29 Novembre 2022
di Direttore Editoriale
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29 Novembre 2022

Emma presenta il suo docufilm: “Non ho scelto di avere la malattia e se una donna vuole avere un figlio se lo merita come tutte, altrimenti ci fate sentire sbagliate”

La cantante ha anche parlato del nuovo disco e dell'ormai quasi imminente Festival di Sanremo

Emma Docufilm
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È fuori da oggi su Prime Video di Amazon Sbagliata ascendente leone il docufilm di Emma Marrone.

Per l’occasione la cantautrice ha incontrato la stampa per parlare di questo progetto, di come è nato, del nuovo disco, del Festival di Sanremo e della malattia.

L’avete visto voi, io non l’ho visto l’unica cosa certa è che ci ho messo veramente tutto il cuore in due anni e mezzo ho raccontato la mia verità, quello che il mio modo di pensare e l’ho fatto credo con grande coraggio perché probabilmente come sempre avrò detto delle cose scomode.

Quello che mi aspetto è che le persone capiscano ancora di più tante mie scelte, tanti miei atteggiamenti, tanti miei modi di fare. Questo spero che arrivi a tutte quelle persone che decideranno di guardare il dopo. Perché è un po’ come nella vita reale, quando una persona inizi a conoscerla meglio, il tuo metro di giudizio nei suoi confronti inevitabilmente cambia perché hai molte più nozioni… se proprio è necessario dare un giudizio su una persona che non si conosce e si vuole conoscere.

Non è stato censurato niente in questo docufilm perché la censura sta facendo molto male all’arte.

Ho voluto dedicarlo a mio Papà (si commuove .Ndr) perché è quello che mi rimane e sono pronta a rispondere alle vostre domande.

Emma docufilm: La malattia e un figlio…

Sulla malattia, uno dei temi principali del docufilm, Emma ha raccontato e lanciato un messaggio molto importante per le donne…

Non è stato doloroso parlare di me, è stato liberatorio. Scelgo di fare questo racconto così vero, senza nascondere nulla, dopo aver fatto un grande lavoro su me stesso di accettazione… ho accettato quello che mi è successo e l’ho raccontato quando sapevo che era giusto. Spero che tante persone si possano riconoscere in queste storie e si possano sentire libere. Magari adesso le battutine diminuiranno la gente imparerà a scrivere di alcuni tempi con più rispetto, non solo nei miei confronti ma in quella di tante storie.

Le donne accettano e reagiscono. Accettare non significa non reagire. La nostra reazione deve essere proporzionale però alla comunicazione, a un’informazione medica che in Italia manca. Come dico nel film io ho perso anche la seconda ovaia e sono tante le donne che non conoscono la conservazione degli ovuli, nel momento che la conoscono non c’è la possibilità di fare ancora determinate cose perché probabilmente viviamo in un paese chiuso e bigotto su questa condizione di tante donne.

La medicina e la scienza hanno fatto passi da giganti ma le persone spesso vivono ancora nel medioevo. Il problema non è che le donne non reagiscono ma non hanno i messi di portare a termine il loro desiderio e non è egoismo come mi è stato detto.

Decidere di avere un figlio in una condizione del genere è veramente un atto d’amore perché di donne che restano incinta per caso ce ne sono tantissime, ma di donne che vogliono rimanere incinta ce ne sono tantissime e dobbiamo avere tutte o stesso diritto. In Italia invece bisogna accettare delle condizioni che non dobbiamo accettare perché anche la malattia è una cosa che arriva però mi pare che ci andiamo tutti a curare quindi anche in questo caso dovrebbe esserci un’apertura sull’inseminazione artificiale. Perché non ho scelto che mi accadesse questa cosa. Se una donna vuole avere un figlio e vuole dare amore, se lo merita come tutti gli altri. Perché altrimenti così ci fate sentire sbagliate.

Il disco

Sto lavorando al mio album. Avevo iniziato a lavorare all’album poi è successo quello che è successo e mi sono allontanata dalla scena perché ho avuto la possibilità di godere dei miei momenti, della mia vita, della mia famiglia. Ho ricominciato da poco a lavorare all’album. In questo momento sto lavorando tanto, ci sono tante belle canzoni pronte ma in questo momento io devo imparare a camminare da zero. Però le canzoni sono fighe, sono tante… non mi aspettavo ma mi si è aperta una vena artistica enorme, ho scritto un sacco in questo mese di ritorno alla vita.

Sto lavorando con tanti artisti meravigliosi che mi stanno aiutando a tirare fuori cose che non pensavo di avere. Voglio sempre imparare da chiunque, anche da chi ha vent’anni in meno di me. Se continuo con questo ritmo di scrittura potrei uscire con un doppio album.

Anche io spero di tornare preso sulla scena musicale ma ho sempre pensato che la qualità è fondamentale, quindi fino a quando non avrò un prodotto degno dei miei 12 anni di carriera piuttosto starò zitta.

Sanremo

Non andrò a Sanremo perché ho già dato l’anno scorso ma non è per quello è che non ho un progetto tra le mani, non voglio correre pur di andare a Sanremo. Magari se avessi avuto il disco già pronto ci avrei pensato perché alla fine Sanremo è diventato un buon modo per promuovere il nostro lavoro dato che in Italia lo spazio per la musica è diventato sempre più ristretto. Noi artisti abbiamo bisogno di Sanremo e quindi è inutile dire sempre le solite menate, io non me la meno. Sanremo serve per promuovere dischi, promuovere, per vendere biglietti.

Già l’anno scorso avevo fatto questo ritorno e non avevo niente di concreto in mano ma l’ho fatto solo per esaudire un desiderio di Papà. Quest’anno non ho un progetto ancora pronto e non mi va di sprecare un’occasione che magari mi potrei giocare l’anno prossimo. Perché Sanremo fa bene agli artisti e non c’è bisogno di tirarsela, di non andare.