X Factor 2026, le pagelle del primo Live: Jurman applaude Teo Bok e Alìa, boccia Scraffs
Dagli X Pass di Giorgia al ballottaggio tra Veronica e Alice Fregoso: il vocal coach vota la serata, esibizione per esibizione.



Nelle pagelle del primo Live Show di X Factor 2026, in onda giovedì 22 ottobre su Sky Uno, Luca Jurman parte dagli Škoda X Pass di Giorgia, per lui un tentativo di recupero dopo le Last Call, e dall’apertura di Marco Mengoni, che a suo dire smentisce chi sostiene che dal vivo tutti usano l’autotune.
Jurman, vocal coach, cantante, arrangiatore e produttore, vota i due X Pass, i dodici concorrenti e i due che vanno al ballottaggio. In giuria Francesco Gabbani, Irama, Jake La Furia e Paola Iezzi. Esibizioni e verdetti sono nel racconto del primo Live Show.
Le pagelle dei Bootcamp e delle Last Call di X Factor 2026 e quelle delle due puntate di Amici 26 sono raccolte nella pagina delle pagelle di Jurman.
Le pagelle delle Last Call: i voti più alti di Luca Jurman vanno a tre eliminati.
Le altre pagelle di Jurman, ad Amici 26: i voti di Luca Jurman ai 10 cantanti della seconda puntata.
Le pagelle di Luca Jurman del primo Live Show di X Factor 2026: gli X Pass e Mengoni
Siamo arrivati alle LIVE!
MECCANISMO NUOVO! X PASS di GIORGIA!
Iniziamo con una piccola polemica, dai, ci sta per forza.
Diciamo che questa “trovata” è un intelligente tentativo di recupero da parte della produzione ad una brutta figura fatta per le scelte scriteriate dei giudici (o della produzione) durante i bootcamp e le last call per delle eliminazioni davvero assurde e ingiustificabili!
Critici esperti, testate giornalistiche e di informazione musicale, tra cui questo grande spazio di verità italiana musicale All Music Italia, e credo anche un “rompi sistemi” come me, insieme a tutto il web che segue i talent, abbiamo quasi creato una rivolta molto forte sull’uscita di alcuni di loro, tra cui Teo Bok, eliminato dal programma tra battute infelici e mala gestione delle proprie “orecchie” dei giudici, e così… sicuramente hanno trovato il modo di cercare di porre un po’ di rimedio. Anche perché diciamolo tranquillamente, quest’anno X Factor sta crescendo di importanza e sta interessando più di altri talent, quindi a volte bisogna essere intelligenti e cercare di ascoltare il malessere che da troppo tempo avvolge il pubblico dei talent italiani, invaso da una valanga di mediocrità artistica che a volte definirla tale diventa quasi un complimento.
Quindi la creazione “Pongata” degli X Pass di Giorgia di decidere tramite voto da casa chi far rientrare tra i ragazzi recuperati da Giorgia stessa, diventa indispensabile e da hype forte!
Apre Mengoni Live con un medley sul genere blues che da un po’ di tempo evidentemente si è cucito addosso, ed è stato un momento musicale che ha lasciato un discreto segno e in un attimo mette a zittire tutte le stronzate sull’uso dell’autotune dal vivo, che molti nell’ambiente (troppi) tra fonici e pseudo vocal coach, per propria comodità o per Hype, affermano con molta arroganza e tanta ignoranza che tutti in Italia anche dal vivo usano l’autotune, ma è una bugia enorme, e ve lo dico con certezza, chiarezza ed esperienza personale, non per “sentito dire”!
Perciò basta con ‘sta strozzata! Anche dire che tutti i cantanti al Mondo “ormai lo usano”, beh andateglielo a chiedere, ma attenti, perché se lo dite ad un vero cantante rischiate un vaffa grande come l’Everest!
La testimonianza è che anche se ci sono state piccole imprecisioni naturali, Marco lascia il segno in questo mare di vuoto cosmico canoro e talentoso televisivo generale!
Ma poi… comunque, avercene di queste rare “imprecisioni”, perché ora dopo la sua esibizione ha sicuramente creato insicurezze ai 12 partecipanti a questa prima live!
