"L'ATTESA" GIUSY FERRERI – Recensione

lattesa

Torna dopo tre anni dall’ultimo disco, Giusy Ferreri passa per il Festival di Sanremo giocandosi una doppietta di brani scritti da Roberto Casalino, autore in passato dei suoi maggiori successi discografici tra cui “Non ti scordar mai di me” su tutti, che la lanciò “ a bomba” nelle vette delle classifiche raggiungendo traguardi da sogno per una qualsiasi artista emergente italiana.

Sono seguiti anni e album poco efficaci e convincenti lasciando intuire poche idee e forse troppa fretta di pubblicare ad ogni costo, sacrificando la purezza e la naturale inclinazione di un percorso musicale definito.

L’attesa” è dunque servita a chiarirsi le idee, cercare nuovi stimoli, riposizionarsi; Per l’occasione Giusy si è avvalsa di una nuova squadra di tutto rispetto che annovera tra i suoi componenti oltre al già citato Casalino, nientemeno che Linda Perry (4 Non Blondes), il produttore israeliano Yoad Nevo e la supervisione artistica di Michele Canova.

Le aspettative, viste anche le premesse, erano piuttosto alte e si attendeva il disco della consacrazione di Giusy, per identità e stile, finalmente tra le interpreti “che contano” nella musica italiana. I risultati convincono solo a metà, nel senso che le undici canzoni (dodici con la bella traccia nascosta “Ho ucciso il diavolo”) alternano momenti cantautorali di alto livello (“Ti porto a cena con me”, “Nessuno come te mi sa svegliare”) a brani più deboli come “Neve porpora” e “Victoria” che fanno fatica a compiersi sia musicalmente che nei contenuti appiattendo un po’ l’atmosfera dell’album.

Nota di merito e unica vera sorpresa è “La bevanda ha un retrogusto amaro”, originale omaggio alla new wave italiana degli anni ottanta che affronta temi importanti come lo stupro ed il consumo di droghe senza cadere nei classici luoghi comuni, e arricchendo di contro, il repertorio più “impegnato” della cantautrice.

Tuttavia c’è da apprezzare lo sforzo e il coraggio di aprirsi a contenuti “diversi” per il panorama mainstream italiano anche se forse quello che manca ancora, è un’ulteriore ricerca stilistica per Giusy, che possa finalmente consolidare la sua già vistosa ed interessante personalità musicale che come in questo caso si lascia apprezzare ( e tanto ) solo in determinate occasioni.

MIGLIOR CANZONE: “LA BEVANDA HA UN RETROGUSTO AMARO”
VOTO: 6,5/10

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  Sono nato a Roma nel 1987, ed è qui che ho deciso di tornare dopo qualche anno di vagabondaggio per studio e lavoro. La musica è la mia passione vera; da sempre ho avuto l’esigenza di ascoltare, scoprire ed esplorare generi ed artisti diversi. La mia vena critica e quella polemica mi hanno portato su All Music Italia dove recensisco i dischi italiani in uscita più interessanti.
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