SANREMO 2015 – Terza Serata: NEK stravince la serata cover, fra i Giovani passano AMARA e GIOVANNI CACCAMO

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Anche la terza serata parte senza fronzoli e, come annunciato, con la gara delle Nuove Proposte. Con i Kutso ed Enrico Nigiotti già in semifinale, tocca conoscere il destino degli altri quattro giovani.

Da una parte la sfida fra il siciliano Giovanni Caccamo, che si porta nel bagaglio la produzione di Franco Battiato e un contratto Sugar Music, e la pugliese Serena Brancale. Dall’altro la toscana Amara, arrivata al Festival dopo svariati tentativi con Area Saremo, e la giovanissima napoletana Rakele.

Caccamo canta Ritornerò da te, brano che sa di vittoria, radiofonico e con un arrangiamento perfetto per l’orchestra di Sanremo. Esibizione convincente, senza sbavature. La Brancale più sofisticata punta sul jazz di Galleggiare, di grande qualità ma meno immediata. La sfida premia il primo con il 68%.

Amara canta il suo Credo. Sul palco porta un coro gospel formato da diversi ragazzi partecipanti all’ultima edizione di Area Sanremo, tra i quali Eleonora Crupi e Dajana. C’è qualcosa di speciale in questa ragazza, dalla particolarità del look, alla voce sporca, ruvida ma allo stesso tempo avvolgente. Rakele entra in gara Io non lo so cos’è l’amore, scritta per lei da una coppia da 90: Bungaro e Cesare Chiodo. Lei emozionata, la canzone orecchiabile ma troppo ripetitiva. Vince con merito Amara col 58%.

Prima della gara dei Campioni, che si scontreranno presentando 20 brani cult del panorama musicale italiano, l’esibizione di Federico Paciotti, giovane chitarrista e tenore. Molti non l’avranno riconosciuto ma il ragazzo c’è già stato a Sanremo, due volte. Una volta lo ha anche vinto: era il chitarrista dei Gazosa, vincitori fra i Giovani nel 2001! (Verrà poi ricordato durante il suo intervento in chiusura di serata).

Televoto e sala stampa decreteranno a fine serata il vincitore della singola serata, ma i voti non incideranno sulla gara degli inediti presentati al Festival.

Si parte con il primo quartetto (ci saranno in tutto cinque gare con quattro artisti, dalle quali verranno fuori i cinque finalisti che poi si sfideranno per il “premio miglior cover”): Raf, Irene Grandi, Moreno e Anna Tatangelo.

Raf sceglie Rose rosse di Massimo Ranieri. Niente da fare, questo Sanremo non sta mettendo in gran luce il pugliese ed è un gran peccato perché nel repertorio ha canzoni bellissime. La voce non c’è più, appare anche stasera provato, nel fisico e nello spirito. Il giudizio del web è impietoso. Si sforza, ma non riesce proprio a risultare convincente.

Irene Grandi veste di rock Se perdo te di Patty Pravo. Se nel pezzo inedito in gara si è mostrata raffinata e delicata, in questa reinterpretazione torna potente e rock. Rivoltata come un calzino, la canzone si presta benissimo alla sua voce risultando molto godibile da ascoltare. Bentornata!

Moreno propone Una carezza in un pugno di Adriano Celentano in versione reggae. Originale penserebbe qualcuno, peccato che la stessa versione sia stata presentata nell’ultima edizione di The Voice of Italy da Valerio Jovine, del team J-Ax! Detto ciò, il rapper è divertito e a quanto pare divertente per la platea del teatro, si lancia in un freestyle finale e la conquista. Su di me però non ha lo stesso effetto…

Anna Tatangelo canta Dio come ti amo di Domenico Modugno. La sorana non è femminile… è proprio “femmina”! Aggettivo migliore non si può affibbiare. Look migliore rispetto a ieri, ma l’esecuzione è troppo melensa. Non c’è l’asciutta drammaticità e la passione dell’originale, l’esperimento appare troppo caricaturale.

A vincere il turno è Moreno!

