Loredana Berté – Liberté – Recensione

Loredana Berté

Loredana Berté, quando la storia dal passato trova la porta giusta per tornare e scrive nuove pagine nel presente… questo è Liberté, il nuovo disco di un’autentica icona della musica italiana.

Quando una leonessa torna a ruggire, a difendere i suoi fans storici, ansimanti per un disco d’inediti arrivato dopo ben 13 anni ed al contempo raccogliendone di altri tra le nuovissime generazioni, nuovi cuccioli, grazie alle sonorità al passo coi tempi e ad una grinta che non sono abituati a riconoscere nelle nuove leve della musica al femminile, allora non c’è che da inchinarsi e rendere omaggio.

E’ tornata quindi Loredana Berté e anche stavolta si è fatta attendere; perché questo Liberté , che gioca intelligentemente col suo nome, era in lavorazione da tempo, da qualche Sanremo sfiorato, dalle annunciate collaborazioni con altri artisti che lo lasciavano presupporre in arrivo, fino a quella che vedeva l’amica Fiorella Mannoia alla produzione, e di cui però non si hanno più tracce. Adesso era però davvero impossibile non uscire più, dopo il successo strepitoso con i Boomdabash per quella Non Ti Dico No che ha contribuito non poco all’accrescere della fama dell’artista calabrese tra le generazioni senza peli né sulla faccia né altrove ed allora eccolo Liberté, che vanta la produzione di uno degli ultimi re mida dei lavori in studio, Luca Chiaravalli, ed un parterre di autori di grande peso specifico, da Piccoli a Ilacqua, dal sempre più ricercato Gerardo Pulli, all’incontestabile Gaetano Curreri, fino al rinnovato connubio con Ivano Fossati, che torna a scrivere per Loredana dopo quasi 35 anni.

E scrive anche Loredana ed il risultato è un lavoro che le sta il meglio possibile sulla pelle, la pelle di un’artista che oggi, come vezzo, ha una lunga chioma blu e labbra grandi di cui non aveva bisogno, ma nell’essenza è una signora che fa musica, che la vive, che la sente, da cui si lascia trapassare per renderla carica di quella passionalità che solo chi ha vissuto tanto può donare. E non si risparmia, dona e dona ancora e la cosa arriva chiara sia in un brano leggero ed estivo, tormentone quale la già citata Non Ti Dico No, o nel racconto di rinascite dai momenti bui e nuove scivolate, convogliate tutte nella bella ed energica Babilonia, inspiegabilmente bocciata allo scorso Sanremo. Si sente una forte carica emozionale in Anima Carbone in cui Loredana trascina la sua anima scura, che non ha bandiere, ma ha la fortuna di somigliare ancora a se stessa; bellissima l’esplosione dell’inciso, in cui la vita non è soltanto una battuta divertente, concetto direi inopinabile.

C’è puzza di blues in Tutti in Paradiso, che Loredana cavalca con una padronanza che è questione di colori, sfumature di una voce che sa proporre al meglio le più svariate tematiche ed uno stare sul tempo irregolare, che però non immagineresti reso meglio in maniera diversa. Il singolo Maledetto Luna-park ha il groove giusto per impressionare le radio ed è il sapiente punto di congiunzione tra il brano leggero dell’estate, che camminava su binari che ricordavano E la Luna Bussò e la title track Liberté che è invece affermazione di se stessa su uno scorrere melodico che è molto più vicino ad un altro suo cult, Dedicato; si tratta però non di copie riaggiornate e rivitalizzate ma di semplici sensazioni, nostalgiche assonanze che però poi vanno da tutt’altra parte. E la luna corre ancora tra le liriche scritte o cantate da Loredana, qui presente anche in Gira Ancora dove se mi stringi la mano accetto pure questa vita mia tra chitarre che suonano massicce, senza concessioni a modalità più pop, come a gridare che qui si fa rock e basta!

Con Liberté c’è una nuova bandiera nella carriera di Loredana Berté, un nuovo momento che merita di essere ricordato, che forse non farà storia come classici del passato, ma solo perché sono cambiati i tempi e sembra proprio che la storia non possa più passare per la musica, altrimenti, in questo lavoro ci sarebbero almeno un paio di episodi che concorrerebbero a questa possibilità.

BRANI MIGLIORI: Anima Carbone / Babilonia / Gira Ancora
VOTO: 8/10


TRACKLIST

01. Intro
02. Libertè
03. Maledetto luna-park
04. Babilonia
05. Una donna come me
06. Messaggio dalla luna
07. Anima carbone
08. Tutti in paradiso
09. Davvero
10. Gira ancora
11. Non ti dico no
12. Outro

 

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.