SYRIA – VENT’ANNI IN UN BLOG: 2000 Come una goccia d’acqua

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In attesa dell’uscita del mio primo Best of, su cui presto vi darò nuove notizie, continuo il viaggio attraverso i dischi che ho pubblicato nella mia carriera, album spesso molto diversi tra loro.
Così dopo avervi parlato del mio debutto con Non ci sto, del ritorno a Sanremo con L’Angelo e della voglia di cambiamento di Station wagon, oggi è il momento di un disco molto importante per me: Come una goccia d’acqua.

Sul finire degli anni novanta ho iniziato a lavorare a questo disco, il mio quarto album.
Tutto lasciava presagire ad una svolta totale: una nuova grande etichetta (la Warner Music Italia), un nuovo produttore, la mia ritrovata libertà ed un’aria nuova da respirare che non saprei come descrivere.
Provo a raccontarvela facendo un passo indietro:

Io e Biagio Antonacci ci conoscevamo da tempo, ero ancora piccolina ma avevo avuto modo di incontrarlo per via del lavoro di mio padre… ci siamo ritrovati qualche anno dopo ad Ostuni con diversi amici, io ancora non facevo la cantante. Biagio venne a suonare lì dove io ero in vacanza; avrò avuto 16 o 17 anni, diciamo che stavo proprio per iniziare la mia avventura nella musica; ci siamo ritrovati, lui rimase sorpreso di reincontrarmi, oramai cresciuta e con nuove prospettive, e da li abbiamo riallacciato i contatti.

Qualche anno dopo, nel periodo in cui chiusi i rapporti con il mio vecchio produttore, Biagio apparve come una rivelazione: tra le righe di un’intervista rilasciata ad un quotidiano dichiarò di avere il desiderio di produrre il disco di una cantante donna ed alla domanda chi? rispose Syria, aggiungendo una frase bellissima che ricordo ancora: vedeva nella mia voce, il suo corrispettivo femminile, l’altra metà del cielo. Ero elettrizzata, che ve lo dico a fare?
Così qualche mese dopo ci ritrovammo in studio con l’intento di creare qualcosa che mi assomigliasse: uno sguardo al passato che mi ricordasse da dove venivo, ed un altro verso il futuro, ancora una volta pronta a cambiare e mettermi in gioco.
Ci siamo chiusi in una casa di campagna a Rubiera ed abbiamo passato tanto tempo in studio io e lui per confrontarci, ma anche tutti insieme a ridere e scherzare davanti a delle grandi tavolate imbandite di chiacchiere a base di lambrusco. Nel corso di quei mesi ho avuto modo di conoscere ed interagire con tutto lo staff che seguiva Biagio, di sperimentare idee nuove e confrontarmi con dei grandissimi musicisti, cosa che mi ha aiutato molto a crescere come cantante.

Come una goccia d’acqua nacque così, irrorato di lambrusco ed allegria; erano anni diversi, in cui per fare un disco potevi permetterti il lusso di pensare, provare, ripensarci e provare di nuovo da capo, senza lo stress delle scadenze; non c’erano regole, ogni ora del giorno o della notte era l’ora giusta per correre in studio a cantare e stimolare la mia curiosità.
Se t’amo o no, ad esempio, l’ho incisa una notte, qualche ora dopo una di quelle cene piene di sorrisi ed allegria; Biagio voleva che mi buttassi e mi lasciassi andare del tutto, così io mi nascosi dietro ad un séparé che avevo costruito in studio e cantai con tutta la voce che avevo. Ricordo che in quel periodo avevo uno strano imbarazzo a lasciarmi guardare mentre cantavo in studio di registrazione così avevo creato questo pannello che mi isolava dal resto e ci avevo incollato una serie di immagini, disegni e frasi che mi piacevano e mi facevano sentire a mio agio per dare il massimo senza condizionamenti. Da quella stanzetta privata, il mio studio nello studio, vennero fuori delle cose bellissime tra cui un brano molto bello che s’intitola Chiudo gli occhi e che decidemmo di tenere buono al primo take… mi lasciai talmente tanto trasportare dalle parole di quel testo che piansi mentre cantavo, ed il risultato ci sembrò da subito quello giusto.
L’aria buona di cui parlavo prima mi spinse anche verso la scrittura, cosa che non avevo mai considerato prima, ed invece un giorno grazie all’aiuto di Marina Rei nacque Maledetto il giorno, il mio primo brano come autrice, una canzone che continuo a proporre spesso nei miei concerti ed è sempre molto apprezzata.

