“A VOLTE ESAGERO” GIANLUCA GRIGNANI – Recensione

a volte esagero copertina

Il 9 settembre uscirà in tutti i negozi di dischi e negli store di musica digitale A volte esagero, il dodicesimo album (decimo in studio) di Gianluca Grignani.

Noi di All Music Italia abbiamo avuto la fortuna di ascoltarlo integralmente e ve lo “raccontiamo” in anteprima nella recensione di Simone Caprioli.

Non ha bisogno di particolari presentazioni Gianluca Grignani che a tre anni dall’ultimo lavoro discografico, torna con un nuovo disco e annuncia: A volte esagero.

Trascinato dal singolo di lancio di questo nuovo progetto registrato tra Londra e Roma e New York, Non voglio essere un fenomeno, arrivano altre nove canzoni inedite che guardano al passato e fanno una promessa per il futuro svelando una ritrovata ispirazione e il mordente di un tempo che hanno reso celebre il cantautore alla fine degli anni ’90 con due album FONDAMENTALI per il rock italiano: La fabbrica di plastica (1996) e Campi di pop corn (1998). Sì perché, dobbiamo dirlo, la più recente produzione firmata Grignani proprio non ci ha convinto e aspettavamo da tempo un segnale di ripresa. Ed eccoci: A volte esagero  è un disco (il decimo in studio) sincero ed onesto, che arriva al punto insomma.

L’equilibrio sonoro della tracklist è sapientemente costruito per alternare ballate romantiche con belle melodie a momenti più aggressivi ed elettrici servendosi di parole concrete e di storie vere, che attualizzano i contenuti lasciando trasparire l’approccio SINCERO alle composizioni decise e grintose di questa raccolta.

Il tema ricorrente è l’uomo al centro al centro del mondo, lo stesso Gianluca che si racconta attraverso le storie degli altri, con i suoi pregi, i difetti, le fragilità e le “esagerazioni” necessarie a sopravvivere in una società che rappresenta tutti e nessuno.

In particolare, l’aspetto più interessante è quello relativo alla scrittura, che si fa intima, personale, mettendo a nudo aspetti inediti di Gianluca, come le parole dolci di un dialogo tra lui e sua Madre…dimmi madre cosa mi è successo, che da un momento all’altro mi son trovato perso…“; le fragilità di ogni uomo nell’incertezza del proprio futuro “…tu immagina, se tutto quel che ho potesse mai finire qua…” si chiede in Come un tramonto. La verità dei testi torna protagonista con Il mostro…guarda e osserva io sono il mostro ti prendo e ti porto via // non l’hai ancora ammesso la droga ti butta giù…” un brano dai temi impegnativi: la droga, l’amicizia e la “non amicizia” in un vestito di chitarre ad alto tasso elettrico. Menzione speciale per Maryanne, che riporta alla mente gli echi e le atmosfere visionarie degli anni d’oro con la maturità di chi si guarda indietro soddisfatto e compie un passo in avanti “…guarda che non è più un gioco, questa non è l’università, questa è vita…“.

Non il suo disco migliore, ma di certo un buon regalo per i fans, che ritroveranno il consueto stile e la voce di Gianluca ed un’ottima occasione per nostalgici e neofiti per (ri)avvicinarsi a uno tra i più grandi cantautori italiani.

CANZONE MIGLIORE: Il mostro
VOTO: 7.5/10

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  Sono nato a Roma nel 1987, ed è qui che ho deciso di tornare dopo qualche anno di vagabondaggio per studio e lavoro. La musica è la mia passione vera; da sempre ho avuto l’esigenza di ascoltare, scoprire ed esplorare generi ed artisti diversi. La mia vena critica e quella polemica mi hanno portato su All Music Italia dove recensisco i dischi italiani in uscita più interessanti.
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