Giorgia dopo le presentazioni ufficiali presenta i suoi 2 Škoda X Pass, e dice che dopo aver visionato i vari “talenti” eliminati ne ha scelti due, quasi scontati direi, Timothée e Teo. Manca la parte femminile? Forse sì, ma almeno una piccola giustizia è stata fatta. Un piccolo passo ma in avanti!
Parte la sfida per il rientro tra i 2 sfidanti, il pubblico voterà e deciderà!
Gli X Pass di Giorgia
(Sittin’ On) The Dock of the Bay (Otis Redding)
Brano che tra l’altro conosco benissimo perché è stato parte del mio repertorio live.
A parte qualche “sbracatura” sulle vocali finali di alcune frasi (che è un po’ un suo vizio, ovviamente risolvibile!) si è contenuto più delle altre esibizioni controllando maggiormente la sua voglia di strafare, anche perché il brano richiede controllo e ha già nel suo interno dei passaggi con portamenti tipici del soul. Timbro caldo e molto interessante, specialmente quando appunto non sguaia e rimane contenuto, buone anche le dinamiche in questa esibizione, appena però esagera anche solo un attimo ad aprire esageratamente le vocali si sente subito e rischia di vanificare tutto ciò che di buono ha fatto in precedenza, ma grazie a qualche santo si è limitato molto.
Abbastanza agile e il fraseggio è portato al genere. Ha aggiunto qualcosina come è corretto fare per chi si esprime attraverso delle cover, ha tenuto anche sotto controllo meglio la sua intonazione. 6.5
Don’t Stop Me Now (Queen)
Brano dei Queen iconico, e Teo si presenta al pianoforte.
Si avverte in lui una leggera agitazione iniziale, d’altronde aveva dichiarato il suo grande dispiacere per l’accaduto, ed essere ripescato e tornare in Italia per poter rientrare lo agita sicuramente moltissimo. Bisogna imparare a gestire tutte le emozioni in questo mondo della musica, così Teo mette in mostra la sua esperienza live (e ne ha molta) riprendendosi appena comincia, piano piano torna il controllo, anche se il respiro è un po’ ancora affannoso e rumoroso all’inizio della strofa. Poi, appena va verso gli acuti, riprende controllo ed eccolo, timbro pieno e falsetto abbastanza controllato. Il vibrato è un po’ troppo presente e stretto, ma si vede che se vuole è in grado di controllarlo. Qualche accenno a piccoli melismi sulle finali di frasi questa volta si fa sentire.
Anche lui qualche piccolissima imprecisione, ma è indubbia la sua musicalità, meno di ispirazione black confronto a Timothée ma ovviamente il brano presentato riesce a far comprendere che è uno dei più preparati e forti di questa edizione. 7-
La prima manche
Ecco le pagelle dei Live di X Factor 2026.
Club Foot (Kasabian)
Partono apparentemente con un buon insieme, ma malgrado il mixaggio tra gli strumenti la voce rimane indietro confronto alla base, il cantante commette qualche errore di intonazione, ma tanto il brano sicuramente per molti del pubblico non richiede una chissà quale precisione melodica, ma per gli addetti certe imprecisioni si sentono. Dopo circa metà brano il cantante riprende leggermente il controllo dell’intonazione. Il Timing (capacità di stare sul tempo) è abbastanza buono, però si nota la loro giovane età, qualche momento dove l’insieme ritmico si perdeva, anche il cantante correva un pochino. Vibrati su questo brano praticamente inesistenti, come le dinamiche. Il respiro era sufficiente ma in generale molti degli altri parametri erano insufficienti. 6-
I Will Always Love You (Dolly Parton)
Scelta molto furba quella di farla esibire nella versione dell’autrice Dolly Parton, perché quando si sente il titolo di questa canzone a chiunque viene in mente la versione della vera regina della voce mondiale, Whitney, e il paragone sempre impossibile da evitare nasce naturalmente, inoltre è risaputo che ogni cantante che si trova a doverla affrontare entra in panico, anche i grandi ovviamente. Perciò facendola in questa versione il rischio è totalmente schivato, inoltre la scomparsa della Parton da poco è un motivo in più per creare attenzione.