Dopo qualche mese dall’uscita del disco fu già tempo di ripartire alla volta del Festival di Sanremoci avevamo già riprovato con prima dell’uscita del disco con un brano molto bello, rimasto tutt’ora nel cassetto e scritto da Biagio, ma non era andata.
Fui felicissima di tornare al festival a quattro anni da Sei tu e con un segreto da difendere: la mia Alice in arrivo. Era presto e non volevo che si sapesse così ero in ansia perché le nausee mi tormentavano, ma ormai tutto era pronto: presentavo FantasticamenteAmore, una canzone super pop, allegra ma che nascondeva un risvolto triste, sempre scritta di Antonacci; ricordo gli abiti bellissimi di Moschino realizzati su misura per me ma soprattutto tanta voglia di affermare chi ero diventata.

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Una volta arrivata in riviera le nausee scomparvero ed io riuscì a mantenere il riserbo sulla gravidanza dimenandomi tra prove ed interviste senza problemi. Fu un’altra bellissima esperienza: nonostante il piazzamento in classifica (arrivai 13esima) il pezzo andò benissimo in radio ed il pubblico lo apprezzò molto.
Ricordo anche con affetto il videoclip di quel brano, nessuno sul set sapeva della mia gravidanza ed io correvo come una forsennata piena di gioia nelle immagini di quella che era una vera e propria rincorsa tra due persone innamorate.
Sono stati anni bellissimi pieni di promozione tra televisioni, radio ed ospitate varie oltre ad un tour che come una pazza portai avanti fino quasi al settimo mese di gravidanza contro ogni raccomandazione dei medici, ma tutto è andato bene ed io non rimpiango niente… per questo album ricevetti anche il disco di platino a suggellare un nuovo percorso artistico di cui andavo fiera.

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Le canzoni di questo disco che decido di portare con me nel mio viaggio musicale sarebbero tante, almeno cinque… tra cui Fino al cielo, una splendida poesia in musica per cui realizzai anche un video completamente nuda in un bosco, Chiudo gli occhi e la mia Maledetto il giorno… ma siccome ho promesso di sceglierne due…

Se t’amo o no: il super singolo che mi ha traghettato finalmente nelle radio dopo anni di canzoni melodiche che faticavano ad inserirsi nell’airplay radiofonico. A questo pezzo, e a Biagio Antonacci che l’ha scritto, devo la mia rinascita artistica e anche per questo sarà sempre tra i miei preferiti. Ho scoperto nel mio concerto per i 20 anni di carriera a Brescia dello scorso dicembre che Noemi lo ama molto ed infatti lo abbiamo riproposto insieme.

FantasticamenteAmore: il mio terzo Festival di Sanremo: di questo brano ricordo lo strano mix di emozioni che provavo mentre lo cantavo: la grande felicità per l’attesa di Alice in un brano solo all’apparenza allegro e dal ritmo incalzante che svelava nel finale un triste epilogo. Ricordo che ospite da Red Ronnie una volta lui sottolineò questo particolarissimo paradosso… cantavo di una “scomparsa” mentre portavo la vita in grembo.
Per anni ho messo da parte questo pezzo nei miei live perché mi intristiva cantarlo ma, negli ultimi tempi, vista anche la grande richiesta ho iniziato a riproporlo e devo ammettere che mi piace ancora un sacco.

 

  
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