UN TIPO ATIPICO – TRIBUTO AD IVAN CATTANEO – RECENSIONE

Copertina Un Tipo Atipico

Si intitola Un tipo atipico e mai titolo potrebbe essere più azzeccato, l’album in uscita nei negozi il 18 di Settembre ( in quelli digitali è fuori da fine Agosto ) che altro non è che un tributo che arriva a festeggiare la quarantennale carriera di Ivan Cattaneo.
Atipico si, perché Ivan si è sempre mosso per scelta ai margini di una discografia italiana che, soprattutto negli anni 80, preferiva muoversi per strade sicure e rassicuranti, dove non incontrare quel lupo impertinente della sperimentazione elettronica che invece andava conquistando il resto dell’Europa; cosa che invece l’artista in questione ha fagocitato in fretta, giocando addirittura al rilancio, azzardando la rivisitazione di classici quasi sacri del nostro repertorio melodico, trasformandoli nei famosi Italian graffiti che strapparono, nel lontano 1981, un lodevole 4° posto in classifica. Fu l’apice di un successo che poi, tra alti e bassi, ha condito il resto di una carriera che mai paga di ricerca, ha prodotto diversi album, alcuni destinati al grande mercato, altri a quelle nicchie più ricettive di novità ed in fuga dal pop da classifica e dai Sanremi fatti di Ricchi e di poveri, di Albani e di Romine e i Cutugnate prodotte per se e per altri, con poco spazio per tutto il resto.

Ed ora c’è questo disco che non vuol essere un riassunto delle puntate precedenti ma un vero e sentito omaggio, da parte di una serie di musicisti incappati nella sua musica, chi per caso, chi per vera conoscenza, ma in entrambe le situazioni rapiti da cotanta lungimiranza di brani che, con le giuste rivisitazioni, appaiono oggi nuovi come lo erano ieri, scegliendo oltretutto tra quelli che magari la gente comune, conquistata dai graffiti 60’s dello stesso Cattaneo, aveva ignorato o quasi. Non è un caso quindi che proprio singoli famosi come la rivisitazione di Una zebra a pois o Quando tramonta il sol ( unico 45 giri di Cattaneo ad aver raggiunto la classifica ) non abbiano trovato spazio in questo lavoro, dove invece altri come Pupa, interpretato per l’occasione da Roby Rossini o Formica d’estate rivisitato dalla personalissima voce di Naif Herin, siano diventati i singoli promozionali.
Tra gli altri hanno partecipato al progetto artisti fiore all’occhiello della discografia indipendente italiana come Garbo, ( vecchio amico di scorribande made in 80’s ) Gianni Leone del Balletto di bronzo, Luca Urbani ( ex Soerba ), Banda Osiris ( che fa tanto festa in “Urrà” ), Montefiori Cocktail ( che ci trasportano nel loro mondo “cocktail” con Tabù” ), Alberto Stylòo, Alessandro Orlando Graziano, Giovanni Block ( ricca di percussioni la sua versione di Ninna nanna), Susanna Parigi ( sognante in L’altra faccia della luna ), Andrea Zuppini, Egokid, Dario Faini, Pennelli di Vermeer, Diana Tejera ( chitarra e voce e poco altro la sua versione di Senorita torero ) , H.E.R., Roulette Cinese, Allerija, Ottodix, Claudio Milano, Ensonika, HelenaVelena, Stefano Pais, Vidra + Masi, Porfirio Rubirosa, Steetycats, Gerardo Konte & The Nine Tears, Hueco e gli Elektroshock feat. Luxfero, a cui si aggiunge proprio Ivan Cattaneo per una intro oserei dire surreale.

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Un tipo atipico #tributoivancattaneo fa anche da battesimo alla neonata etichetta Soter ed è distribuito da Believe Digital per la produzione di Salvatore De Falco, che ha avuto anche l’idea di ridar luce al tanto lavoro dell’artista bergamasco e parte del ricavato delle venite andrà all’associazione Amnesty International di cui, come per la carriera d Cattaneo, ricorre il quarantennale delle attività.

Brano Migliore: Ninna nanna
Voto: 7/10

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.