IO SONO – PAOLA TURCI – RECENSIONE

Cover Turci_Io sono

Reinventarsi a cinquant’anni, di cui trenta sotto i riflettori, si può: Paola Turci ha attraversato indisturbata gli ultimi tre decenni della musica leggera italiana costruendo un repertorio variegato e trasversale, attingendo dal pop al rock passando per la canzone d’autore; il tutto mantenendo di base una forte coerenza che le ha permesso di imporsi al grande pubblico in maniera credibile e longeva:

Io sono è il titolo del singolo, scritto da Francesco Bianconi, che lo scorso 20 marzo ha riportato Paola in radio a tre anni di distanza dall’ultima prova discografica. È anche  il titolo di  un album, il sedicesimo della produzione della cantautrice romana, che esce domani e segna l’inizio di un nuovo percorso musicale raccogliendo in un’unica soluzione passato,  presente ed uno sguardo al futuro. Io sono è un’antologia speciale composta da tre inediti e dodici successi reinterpretati con un’attitudine tutta nuova ed affascinante. Qualcosa del genere era già successo qualche anno fa con un esperimento analogo nel disco live Stato di calma apparente, in cui brani noti dal passato vennero completamente stravolti e vestiti di atmosfere nuove tendenti al rock ed al cantautorato, dando linfa nuova ad un repertorio che qualche anno prima aveva raggiunto il successo popolare. Stavolta Paola decide di andare ancora oltre e toglie tutto:  le canzoni tornano all’origine, sostenute dalla voce, i silenzi e poco altro. Vi sembrerà di non aver mai ascoltato prima canzoni come Mani giunte, Bambini o Questione di sguardi eppure sono tutte li, nella vostra memoria neanche troppo a lungo termine. Le versioni rielaborate di questo album lasciano senza fiato, con l’urgenza di riavvolgere e riascoltare tutte le impercettibili sfumature che saltano fuori ad ogni ascolto.Volo così apre il disco con un atmosfera lunare e la sola voce di Paola come protagonista ricreando un atmosfera ipnotica che da subito scatena la voglia di scoprire il resto, che non è certo meno sorprendente: dalla manipolazione elettronica di una solenne Dimentichiamo tutto alla malinconica ed acustica  Mi manchi tu, passando poi per un arrangiamento morbido e misurato di  Ringrazio Dio, uno tra i momenti più riusciti.

Questa non è una canzone e Quante vite viviamo sono la parte realmente inedita di questo disco e svelano l’evoluzione di Paola autrice (in collaborazione con Pippo Kaballà) sempre più consapevole ed elegante a giocare con raffinate metafore e giri di voce.

Io sono è un disco intenso, personale e concreto, sicuramente meno immediato di certi episodi del passato ma  sorprendente al contempo sia per i fans storici di Paola sia anche per chi deciderà di scoprire per la prima volta la storia ed il talento di una tra le più grandi voci d’Italia.
Complimenti a Paola Turci. Brava, brava e ancora brava.

CANZONE MIGLIORE:  VOLO COSÌ

VOTO: 8.5/10

  Sono nato a Roma nel 1987, ed è qui che ho deciso di tornare dopo qualche anno di vagabondaggio per studio e lavoro. La musica è la mia passione vera; da sempre ho avuto l’esigenza di ascoltare, scoprire ed esplorare generi ed artisti diversi. La mia vena critica e quella polemica mi hanno portato su All Music Italia dove recensisco i dischi italiani in uscita più interessanti.
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