltato, un altro obiettivo ambizioso per degli indipendenti, dato che i costi sono notevoli e non sempre è una via praticabile anche se oggi molti locali sono attrezzati con proiettori e quindi potrebbe essere più semplice del previsto…

Avete già testato Così diversi dal vivo?

Non ancora, non mi piaceva l’idea di fare un evento “one shot”. Noi suoniamo costantemente dal vivo in sala prove, ma riteniamo che per presentare dal vivo la nostra musica ci debba essere la situazione giusta, come ti dicevo, per presentare degnamente un progetto del genere. In ogni caso non vediamo l’ora di suonare queste canzoni dal vivo e non è detto che in estate non troveremo la situazione giusta, dipenderà da molte cose, dal riscontro del pezzo in radio, questo lavoro non ha regole, dobbiamo costruirci una fan-base piano piano…tecnicamente siamo pronti e aspettiamo lo sviluppo degli eventi. Sono combattuto anche tra la voglia di suonare e la voglia di farlo con almeno metà concerto accompagnato da video.

Quindi occorrerà ancora attendere…

Si l’idea è questa, anche se le cose potrebbero cambiare, il nostro disco è pronto, potremmo uscire pure domani, l’intenzione di fondo è di seguire questo percorso fino a settembre, per non “bruciare” il progetto, per tenerlo vivo il più a lungo possibile, paradossalmente potremmo anche rilasciare un singolo ogni tre mesi per più di due anni, il mio spirito sarebbe quello, nessuna aspettativa ma la cura di un progetto d’arte che vada oltre le canzoni,….

Un percorso dove sviscerare con calma ogni tappa, l’esempio è Così diversi, che ha visto il rilascio del video, l’uscita in radio, la presentazione del video backstage e della sua versione uncut, il tutto con tempi tutt’altro che frenetici… 

I tempi di fruizione della musica sono velocissimi, si rischia di non dare nemmeno valore alle cose che fai con tanta fatica, non ha senso lavorare tanto ad un video per poi tenerlo 15 giorni e poi passare subito ad un altro. A me piacerebbe spalmarli nel tempo, una sorta di slow food musicale, è un progetto emergente che si inserisce in un segmento di mercato saturo di realtà in questo modo forse riusciremo anche ad affermarci in modo più determinato.

Volevo chiederti un paio di cose sulla tua carriera extra-Unicostampo, tu hai collaborato per 20 anni con Pino Daniele. Un ricordo di quest’esperienza e di questo artista?

Guarda, 20 anni sono una vita, a me Pino ha cambiato la vita sia musicalmente che a livello umano, con lui mi sono trovato proiettato nel mondo della musica a livello altissimo, immagina poi per un chitarrista lavorare con lui,… ricordo di aver iniziato con lui l’avventura del digitale, che ormai è diventato uno standard, ma che vent’anni fa era una cosa pionieristica: io ero un ragazzino con il pallino del computer, lui cercava qualcuno che sapesse manovrare queste tecnologie, che peraltro non funzionavano granchè…iniziai così, poi si continuò studiando insieme e lavorando sulla band, i ricordi di Pino sono milioni…

Sei riuscito a fargli ascoltare la musica degli Unicostampo?

Come no…apprezzava molto, in particolare la voce di Danilo, si tratta di un genere molto diverso dal suo ma nonostante ciò era molto curioso di quel che facevo e io mi confrontavo spesso con lui chiedendogli consiglio.

Un altro nome di rilievo con il quale hai collaborato è Gianluca Grignani…

Una collaborazione che continua quella con Gianluca, di fatto sono direttore musicale della sua band e con lui lavorerò nel suo prossimo tour. Gianluca è un vero rocker, lui è così prendere o lasciare, ha dei dischi notevoli e una carriera pesantissima dietro le spalle, un esordio da milioni di copie, una cosa non facile da gestire…il suo secondo disco Fabbrica di plastica, è secondo me un disco ancora all’avanguardia, una cosa che non so spiegarmi come gli sia uscita, specie se inserita nel contesto di quando uscì…un disco coraggioso che ha determinato l’esplosione di un “casino” continuato negli anni, un disco bellissimo non capito dal grande pubblico che ha destabilizzato la sua carriera. Con lui ho lavorato al disco Sdraiato su una nuvola e a Uguali e diversi, poi ci siamo persi un pò di vista finché quest’estate ci siamo ritrovati, aveva appena finito il suo nuovo disco, lo abbiamo ascoltato e mi ha proposto di essere direttore musicale con l’incaricodi formare una band per la prossima tournée, molto importante, che partirà ad aprile con un debutto a Milano, al Teatro degli Arcimboldi il 20.

Una gran bella sfida, accompagnare Grignani durante i live…

Certo, anche perché per molti lui rappresenta ancora il suo primo disco, non è facile spiegare loro che l’anima rock porta ad altro, lui ora è più maturo, tra noi c’è un bel rapporto di amicizia che va oltre. Torno sul palco con lui sia per l’amicizia che ci lega che per raccogliere una bella sfida per la quale stiamo organizzando qualcosa di diverso, esibizioni molto suonate, stile Rolling Stones, sto cercando di cambiare molte cose pure lì, ma sarà un impegno limitato, non saranno molte date, anche perché io ho il progetto Unicostampo da portare avanti, che in questo momento è la mia vera priorità che spero diventi presto la mia occupazione principale.

Un progetto per il quale All Music Italia vi lancia un grande in bocca al lupo, ringraziandoti per il racconto di questa nuova e importante realtà musicale, della quale sono certo torneremo a parlare presto dalle nostre pagine. 

Per entrare in contatto con l’arte musicale e visiva degli unicostampo, vi consigliamo di collegarvi al canale YouTube del gruppo (QUI), alla loro pagina Facebook (QUI) o al loro sito ufficiale (QUI).


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