È il momento di uno degli ospiti più importanti del Festival. Carlo Conti si collega con la Stazione Spaziale Internazionale per parlare con Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana nello spazio. Sanremo non era mai arrivato così lontano! La Cristoforetti ci informa che la navetta su cui viaggia corre a 7 km/h al secondo. Pazzesco. Divertente vedere gli effetti dell’assenza di gravità. La canzone sanremese preferita dell’astronauta? Luce di Elisa!

Prosegue la gara con il secondo quartetto, formato da Biggio e Mandelli, Chiara, Nesli e Nek.

Il duo de I Soliti Idioti propone E la vita, la vita di Cochi e Renato. A differenza di quanto letto in giro sul palco non ci sono gli interpreti dell’originale. Versione più soft, da cabaret, sempre con pizzico d’ironia, coerente con il loro stile. Nulla per cui strapparsi i capelli in ogni caso.

Chiara colpisce con Il volto della vita di Caterina Caselli. Accompagnamento orchestrale da pelle d’oca, archi a gogò, grandi applausi. Lei si conferma interprete di stoffa che non ha ancora ottenuto quanto merita. Ottima scelta.

Nesli riporta in auge Mare mare di Luca Carboni. L’arrangiamento fa vivere una nuova primavera a questo brano simbolo degli anni ’90. Simpatico il mash up con La fine, scritta proprio da Nesli e portata al gran successo da Tiziano Ferro. Sebbene vocalmente lasci a desiderare, la resa generale del rapper che fu non dispiace.

Nek si mette alla prova con Se telefonando di Mina.Confrontarsi con questo brano non è semplice ma lui ne tira fuori una versione potente quanto una bomba. Tutto perfetto, al suo posto, la voce è come una lama. Pubblico in visibilio. Un ritorno coi fiocchi questo del cantautore di Sassuolo dagli occhi di ghiaccio al Festival. E il pubblico lo premia.

A vincere il turno è Nek!

Parentesi comica con Luca e Paolo. Come successo nel 2011, cantano una sarcastica composizione inedita. Stavolta sottolineano l’ipocrisia del mondo dello spettacolo nel ricordare artisti compianti. Il web è diviso, c’è chi li adora per il coraggio di dire le cose come stanno e chi li riempie di insulti ritenendoli privi di tatto. Esperimento confusionario, controverso. A differenza dei colleghi rimangono sul palco per poco. Torneranno in scena più tardi?

Arriva anche il patron della Sampdoria Massimo Ferrero, detto Er Viperetta. Un personaggio istrionico e ad onor del vero sembra di essere rimasti nello spazio comico!

Si va avanti con il terzo quartetto: Dear Jack, Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (stasera di nuovo nei panni di Platinette), Bianca Atzei e Alex Britti.

I Dear Jack ripropongono Io che amo solo te di Sergio Endrigo. Rispettano lo stile senza strafare, infarciscono l’arrangiamento di schitarrate per personalizzare con un tocco di rock. Senza infamia e senza lode, passeranno con facilità il turno grazie all’imponente fanbase.

Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi ricordano Giuni Russo con Alghero. La drag queen torna nel mondo che ce l’ha fatta conoscere e scherza con la collega cantautrice in una versione naif e scanzonata del classico di Giuni. Siparietto dalle intenzioni simpatiche, dal risultato deprecabile. Non ci siamo.

Bianca Atzei tenta la carta Ciao amore ciao di Luigi Tenco. Incombe l’ombra di Marco Mengoni, che nel 2013 fece suo questo pezzo all’Ariston ricevendo lodi a destra e manca e rimanendo nella memoria collettiva. Il confronto è impietoso. Bianca strepita, gratta con la voce e dà il massimo ma risulta esagerata e fuori luogo.

Alex Britti non va sullo scontato con Io mi fermo qui di Donatello e i Dik Dik. Si parte non male, anche se al solito è la chitarra a prendersi i meriti più che la voce ma in poco tempo Alex ci offre sul piatto, in Eurovisione, la stecca più grande dell’edizione. Da annali.

A vincere il turno sono i Dear Jack!

