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I musicisti americani contro Universal e Warner sull’intelligenza artificiale

Warner ha chiuso con Udio e con Suno, Universal solo con Udio: è su quelle licenze che si concentra la protesta

Un microfono da studio illuminato su fondo nero, immagine simbolica della vertenza dei musicisti americani.
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La American Federation of Musicians, il sindacato dei musicisti americani, ha depositato venerdì 4 settembre l’opposizione alle richieste di archiviazione presentate da Universal Music Group, Warner Records e Atlantic Recording, davanti al giudice Edgardo Ramos, del tribunale federale di New York.

Secondo il sindacato, le case discografiche hanno concesso in licenza a Suno e Udio le registrazioni dei propri iscritti senza pagarli né accreditarli. Quelle registrazioni, si legge nel deposito, sono finite “immesse in sistemi di intelligenza artificiale per sfruttamento commerciale”.

Il nodo legale: l’articolo 21(a) del contratto collettivo

Il punto giuridico riguarda l’articolo 21(a) del contratto collettivo di settore, che regola un nuovo utilizzo di una registrazione con un regime di pagamento e avviso per le etichette firmatarie che ne fanno uso. Universal ha chiesto l’archiviazione il 5 agosto, sostenendo che quell’articolo non fissa un compenso proprio e che nessun accordo copre l’uso nell’intelligenza artificiale.

Warner Records e Atlantic hanno depositato la loro richiesta il 14 agosto. La causa è stata avviata a giugno, l’atto è stato modificato il 24 luglio e Warner Music Group, la casa madre, è uscita dal procedimento ad agosto.

Gli accordi delle major con Suno e Udio

Warner ha chiuso un accordo con Udio a novembre 2025 ed è stata, pochi giorni dopo, la prima major a chiudere anche con Suno. Universal ha chiuso con Udio a ottobre 2025, ma con Suno non ha ancora trovato un’intesa: è proprio su quella licenza che si concentra ora la protesta del sindacato.

La causa si aggiunge al fronte aperto tra industria discografica e intelligenza artificiale, lo stesso su cui a luglio un tribunale di Monaco ha condannato Suno e su cui a settembre Sony Music Publishing e Warner Chappell hanno citato in giudizio Anthropic.

Cosa succede in Italia

La causa riguarda il mercato americano e non entra nel merito di altri paesi. In Italia il tema resta comunque aperto: nel nuovo contratto 2027-2029 la SIAE ha già inserito una tutela sui posti di lavoro legati all’intelligenza artificiale, lo stesso terreno su cui negli Stati Uniti si muove ora la protesta dei musicisti americani.