RECENSIONE: SE FOSSI UN ANGELO – ALICE PABA

alice paba

Alice Paba potrei definirla una piccola cantautrice contro la diffidenza.
Se Sanremo è spesso la prova del nove per un artista, si può immaginare cosa sia stato per Alice Paba! E già, perché la giovanissima cantautrice vi è approdata quest’anno subendo da subito una gogna mediatica che non l’ha salvata dalla domanda più fastidiosa possibile e cioè: “Alice chi”? La cosa più antipatica è stata indubbiamente quando a fare questa domanda erano i giornalisti di settore, coloro i quali sapevano benissimo chi Alice fosse, ma che per mantenere uno status quo intellettualoide era più conveniente far finta di non sapere.

Alice è l’ultima vincitrice del depennato talent targato Rai The Voice of Italy; un talent con un successo televisivo non trascurabile ma completamente fuori fuoco nel produrre e sostenere talenti che potessero percorrere un periodo, anche breve, nella realtà radio/discografica italiana. Ma non è per quella vittoria che Alice è finita nei big, ma per il duetto propostole da Nesli che di Alice condivide la produzione ( griffata Brando ); e Nesli certo non ha da scusarsi se accede ai big. Tre album consecutivi in top 10 , di cui uno al n°1, oltre che una partecipazione a Sanremo già all’attivo, vorranno pur dir qualcosa, no?

Adesso però finita la scorpacciata delle sette note in tv, ecco che arriva la vera prova del nove: il primo album. Alice Paba è infatti fuori col disco Se Fossi un Angelo che, s’intenda, nulla ha a che vedere con la nota canzone anni 80 di Lucio Dalla. L’album, infatti, a dispetto solitamente dei primi lavori dei ragazzi dei talent, ha al suo interno una sola cover, quella Toxic, che ancora oggi regala alla sua interprete, Britney Spears , un vero perché essere ricordata, numeri a parte. Qui Alice ne fornisce una versione chitarra e voce, probabilmente più vicina alla sua vera matrice che non è quella tutta computer, elettronica e mugolii che abbiamo conosciuto. La voce sottile della Paba prende spessore e rivela una personalità che l’avvicina ad artiste con approcci più rock, tipo una dimenticata Alannah Miles… eh, quella di Black Velvet che se non ricordate o conoscete mica sarà colpa mia?

Poi un’altra analogia per titolo potrebbe essere La Verità, ma anche qui non siamo di fronte ad una cover di Marcella Bella del 1986, ma ad un easy pop con parvenze 60’s, che almeno in apertura ricordano molto Non ti Scordar Mai Di Me di Giusy Ferreri che però poi migrano altrove, verso un inciso corale, funzionale e ficcante, adatto per un video estivo. Ed ancora Immobile ( e ma allora è un vizio!!! ) che non è quella di Alessandra Amoroso di cui Alice non ha nulla né in bene né in male; non è incline ad essere melensa e filolacrimosa ma, per lei ahimè, non ha nemmeno la stessa forza espressiva, piaccia o no. In questo caso, per giocare col titolo, la sua di Immobile è molto meno “immobile” o per lo meno rende meno immobile chi l’ascolta, con le sue chitarre guida e riprese vocali d’inciso che ben navigano sulle intenzioni orchestrali, che sono però solo intenzioni rese poi in studio. Mentre Ho Solo Me incalza con ritmo e spinte in falsetto, Te Lo Leggo Negli Occhi è frizzante apertura che fa tanto clima “amica con chitarra che canta” su prati a primavera, mentre tu scacci infastidito via le mosche dai panini che stai cercando di preparare, e poi apre l’inciso e decidi che non te ne frega niente dei fastidiosi insetti e ti fermi ed ascolti.
Il duetto sanremese Do retta a Te con Nesli è l’unica concessione all’abbandono del ritmo ed è paradossalmente forse per Alice il brano meno centrato; Nesli è troppo se in quella canzone e forse anche la resa in gara sarebbe stata diversa se l’avesse presentata da solo. E adesso dopo Sanremo e con questo Se Fossi un Angelo sul mercato, per Alice Paba il tassello ultimo è piazzato, il passo compiuto; non si potrà più fare finta di non conoscerla e questo è un bene.
Certo siamo di fronte ad un disco leggero, non ad un miracolo di stile, ma che, tutto sommato, è proprio il disco giusto per una diciannovenne che si scrive da sola molte canzoni ed a cui, attraverso quelle adesso spetta crearsi una credibilità importante. Di certo merita incoraggiamento.

BRANO MIGLIORE: Immobile
VOTO: 6+

TRACKLIST

1. Te Lo Leggo Negli Occhi
2. Do Retta A Te (Nesli ft. Alice Paba)
3. Se Fossi Un Angelo
4. Aspetto Ancora Un Po’
5. Non Voglio Cadere Più
6. Ho Solo Me
7. La Verità
8. Immobile
9. Toxic

 

  Fabio Fiume nato a Napoli dove vive e lavora. È giornalista, critico musicale per le pagine del Roma, lo storico quotidiano campano. Contemporanemente ha scritto per diverse testate web, come Fegiz Files, Riserva Sonora, Donne e Manager di Napoli ed il glorioso Festival Blogosfere, a cura di Alessandra Carnevali che lo scelse personalmente come valida spalla al suo seguitissimo blog. Contemporaneamente scrive e conduce da 7 anni diverse rubriche per il Light MEGAzine, programma varietà di punta della milanese Radio Hinterland e con il cast della trasmissione, conduce tre edizioni della stessa da Sanremo in occasione del Festival ed un'edizione di Rozzano in Festa. Dopo altre esperienze live nel napoletano approda quest'anno alla gloriosa radio campana Club 91 come co-conduttore, nonché autore di Week end 91 - Qui c'è Musica