MIA MARTINI vent’anni dopo: Mimì non muore mai di ROMINA FALCONI

mimi
Succede che si cresce e si cominciano a capire gli annunci dei telegiornali.
Mia Martini non c’è più“.

Eccome se c’è, solo adesso però se ne accorgono, ahimè.
Mia martini è un supereroe e come tale è immortale.
Non sento ragioni su questo.

Succede che se ti capita di crescere con l’intenzione di fare decentemente la cantante non la puoi non stimare/celebrare/subire Mia Martini (si ho detto subire, perchè dopo ogni ascolto questa creatura riesce a colpirti nei punti deboli che non pensavi di avere, neanche fosse il miglior cecchino al mondo).
Succede pure che non sopporti quando provano a riproporre una sua canzone perchè la personalità di Mimì, mettiamocela via, non ce l’ha nessuno. Nessuno.
Succede che ti accorgi che il mondo è diviso in due categorie:
Quelli che hanno bisogno di sentirlo in “Tivvù” che uno è forte, bisogno di sentire la maggioranza della massa se è d’accordo per acclamare qualcuno e quelli che avrebbero amato Van Gogh, Bach, Mia Martini, Pasolini (se attacco, ve lo dico, finiamo dopodomani) pure da vivi.
La massa non sa molte cose.
La massa conosce una Mimì intensa, certo, ma una Mimì matura.
Mia Martini non è stata mai bambina, almeno a me viene da pensare questo, ma questo la massa non lo sa.
Vi parlo di Padre Davvero. Il primo vero dissing italiano.
Altro che rap.
Padre davvero, ma chi ti somiglia, ma sei sicuro che io sia tua figlia…
Un testo che avrebbe fatto rabbrividire anche il peggior cinico. La Rai le aveva censurato qualche frase perchè, potete capire, era troppo.

Mimì cantava Padre davvero e diventava Mia Martini, non che prima non lo fosse ma ci tengo a precisare: si è fatta una gavetta incredibile. Mia Martini si è fatta un culo così, per dirlo in francese. Difficile da maneggiare lei, con quella voce e quella teatralità, se lo racconto adesso sembra inverosimile.

Succede che ti innamori e ti senti da buttare nell’umido e poi ascolti Per Amarti e non hai più il silenzio addosso.

Onorare il dolore tanto quanto i sorrisi.
Rendere le fragilità un’arma a proprio favore.
Piangono gli autori che sanno bene quanto sia dura trovare un’interprete così ad oggi.
Mimì tu resti.
Mi dispiace
Perdonami
Grazie
Ti amo
  Un Festival di Sanremo e l'esperienza ad X-factor alle spalle.. Ha pubblicato tre ep ed ora è al lavoro sul suo primo album. Il suo stile di scrittura in musica è unico: ironico, irriverente e tagliente.
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