LO STATO SOCIALE – PRIMATI – RECENSIONE

Lo stato Sociale

Iniziamo a recensire gli album del Festival di Sanremo 2018 con l’album de Lo Stato Sociale, Primati, un best of anomalo per cui se siete pigri con questo disco avrete un modo veloce per conoscere un sunto della carriera del gruppo rivelazione di questo Sanremo 2018.

Sono stati senza dubbio alcuno una serie di sensazioni completamente diverse per l’ultima edizione del Festival di Sanremo, riuscendo ad evolvere in appena un passaggio televisivo dal punto interrogativo che albergava sulle facce del 90% del pubblico mainstream che in genere guarda il festivalone, al sorriso della scoperta di qualcosa da parte dello stesso, che in realtà già esisteva e non da poco, ma che pigramente s’ ignorava.

Certo il passaggio al Festival con Una Vita In Vacanza un po’ di terreno lo ha ceduto a favore della popolarità, ma nemmeno poi tanto e tutto sommato è giusto pure così, perché in fin dei conti a tutti fa piacere uscire dalle nicchie per approdare alle tavole imbandite a festa senza criterio di risparmio. E loro forse nemmeno ci credevano di sedersi a quella tavola, tanto che lo raccontano pure in Sono Così Indie 2018 ( rifacimento di un loro brano del 2012 ) che difatti prende in giro tutte le voci che puntualmente si scatenano quando esponenti delle minoranze fanno cose ritenute commerciali. Tradimento… gridano spesso i fans della prima ora!

Adesso dopo l’abboffata televisiva, che scommettiamo però non si fermerà qui, arriva l’album Primati che in realtà è una sorta di best of, composto di 13 brani raccolti dai precedenti lavori più 4 inediti, per far conoscere non solo l’attuale ma anche parte della propria produzione che i più ignorano. Sono ancora calde Buona Sfortuna, che è la fiera voglia di non augurare ipocritamente il bene a chi ci ha lasciato e se n’è andato, Amarsi Male che ricorda un po’ la “scanzonatura” dei primi Velvet, Niente Di Speciale e Eri Più Bella Come Ipotesi, dal titolo che meriterebbe plauso a parte, estratte dal loro Amore, Lavoro e Altri Miti Da Sfatare che meno di un anno fa s’è arrampicato fino al n° 3 della classifica dei più venduti della settimana secondo Fimi che raccoglie e fornisce i dati ufficiali.

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Non può mancare C’Eravamo Tanto Sbagliati sorta di fanculo dedicato a tutti quelli che non approviamo, da chi rompe i coglioni ma non li mette mai sul piatto, a chi non vota mai e ti dà sempre un voto, fino a chi all’estero è tutto meglio e lo trovi sempre qui a lamentarsi.

Atmosfere reggae in La Musica E’ Una Cosa Seria e farciture di suoni elettronici in Abbiamo Vinto La Guerra che profuma di Rino Gaetano, rivisto e corretto con un sound più consono agli anni ’10; e non manca l’eloquente Mi Sono Rotto Il Cazzo che forse solo nelle nicchie lo puoi dire con soddisfazione, così come dare della stronza alla speranza.

Insomma Lo Stato Sociale è davvero tante cose e questo Primati è probabilmente la maniera più veloce per conoscerle tutte col minimo sforzo, imparando però magari ad essere più curiosi e cercare, senza aspettare che sia Sanremo a darci lo stimolo. Così ci si perde tante cose ed è peccato mortale!

BRANI MIGLIORI: Sono Così Indie 2018 / Buona Sfortuna
VOTO: 7


TRACKLIST

1. Una Vita in vacanza
2. Sono così indie 2018
3. Fare mattina
4. Facile feat Luca Carboni
5. Buona sfortuna
6. Eri più bella come ipotesi
7. Amarsi male
8. Niente di speciale
9. Io, te e Carlo Marx
10. In due è amore in tre è una festa
11. C’eravamo tanto sbagliati
12. La Musica non è una cosa seria
13. Abbiamo vinto la guerra
14. Mi sono rotto il cazzo
15. Quello che le donne dicono
16. Amore ai tempi dell’Ikea
17. Pop


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  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.