Videointervista a Briga che torna alla musica con un nuovo singolo, Sognatori, che è una canzone dedicata alla compagna Arianna con cui ha condiviso anni di vita, esperienze, gioie, dolori, qualsiasi aspetto della quotidianità.
Un singolo che anticipa un anno pieno di cose, la più importante delle quali sarà senza dubbio la nascita della loro primogenita ad aprile ma che, sul fronte lavorativo, sarà altrettanto pieno di cose da fare e da portare avanti.
Ai nostri microfoni Briga ha raccontato molte cose di questa sua, loro vita frenetica e intensa ma tutto il dialogo è partito dalla fine, cioè proprio da Sognatori. Cosa si vuole trasmettere con questo brano?
“Il pezzo inizia con un racconto autobiografico perché la prima strofa è ambientata a Roma, con Ari a via del Corso. Dopo aver fatto shopping con lei da H&M, tornando verso la macchina ci fermiamo davanti le vetrine di Fendi.
Arianna non entra in questi negozi di alta moda ma si è fermata a guardare una camicia mentre io ho notato che guardavo noi due nel riflesso delle vetrine di Fendi con le buste di H&M e questo paradosso mi ha colpito molto, mi è piaciuto e ho deciso di iniziare così la canzone.
Si prosegue a Londra e ho scritto la seconda strofa in un momento delicato e di incertezza dopo avere dichiarato di avere avuto qualche piccolo intoppo nel concepimento di quella che sarà la nostra bambina.
Sognatori perché non abbiamo mai smesso di credere nei nostri sogni e quelli che sono i nostri desideri di realizzazione“
Dal “profondo rosso” alla gioia più grande
Dato che hai citato l’argomento, ci parli di questo percorso dal profondo rosso psicologico a questa gioia più grande?
“Se mi guardo indietro siamo stati bravi, abbiamo sempre tenuto la bussola a nord della relazione mettendo noi stessi al centro. Finché eravamo noi era giusto vivere per noi stessi, ogni tanto il pensiero veniva e i viaggi sono serviti a distrarci un po’.
Non è vero che si tratta di un buco nero durato anni, la nostra è una storia di risate e complicità ma con questo piccolo magone che ci ha accompagnato qualche anno.
Grazie a Dio, dagli approfondimenti abbiamo capito che il problema non era grave per fortuna. Semplicemente la ‘richiesta’ è rimasta inevasa per molto tempo“
Cosa racconterà alla figlia
Cosa racconterai di questo periodo a tua figlia?
“Le dirò che lei è nata prima di nascere. Sia Ari che io abbiamo una visione onirica della vita, pensiamo che siano i bambini a scegliere i genitori e non il contrario. Questo ti fa capire come la viviamo”
Vita, lavoro e priorità
Il vostro è un rapporto felice con anche un podcast in cui vi raccontate. Dove vi trovate meglio? Podcast, musica, tante robe ma la lista di priorità qual è?
“Ho messo al primo posto la mia vita davanti al lavoro e a tutto e posso dirti che l’ho pagato nella mia carriera. Ho scelto di vivere a Roma e qui quei tre palazzi della musica non hanno neanche un distaccamento.
Ho trovato un equilibrio con le cose che mi interessano come lo sport, la mia passione calcistica verso la Lazio. È importante uscire con gli amici, con il motorino nel mio quartiere e vivere delle cose che solo in questa città si possono vivere.
Per me è importantissimo viaggiare e godermi del tempo libero che io mi sono conquistato con le mie idee. La mia libertà non la baratto con nessuno al mondo“
Trasferirsi per lavoro
Come coppia avete mai valutato, sotto il profilo lavorativo, di trasferirvi stabilmente e allontanarvi da Roma?
“Sì ma non a Milano. Mi piace ma non è la mia città, è profondamente diversa da Roma e non è una realtà che sposo con naturalezza. Ci vengo per lavorare ogni tanto ma a un certo punto voglio tornare a casa mia.
Arianna fa l’attrice e per il suo lavoro è meglio stare a Roma e ho pensato che sarebbe stato più facile per me fare il musicista a Roma che non per lei fare l’attrice a Milano“
Il cinema e il provino con Paolo Virzì
Hai mai pensato o ti ha mai convinto lei a fare l’attore?
“Una volta mi ha chiamato, a Londra, l’assistente di Paolo Virzì che mi dice che lui aveva notato delle doti e voleva farmi un provino.
Tornato a Roma vado a casa sua per fare il provino e mi dice che aveva uno script. Gliel’ho fatto al volo e lui mi dice che sono un attore nato. Pensavo fosse una presa in giro ma era serio.
Il ruolo che mi aveva proposto non mi identificava moltissimo e se devo stare sul grande schermo vorrei avere un ruolo identificativo.
Dovevo fare il coatto e questa cosa non mi piaceva quindi abbiamo deciso entrambi di non farlo ma ho un bellissimo ricordo di questa giornata“
Cantanti e recitazione
In questi giorni abbiamo saputo di tuoi colleghi e colleghe che faranno le attrici e gli attori. I due mondi si uniscono sempre di più, cosa ne pensi?
“Penso che ognuno debba stare nel suo e che continuando a chiamare queste persone, famose nel loro mestiere, può diventare un problema per chi ha studiato e ha basato la sua vita su questa passione.
Ho visto ogni tanto Elodie, è brava a recitare ma per fare i film è più giusto cercare chi ha studiato per fare questo mestiere.
Non lo dico per sminuire lei ma perché ognuno deve fare il proprio mestiere e ci si attacca molto più alla popolarità. Abbiamo una storia datata di successo, siamo stati la culla della cultura e penso che si debba portare rispetto alla nostra storia.
Non siamo più la culla della cultura perché siamo fagocitati di esteriorità, tecnologia e non abbiamo più un pensiero indipendente.“
Lingue, progetti e senso delle scelte
Conosci tantissime lingue diverse, pensi di fare Sognatori in altre lingue?
“Vediamo come va, per me scrivere una canzone in spagnolo da veicolare in Italia la trovo una roba inutile. Lo scorso anno una mia canzone tradotta in spagnolo è stata scelta dall’Atletico Madrid e ha avuto tutto un senso.
Mi piacerebbe tradurre un sacco di canzoni in spagnolo ma deve esserci un progetto che mi permetta di veicolare tutto al meglio.
Posso farlo, sono indipendente perché la società e l’etichetta è la mia, posso fare quello che mi pare ma ha senso? L’investimento economico è di un certo tipo, fare la musica costa e devo farmi due calcoli su quello che andrei a guadagnarci, se ci rientro.
Già è difficile in italiano, sono qui da 15 anni e sono al mio decimo album e fra tutte le cose che faccio con la mia attività di discografico creo il mio business ma impostarlo in un altro Paese dove ti conosce poca gente che me ne viene?
Questo è il mio lavoro, se un giorno vorrò farlo per il puro piacere di farlo lo farò ma in questo momento non ha senso, ho delle altre priorità“
Live 2026: date e prossime uscite
Capitolo live nel 2026, cosa hai in programma con il lavoro?
“Ad aprile nasce la bambina e siamo presi da questa bellissima novità, poi ho il concerto il 4 maggio e parte l’estivo. Non posso fermarmi con il lavoro. In concomitanza con la nascita uscirà un’altra canzone e la dedicherò presumibilmente a lei”