Esibizione abbastanza in linea con la vocalità originale con qualche aggiunta personale che devo dire abbastanza calibrata, ma il respiro sempre a cavallo della partenza della frase da cantare non aiuta mai. Lei mostra anche una buona agilità di base nel cantare alcuni gruppi di note veloci e abbastanza precise. Timbro un pelo ingolato in alcuni momenti, una piccola imprecisione in un passaggio verso il falsetto, poi si riprende e lo intona controllandolo. Vibrato appena sufficiente e le dinamiche (differenze di volume) bisognerebbe farle sentire un po’ di più. Tutto sommato è sufficiente. 6
Il cielo (Renato Zero)
Irama fa una presentazione strana, quasi a giustificare in anticipo un’esibizione che potrebbe avere dei difetti, ma dice che per lui i difetti sono un punto di forza per un artista… Bellissimo discorso, ma per nulla veritiero e soprattutto “paracu*o”. Mah, vediamo, di solito quando uno “mette le mani avanti” non è mai un buon segno!
Si presenta sul palco questo giovane gruppo che purtroppo ripresenta, con il loro solito cliché, una rivisitazione del brano di Renato Zero. Parte inizialmente quasi interessante ma poi appena entra la band e lui canta nell’ottava alta… si riparte con la solita modalità! Ecco ciò che avevo detto sin dall’inizio, attenzione perché il rischio bluff è dietro l’angolo, e devo dire che anche qui… infatti… l’intonazione è andata a farsi benedire, e tanto anche!
Troppe imprecisioni, troppe davvero, molto immaturi musicalmente, e qui si è sentito il problema! Vibrato stretto ed esagerato, e il tempo era davvero fuori senso anche nella divisione ritmica. Ha esagerato anche con l’apertura della bocca sguainato sulla pronuncia delle A, creando anche una instabilità timbrica. Il respiro diventa davvero fastidioso appena inizia ad esagerare forzando la comunicazione emozionale. Aiaiai.
Io non capisco davvero cosa sentono i giudici perché la cosa più cringe è il loro modo di giustificare ogni volta ad ogni loro esibizione gli errori evidenti sia di scelta dei brani, che di arrangiamento, ma soprattutto di tutti gli errori commessi dal cantante, che benché si intrasente la sua predisposizione musicale è ancora troppo poco centrato vocalmente oltre ad essere sicuramente troppo spinto ad atteggiarsi da star, perdendo così il controllo della voce e anche della realtà di ciò che alla fine esce di una performance così esasperata. Questo modo dei giudici fa sempre nascere troppe domande a chi ha un orecchio attento e una conoscenza della produzione discografica, oltre al fatto che questo non è sicuramente il modo di aiutarli a crescere! 4.5
Ordinary (Alex Warren)
Inizia forzando un po’ il timbro nella zona media bassa per dare aggressività, ma in quella zona in realtà si sente troppo che è innaturale, ma appena passa nella zona medio alta tutto prende forma per lui più congeniale. Il respiro è meno invasivo di altre sue esibizioni, e questa melodia girando sempre tra le stesse note riesce a gestire tutto meglio. Il suono diventa importante e le dinamiche più controllate, mentre il vibrato spesso esce dal groove del brano.
Quando si è presentato nelle scorse esibizioni aveva dei brani molto più complessi vocalmente, in questo riesce malgrado qualche piccola imprecisione a prendersi una sufficienza, ma secondo me anche lui alla fine rimane un pochino limitato da alcune carenze tecniche che più avanti andrà e più si sentiranno.
Bisognerebbe aiutarlo subito e farlo lavorare sull’agilità base, giusto per metterlo in linea con altri che sono decisamente più avanti. Ha una buona predisposizione al canto e se unisce anche la passione allo studio potrebbe creare performance migliori, ma non c’è abbastanza tempo.
Ogni tanto tende a correre e il timing ne risente un po’.