Il nuovo spazio ospiti fa un po’ I migliori anni, è vero, ma gli ottantisti come me sono in brodo di giuggiole. Conti riporta in scena i mitici Spandau Ballet. Tony Hadley invecchia ma la voce rimane sempre da manuale. Una dopo l’altra sciorinano le loro hit più famose: da True a Gold passando per Through the barricades.

Proseguiamo con il quarto gruppo: Lorenzo Fragola, Il Volo, Annalisa e Lara Fabian.

Lorenzo Fragola sconfessa i rumor di questo pomeriggio e non porta con sé Fedez. Il giovane vincitore di X Factor ci fa riascoltare Una città per cantare di Ron, scritta da Lucio Dalla. Passa indifferente da un orecchio all’altro. Ribadisco: troppo presto per lui calcare questo palco. Cover sbagliata, esecuzione impalpabile.

Il Volo canta Ancora di Eduardo De Crescenzo. Non osano e si ripetono come da repertorio mantenendosi sul classico. Bravi son bravi, se si parla di gusti può essere difficile digerirli, anche la scelta del brano rende la performance molto pesante. La platea sembra apprezzare (forse in ricordo della performance di ieri sera?).

Annalisa si cimenta in Ti sento dei Matia Bazar. Padrona del palco, voce potente e cristallina per una pietra miliare fra le più originali della musica italiana. Potenza nell’emissione vocale e anche nel suo caso, come per Chiara, rimane il dubbio che le grandissime potenzialità siano annacquate dagli inediti non all’altezza.

Lara Fabian propone Sto male di Ornella Vanoni. Tutta voce, testo incomprensibile in più parti, ineccepibile interpretazione passionale e sentita della belga per cui le si perdona la pronuncia che lascia a desiderare. Finale da brividi.

A vincere il turno è Il Volo!

Passano sul palco Vittoria Puccini per presentare L’Oriana, la nuova fiction in partenza sulla vita della giornalista Oriana Fallaci, e di nuovo Luca e Paolo che sciorinano un pezzo che va a colpire altri mali della società italiana: l’omofobia e il razzismo.

Si chiude il cerchio con Gianluca Grignani, Nina Zilli, Malika Ayane e Marco Masini.

Gianluca Grignani seleziona Vedrai vedrai di Luigi Tenco. Sua massima ispirazione artistica, Grignani si presenta in condizioni migliori rispetto al debutto. Delicato, asciutto. Giusto.

Nina Zilli intona Se bruciasse la città di Massimo Ranieri. Vestita da super eroina con un look azzardatissimo (la linea tra fashion e trash è labilissima!) se la cava bene, dando il suo tocco all’istrionico evergreen.

Malika Ayane canta Vivere di Vasco Rossi. Alla chitarra Pacifico, la cantante mette in mostra il suo essere. Raffinatezza, eleganza, aggettivi che si marchiano a fuoco su ogni sua esecuzione.

Marco Masini completa la line up con Sarà per te di Francesco Nuti. Il vecchio leone torna a ruggire. Interpretazione sempre molto sentita e accorata. Si sente che c’è emozione e viene trasmessa in ogni passaggio. Omaggio toccante.

A vincere il turno è Marco Masini!

Ultimo ospite internazionale. Sul palco i californiani Saint Motel che cantano la hit My type e Cold cold man, dopo di che il divertente intervento di Rocco Tanica con la rassegna stampa dissacrante.

Arrivano i risultati! Al 5° posto i Dear Jack, al 4° Moreno, al 3° Marco Masini, al 2° posto Il Volo… vince meritatamente la serata cover Nek con Se telefonando.


