Gli artisti si dividono sul caso Mario Roggero: chi sostiene la grazia e chi difende la sentenza
I primi a rompere il silenzio e ad esporsi dopo la condanna sono stati Lazza, Rondodasosa ed Emis Killa.
Il primo ha esordito in una storia Instagram con un crudo “2 palle come una casa“. Il secondo ha chiesto l’introduzione della legittima difesa, commentando: “Grazia subito. Questo uomo non merita tutto questo“.
Emis Killa, invece, ha espresso un’opinione decisamente più articolata.
In un primo momento aveva infatti chiosato: “Sto Paese è diventato una barzelletta. Vi indignate per ogni min****ta e quando un cristiano, che potrebbe essere vostro nonno, finisce i suoi anni in carcere per aver reagito (eccessivamente di sicuro) all’ennesimo abuso, qualcuno ha anche il coraggio di stare dalla parte opposta. Chi giustifica la pesantissima condanna inflitta a sto povero cristo non vede più in là del proprio naso“.
Poi, dopo essersi reso conto di essere stato frainteso, ha raddrizzato la mira:
“Non pensiate che io sia del pensiero estremo per cui questa persona è un’eroe. Non si può legittimare la gente a correre per strada e a sparare, perché se no diventa il far west. Ma, almeno in questa circostanza, credo che sia ancora più paradossale che lo Stato non ti tuteli e che una persona, che poi accumula frustrazioni, si ritrovi – purtroppo – in reazioni eccessive che sfociano nelle tragedie”.
Enrico Ruggeri e la libertà di non schierarsi
“Il caso di Mario Roggero è complesso e controverso”, scrive su X Enrico Ruggeri, difendendo la libertà di non allinearsi in uno scontro social con Luisella Costamagna. “Qualsiasi opinione è lecita, anch’io ascolto e rifletto. Ma che quelli che difendevano il green pass si appellino allo ‘stato di diritto’ mi sembra quantomeno ridicolo”.
Morgan e Gemitaiz: “grazi(a), ma no, grazie”
Decisamente diversa è la posizione di Morgan e Gemitaiz, che su Threads ha freddato tutti con un “Roggero merita di stare dove sta. The end!“.
Ben più complessa, invece, è la posizione del frontman dei Bluvertigo, che ha affidato a due lunghi reel, pubblicati su Instagram, il suo pensiero:
“È stato completamente perso il significato della vita e questo è estremamente grave. Il caso Roggero ha smascherato un cortocircuito cognitivo, perché il valore del denaro ha superato il valore della vita. L’analfabetismo non è il solo responsabile, perché l’assenza di conoscenza non coincide automaticamente con la brutalità.
È il contesto in cui si propaga l’ignoranza ad accompagnarla verso la violenza. E il contesto di cui parlo è un luogo in cui non vengono più coltivate la bellezza, la creatività, la gentilezza e lo spirito artistico. Non si è in grado di vedere i morti. Si vede solo il furto. Questa vicenda è un modello di disumanizzazione. In una società di questo tipo la compassione e la pietà sono diventate incomprensibili”.
È proprio su questo confine che anche il mondo della musica si è spaccato. C’è chi ritiene che Roggero sia stato punito oltre misura e meriti la “grazia”, chi considera corretta la condanna e chi, come Morgan, ha spostato la riflessione sul valore della vita umana.
Posizioni diverse, a tratti inconciliabili, che dimostrano come questa vicenda non riguardi soltanto un processo concluso con una sentenza definitiva, ma continui a interrogare l’opinione pubblica sul significato stesso della parola giustizia.