Anche qui i giudici… esagerano. Boh. 6
Song 2 (Blur)
Fino a questo momento era sempre stato abbastanza preciso nelle sue esibizioni precedenti, purtroppo in questa sua versione dei Blur ci sono state alcune imprecisioni che sinceramente non mi aspettavo. Il suo timbro è davvero centrato nel genere e la sua identità musicale è forse una delle più forti di questa edizione, tecnicamente non è un’eccellenza ma di solito è preciso, ed è stato strano dall’inizio, un pochino fuori intonazione tendente al crescente, anche tremolante in alcuni momenti, molto strano.
Anche il timbro sui vocalizzi del brano è risultato sgranato e l’intonazione imprecisa.
Peccato.
Purtroppo l’uscita infelice di Jake sullo studio della musica e del canto è stata davvero di basso livello, che brutta cosa, se fosse stato zitto avrebbe fatto un favore ad Alex!
Jake, studia tu che forse è il caso, e studia anche il rispetto per l’arte della musica e del canto se vuoi rispetto da chi la studia, la fa ed educa questa nobile e incredibile arte! 5.5
Incoscienti giovani (Achille Lauro)
Ecco un esempio di dare ad un ragazzo non pronto un brano che richiede appunto solo una semplice insufficienza vocale tipica di Lauro. Che senso aveva farlo cantare con il suo timbro un pelino sporco una canzone imitando però la modalità Lauro? Inoltre unica performance con post prod e qui purtroppo l’autotune si è sentito!
Inoltre stesso modo di portare il tempo di Achille, trascinandolo, intonazione precaria aiutata dall’intervento in molti momenti della correzione, respiro scorretto, timbro spesso rotto da una cattiva gestione del fiato, nessuna caratteristica di abbellimento musicale che ti faccia pensare che è un cantante ma rimane semplicemente un ragazzo che non ha ancora compreso che cantare non è questo ma molto molto altro. 5
Marco Mengoni – Giornate perse
Rientra Marco Mengoni.
Arriva Marco e di colpo tutte le performance ascoltate fino a questo momento… vanno a farsi benedire, anche se devo dire sinceramente che in questa sua seconda esibizione è stato impreciso in molti punti.
La tecnica e la conoscenza sono un mezzo indispensabile per cantare in modo artistico e musicale, ma in questo paese purtroppo la tv ti educa a pensare il contrario, ecco il perché di questo decadimento culturale musicale che una presenza come quella di Marco rompe con la sua voce, benché ripeto in questo caso inspiegabilmente abbastanza imprecisa in parecchi punti.
Passano:
- Alex Fontana
- Giacomo Calò
- Mad-Dog
- Manu
- Le Distanze
E al ballottaggio ci va Veronica… che dire? Niente, la meritocrazia è un fondamento… affondato!
La seconda manche
Piazza Grande (Lucio Dalla)
Parte in un modo sommesso strano, con un timbro leggermente ingolato, ed esegue dei portamenti a fine frase che vanno verso il basso un po’ dappertutto, che crea un senso di perplessità per tutto il brano. Il timbro chiuso purtroppo rimane così, il vibrato è discreto ma tutta l’esibizione resta in una sorta di apparente eleganza che sembra nascondere una poca gestione delle dinamiche, che Dalla invece ha sempre esposto in tutte le sue interpretazioni. Diciamo che non aveva molto senso questa assegnazione, davvero non adatta a lei. Il respiro per fortuna non era così rumoroso come invece si è sentito parecchie volte, e l’intonazione era anche imprecisa in molti punti. Andando avanti quei portamenti diventano troppi e creano un senso di “vecchiume” stilistico che non hanno aiutato il risultato finale. Rimane però il punto di domanda sulla scelta di Gabbani… mah. 5.5
You Don’t Own Me (Lesley Gore)
La scelta di questa canzone ha fatto notare qualcosa di diverso su questa ragazza (quella che cantava solo all’oratorio), vocalmente abbastanza precisa tranne una piccola incertezza nel cambio di tonalità. Il timbro in questa esibizione che tendeva a fare un pochino (molto poco) l’occhiolino ad Amy Winehouse, ovviamente non la padronanza vocale di Amy!