LA CLASSIFICA CON MEDIA VOTO DI ALL MUSIC ITALIA – CATEGORIA CAMPIONI

1. Nek 8+
2. Chiara 8+
3. Annalisa 8-
4. Malika Ayane 7.5
5. Gianluca Grignani 7-
6. Marco Masini 7-
7. Nesli 7-
8. Il Volo 7-
9. Nina Zilli 6.5
10. Lara Fabian 6+
11. Anna Tatangelo 6+
12. Moreno 6+
13. Irene Grandi 6
14. Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi 6-
15. Dear Jack 5.5
16. Lorenzo Fragola 5.5
17. Bianca Atzei 5.5
18. Alex Britti 5+
19. Biggio e Mandelli 5+
20. Raf 5-


LE VOTAZIONI – CATEGORIA CAMPIONI

Massimiliano Longo (Direttore) – Raf 4.5, Irene Grandi 6, Moreno 6, Anna Tatangelo 5.5, Biggio e Mandelli 6, Chiara 7.5, Nesli 6, Nek 8, Dear Jack 5.5, Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi 6, Bianca Atzei 6.5, Alex Britti 5, Lorenzo Fragola 5.5, Il Volo 7.5, Annalisa 8, Lara Fabian 6, Gianluca Grignani 7.5, Nina Zilli 6, Malika Ayane 7, Marco Masini 5.5

Cristian Scarpone (Caporedattore) – Raf 4, Irene Grandi 7, Moreno 6, Anna Tatangelo 6, Biggio e Mandelli 5, Chiara 10, Nesli 8, Nek 10, Dear Jack 6, Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi 4.5, Bianca Atzei 4, Alex Britti 4, Lorenzo Fragola 5, Il Volo 5, Annalisa 8, Lara Fabian 7, Gianluca Grignani 6, Nina Zilli 7, Malika Ayane 7, Marco Masini 9

Simone Caprioli (Recensioni) – Raf 5, Irene Grandi 5.5, Moreno 6, Anna Tatangelo 6.5, Chiara 7.5, Biggio e Mandelli 5, Nesli 6.5, Nek 7, Dear Jack 5,5, Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi 6.5, Bianca Atzei 6, Alex Britti 7, Lorenzo Fragola 5.5, Il Volo 7, Annalisa 7.5, Lara Fabian 6, Gianluca Grignani 7.5, Nina Zilli 7, Malika Ayane 8.5, Marco Masini 5.5

Gabriele Dello Preite (News, Interviste) – Raf 5, Irene Grandi 5.5, Moreno 6.5, Anna Tatangelo 7, Biggio e Mandelli 5.5, Chiara 7.5, Nesli 6.5, Nek 8, Dear Jack 5, Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi 6.5, Bianca Atzei 5.5, Alex Britti 5.5, Lorenzo Fragola 6, Il Volo 7.5, Annalisa 7.5, Lara Fabian 6, Gianluca Grignani 6.5, Nina Zilli 6, Malika 7.5, Masini 7


LA CLASSIFICA CON MEDIA VOTO DI ALL MUSIC ITALIA – CATEGORIA NUOVE PROPOSTE

1. Amara 8+
2. Giovanni Caccamo 7.5
3. Serena Brancale 7-
4. Rakele 6-


LE VOTAZIONI – CATEGORIA NUOVE PROPOSTE

Massimiliano Longo (Direttore) – Giovanni Caccamo 7.5, Serena Brancale 6.5, Amara 8.5, Rakele 5.5

Cristian Scarpone (Caporedattore) – Giovanni Caccamo 7.5, Serena Brancale 7, Amara 8, Rakele 6

Simone Caprioli (Recensioni) – Giovanni Caccamo 8, Serena Brancale 6, Amara 8.5, Rakele 5

Gabriele Dello Preite (News, Interviste) – Giovanni Caccamo 7, Serena Brancale 7, Amara 8, Rakele 6

  Laureando in giornalismo, cantante per vocazione, responsabile Officina del Talento qui su All Music Italia, speaker per Radio Stonata, redattore per Eurofestival News. Un ragazzo multitasking direbbero gli inglesi, poiché non riesco a fare una sola cosa in un solo momento. Sento l’esigenza inconscia di incasinarmi la vita con troppi impegni nel mondo della comunicazione e tutti rigorosamente legati alla musica. Vivo costantemente alle prese con file mp3, video Youtube, status su Facebook, hashtag su Twitter, post nei forum. Ma appena possibile stacco il cervello, butto due cose in valigia e parto alla scoperta del mondo.
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