RECENSIONE: LE MIGLIORI – MINA & CELENTANO

mina celentano

Non è facile giudicare un lavoro di due grandi stelle della musica italiana, due miti eterni quali Mina e Adriano Celentano, che hanno cavalcato gli ultimi 50 anni ed oltre della nostra musica, del nostro concetto di spettacolo, dettando spesso mode e diventando capostipiti di veri e propri filoni poi battuti da tanti altri artisti dopo di loro, eppure senza mai sfiorarne il livello.

Non è facile essere obbiettivi senza avere paura di andare contro ad un pensiero generale, che vorrebbe nel disco del ritorno al duetto dei due, che diciotto anni fa stabilirono il record ad oggi mai infranto nel nostro paese di oltre 1,6 milioni di copie vendute (da quando non è più il vinile il supporto più venduto), rassicurazione, quella certezza che il meglio risieda ancora proprio in questi due signori con diversi decenni sul groppone.
In realtà per essere sufficientemente esplicativo nel darvi le motivazioni sul perché questo Le Migliori non mi faccia gridare al miracolo, mi basta dire che nemmeno il loro vendutissimo disco di 18 anni fa, mi suscitò chissà quali clamori interni, anzi… A dire il vero ho sempre trovato MinaCelentano un album bruttino, sorretto da due buoni singoli a firma degli allora fidi di Mina Audio 2 (Acqua e Sale e Brivido Felino) e per il resto palleggiato tra cose già edite, sempre del duo napoletano e riempitivi senza brio, o al massimo teatrali come il singolo Che t’aggia di’ che però non andava molto oltre l’effetto simpatia.
Certo, mi scontro col risultato di vendite, ma a due nomi di questo calibro, con uno stuolo così importante di fans ed un paio di singoli azzeccati, bastava veramente poco per sbaragliare qualsivoglia concorrenza.
Oggi, quando tale disco, figlio unico, compie l’età maggiore e se ne va di casa, ecco che i due sposini non più novelli, danno alla luce la loro nuova creatura, Le Migliori appunto, e c’è da dire che il disco è però, tra chiaroscuri, un passo deciso in avanti rispetto al fratello maggiore. Sicuramente è un lavoro più pensato, più oculato nella scelta dei brani, forse chiuso meno frettolosamente.

A livello musicale lo sguardo è vigile sulle nuove possibilità del periodo, come la base black di Se mi ami davvero (dove Celentano rappa con un risultato trascurabile a dire il vero) composta non a caso da Mondo Marcio che proprio la tigre di Cremona aveva omaggiato con un disco a tema; nel singolo Amami Amami di Riccardo Sinigallia e Idahn Rachelle si è abili a dare suoni moderni al tango, a cui occorre davvero poco per esser sempre di moda, mentre si sfocia addirittura in trame reggae per Ma che ci faccio qui.

A livello di testi però i due invece si rinnovano poco, andando sul sicuro con canzoni tutte costruite sulle varie sfaccettature dell’amore di coppia, tra stanchezze del tempo e amori la cui veridicità è messa in discussione. E poi c’è la nota dissonante, ovvero il racconto della passione che certo per l’età dei nostri è un po’ difficile da immaginare o per lo meno fuori tempo massimo, come in Non mi ami perfetta per “Opzetekiane” colonne sonore. In tema si muovono anche due firme note come Toto Cutugno ed Andrea Mingardi, entrambi già dentro al passato autorale per i due.
Il primo per Adriano aveva, tra le altre, già firmato Soli e Il Tempo se ne va che a cavallo tra gli anni 70 ed 80, avevano rappresentato per il molleggiato un nuovo periodo verde; qui produce la lunga Ti lascio amore, dove ci si rende conto che con gli anni l’amore è diventato solamente bene e la cosa è inaccettabile si… ma a 75 anni e più? Pur se l’essere star fa si che non è che m’immagini certo Mina con le ciabatte e l’uncinetto ed Adriano con la dentiera da riparare, diciamo che ci sta che abbia un po’ di difficoltà a pensarli ardere di passione?
Mingardi dopo Mogol/Battisti che per Mina aveva scritto anni addietro, qui invece dona E’ l’amore in cui si parla addirittura di telefono che tace ed anima che brucia nella sua attesa, cosa che nemmeno la Tatangelo su brano di D’Alessio… e di anni ne ha un terzo.

Buone invece le due incursioni soliste in cui Celentano sceglie come autore Francesco Gabbani per Il Bambino col Fucile in cui si racconta dei diseducativi esempi dei giorni nostri, mentre Mina propende per la coppia Lana/Donati per la suggestiva Quando la smetterò, piuttosto tradizionale si, ma in cui ricorda a tante come si canta, tra dinamiche, punti potenti e sottrazioni, voce piena e falsetto.

Le Migliori che venderà per svariati motivi, dimensione del mercato in testa, probabilmente nemmeno un decimo di MinaCelentano, si diceva, non mi fa gridare al miracolo, ma nell’ascoltarlo per bene, mi sono reso conto che tale prodigio nemmeno glielo chiedevo. Tutto sommato è ciò che ti saresti aspettato dai due vecchi leoni che forse non hanno, per giusta causa, cose nuove da raccontare, ma indubbiamente tanta sapienza da tramandare. Magari se solo si evitasse di raccontare di bollenti passioni …

BRANO MIGLIORE: Il Bambino col Fucile
VOTO: 6/10

TRACKLIST:

Amami amami
È l’amore
Se mi ami davvero
Ti lascio amore
A un passo da te
Non mi ami
Ma che ci faccio qui
Sono le tre
Il bambino col fucile
Quando la smetterò
Come un diamante nascosto nella neve

 

  Fabio Fiume nato a Napoli dove vive e lavora. È giornalista, critico musicale per le pagine del Roma, lo storico quotidiano campano. Contemporanemente ha scritto per diverse testate web, come Fegiz Files, Riserva Sonora, Donne e Manager di Napoli ed il glorioso Festival Blogosfere, a cura di Alessandra Carnevali che lo scelse personalmente come valida spalla al suo seguitissimo blog. Contemporaneamente scrive e conduce da 7 anni diverse rubriche per il Light MEGAzine, programma varietà di punta della milanese Radio Hinterland e con il cast della trasmissione, conduce tre edizioni della stessa da Sanremo in occasione del Festival ed un'edizione di Rozzano in Festa. Dopo altre esperienze live nel napoletano approda quest'anno alla gloriosa radio campana Club 91 come co-conduttore, nonché autore di Week end 91 - Qui c'è Musica