Il vibrato era in linea con lo stile, ovvero di modulazione, che risulta spesso abbastanza difficile da seguire tecnicamente ma alla quale lei mostra una buona predisposizione. I mordenti vengono eseguiti abbastanza correttamente, ogni tanto però il suono si avvicina a quello di Annalisa, anche su come porta le finali delle note lunghe. Buona la sua capacità di rimanere abbastanza aderente al tempo in modo corretto, queste sue capacità in generale creano curiosità o dubbi sul fatto che lei abbia solo cantato in oratorio, ma il dubbio crea interesse. Questa esibizione però manca di altri ingredienti per alzare il voto, come una dinamica più evidente e dei melismi che andavano inseriti. Intanto ha un 6+
Blu celeste (Blanco)
Mi lascia sempre perplesso il suo timbro parlato, che a differenza di qualche cantante che quando nel parlato è molto “adenoidale” poi nel cantato spesso viene nascosto, in questo caso però a volte si presenta e diventa a volte difficile da non tenere in considerazione.
Lui è un cantautore e lo ribadisce in continuazione il suo “tutor” Irama, ma sinceramente questo si è capito sin dall’inizio però io sottolineerei una cosa invece, che malgrado lui si stia esibendo con brani di altri riesce comunque a dare una vena interpretativa interessante, ma limitata da mancanze di studio vocale approfondito. Diciamo che se avesse anche la tecnica a posto e la voce curata timbricamente (ovvero togliere tutta quella chiusura timbrica), ci troveremmo probabilmente davanti ad un cantautore e interprete particolare. Non sono quasi mai concorde sulle barre o parti riscritte, e anche qui per me non va bene. Peccato tutte le imprecisioni 5+
Maybe (Sienna Spiro)
Brano molto pericoloso!
Peccato l’inconveniente tecnico iniziale che blocca l’esibizione e toglie normalmente la concentrazione, ma riparte e devo dire che dopo alcune piccolissime imprecisioni dimostra una musicalità importante, e qui lo dico!!
Quando parlo di linguaggio r&b con virtuosismi melismatici e riff & runs ecco a cosa mi riferisco, malgrado la sua giovane età fa sentire che il genere musicale a cui si ispira è proprio questo e adatto a lei. Il respiro è abbastanza controllato, il timbro interessante e quello che fa vocalmente cattura l’attenzione, il vibrato è un pochino troppo presente e dovrebbe tenere alcune note più ferme per poi far ripartire il vibrato, dando così dei momenti di differente enfasi musicale. Il linguaggio di questo genere è molto complesso e pochi possono davvero farlo e anche capirlo. Questa ragazza è giovane ma può fare un bel cambiamento studiando bene, ma ci vuole tempo e pazienza, perché l’r&b richiede anni di studio per poi trovare anche una personalità forte in un mondo dove la vocalità fa da padrona e la concorrenza all’estero è tantissima. In Italia con questa predisposizione ci sono poche persone, qualcuna nascosta è anche eccellente, vedremo cosa accadrà, sicuramente sentirla in italiano potrebbe svelare qualcosa di interessante, speriamo.
Ovvio che deve studiare ancora tanto ma qui si sente chi è davvero portato o no al canto tecnico importante. Elegante nell’uso delle dinamiche (volume), verso le parti alte qualche spinta in più sarebbe stata una ciliegina! 7-
What a Wonderful World (Louis Armstrong)
Ma perché??? Questo è un capolavoro della musica che rifatto in questo modo “pseudo punk” diventa davvero “scrauso”, e molto difficile da giudicare e valutare.
La band ha fatto molti errori ritmici, e il cantante è stato molto impreciso confronto alle altre volte, e non solo nell’intonazione. Non c’era davvero nulla vocalmente da giudicare perché i parametri tecnici sono stati davvero di basso livello. Peccato tutto, brano, arrangiamento, senso comunicativo, voce, timing, insomma… nulla!
Va bene rifare in modo punk alcuni brani ma così… non ha senso! Proprio no! Povero Armstrong! 4
It’s a Man’s Man’s Man’s World (James Brown)
Anche qui sarò sicuramente impopolare!
Ma ascoltatemi per una volta, o meglio leggetemi!
Lei ha indubbiamente una voce molto interessante ed una estensione lodevole, intonazione anche ben centrata, ma c’è un problema in questo paese a comprendere che il blues è un’altra cosa! Sì! Il Blues è davvero un’altra cosaaaa!!!
Quello che affermo a riguardo lo faccio con tutta la sincerità e la totale trasparenza!
In Italia siamo abituati a pensare che appena qualcuno mostra una voce potente e con una estensione ampia, e magari capace di creare quel roco compresso che può sembrare tipico del genere, allora si pensa possa cantare soul e blues di brutto!
Invece no!
A lei manca il fraseggio black, almeno per il momento, il vibrato è fuori genere, non ha mordenti e acciaccature tipiche del genere soul blues, non ha i portamenti e le blue notes che sono d’obbligo in un brano di questo tipo, e sinceramente nemmeno l’agilità adeguata, e mi infastidisce molto che i giudici non siano sinceri e nascondano queste reali mancanze con complimenti fuori realtà, come quello di dire che l’ha resa moderna quando invece purtroppo è stata più antica anche dell’originale!! Così lei non crescerà mai! Ed è un vero peccato!
Questa ragazza è molto dotata dal punto di vista vocale, davvero molto, ma se si continua ad esagerare con i complimenti, invece di aiutarla a lavorare sui difetti e diventare una fuoriclasse rischia di rimanere chiusa nei difetti che non la faranno mai, e dico mai, diventare una vera cantante blues e soul!
Comunque ha uno strumento davvero molto buono e mi dispiace dare un voto così basso per lei, ma devo essere oggettivo e le mancanze appena descritte sono fondamentali per il valore dell’esibizione! Spero che le diano brani più adatti e che le facciano prendere un 7 pieno!
Per questa esibizione, anche se mi attirerò antipatie, ciò che conta è la correttezza e l’aiuto vero per questa ragazza, ovvero dirle cosa deve fare per mirare sempre più in alto. 6.5
Passano:
- camilla
- Patrizia Napolano
- Alìa
- Lenanie
- Scraffs
Al ballottaggio ci vanno Alice Fregoso e Veronica!
Anche qui, con tutta la scarsità ascoltata questa sera… al ballottaggio ci vanno due meglio di altri!
Ma come funziona in questo paese???
Il ballottaggio
Voilà (Barbara Pravi)
Scelta particolare che spesso non aiuta anche se il francese per certi versi è affascinante.
Il respiro non va bene, alcune imprecisioni iniziali, ma la sua voce in questo caso desta curiosità e interesse, intonazione a tratti imprecisa, poi si riprende e ritrova la centratura anche del sostegno sulle note alte. Vibrato buono nel genere. 6+
Disfruto (Carla Morrison)
Su questo brano porta un’eleganza ma si notano le stesse caratteristiche del brano cantato prima, portamenti troppo presenti e poche dinamiche. Il timbro rimane sempre un pelo ovattato e poco incisivo, anche se rimane un po’ in testa quella idea di eleganza alla Malika Ayane, ma un po’ e basta. 6-
Passa Veronica.
Il verdetto
Ed ecco il momento TANTO ATTESO!!
Giorgia aveva detto dall’inizio che la busta l’avrebbe aperta alla fine, d’altronde come tenere tutti attaccati alla tv? Ovviamente tutti tutti no, diciamo tutti quelli interessati!
Ed ecco che Giorgia apre la busta e… come si sapeva, o meglio si immaginava…
Teo Bok rientra, e la voce di tutto il web, critica compresa, la fa da padrona!
Anche Timothée avrebbe potuto rimanere per meritocrazia al posto di altri lì dentro, se proprio dobbiamo dirla tutta!
Comunque, cari Talent: ascoltate la gente se non volete perdere ascolti!
Ci vediamo domenica per la prossima pagella di Amici, intanto vi saluto e vi ringrazio per avermi letto fino a qui.
Tutte le esibizioni e i verdetti della puntata: X Factor 2026, primo Live: Teo Bok rientra con l’X Pass, Alice Fregoso eliminata. Tutti gli aggiornamenti della stagione: X Factor 2026 entra nel vivo: tutti gli aggiornamenti puntata dopo puntata.
Foto di copertina: Virginia Bettoja





