IL MIO DOMANI – MARCO ROTELLI – RECENSIONE

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Un po’ come si faceva negli anni 80, con uscite di diversi 45 giri nello spazio di oltre un anno, conditi da diverse apparizioni televisive, con sopraffina intelligenza, la produzione di Marco Rotelli ha deciso di presentarlo al pubblico nello stesso modo; certo sono cambiati i tempi ed il 45 giri è stato sostituito da file digitali e le apparizioni televisive da video musicali, magari low budget, ma pur sempre utili alla causa. E così da oltre un anno il bel ragazzotto milanese, cantautore pop di belle speranze, ha trovato il modo di entrare nell’etere radiofonico con diversi singoli e divenire familiare, prima di approdare alla mai facilissima “missione primo album” , che esce il 27 di Novembre ed a cui ha dato l’emblematico titolo di Il mio domani, come il primo singolo che un anno fa gli ha aperto la strada. E come sarà il domani di Rotelli?

Ascoltando il disco, di cui frattempo ben 4 tracce sono state promozionate, ed una quinta, Mille volte me, è in uscita proprio in questi giorni a supporto dell’album, vengono confermate si le belle speranze, anche se non si ha la sensazione di un passo in avanti netto che porti ad un quadro ben preciso. Di certo Marco ha nozioni pop molto forti che rendono il suo metodo di scrittura scorrevole e ben strutturato; tuttavia mancano quelle aperture, quelle peculiarità che mostrino un’unicità, che lo rendano diverso da altri prodotti pop, che faccian si che non appaia, per l’appunto, un prodotto, ma un artista completo.

Eppure ci sono tre episodi in questo disco molto buoni, quelli che fanno appunto sperare bene per il suo domani; uno di questi, è proprio la title track e primo singolo. In essa si sente l’esigenza di comunicare che può avere un ragazzo giovanissimo, soprattutto se, come si descrive lui, viene fuori da un’adolescenza introspettiva e fatta più di timidezze che di certezze. La musica è stata forse la cura di Marco ed Il mio domani lo sfogo. Pollice in su anche per il nuovo singolo, la già citata Mille volte me, dotata un inciso potente, appoggiato su un testo che di sicuro non potrà non colpire le persone che hanno il cuore ferito e che sperano di sentirsi ammettere: “meriti qualcuno che sia mille volte me“. La parte da leone è però affidata a Corro distratto, introspettiva, emozionale ed ombrosa, con un bridge chitarristico inaspettato nel contesto ma riuscitissimo ed un’ esplosione vocale nell’inciso che ricorda, come intenzione interpretativa, il Tiziano Ferro di Imbranato, che forse rappresenta nella carriera di quello che è il nostro più grande cantautore pop degli anni 2000, lo snodo che permise anche ai puritani della buona musica italiana, di non ascoltarlo più pensando a lui come un cantante per teen ager. Se usato come singolo Corro distratto potrebbe rappresentare la stessa cosa per Rotelli, anche perché il resto si muove su standard soliti, non malvagi, ma come si diceva prima nemmeno esclusivi. Ad esempio in La canzone più bella del mondo, Tiziano non è più un’intenzione interpretativa ma un rischio paragone da cui si esce malconci, fosse solo per la padronanza delle note gravi che il cantautore pontino ha come punto forza del suo cantato e che qui…
Aspettare, altro inedito del disco, ricorda vocalmente un Umberto Tozzi giovane, su arrangiamenti power con batteria in bella esposizione, mentre in Vivi, già edita, gli echi di Nek sono evidentissimi. Il duetto Fermeremo il tempo con Deborah Iurato, per quanto ben accolto dalle radio, forse pure per la nota duettante, è però paradossalmente il pezzo più debole, solito, vetusto, con un retrogusto novanta che non avrebbe stonato nel repertorio di Franco Fasano e Flavia Fortunato, già duettanti all’epoca, ma con la differenza che loro negli anni 90 erano giovani.

Insomma Il mio domani è una prova che muovendosi tra qualche buon alto e qualche non troppo basso, rende più che accettabile l’ingresso di Marco Rotelli nel mondo della musica italiana; uno su cui poter puntare il dito come scommessa, come si fa la domenica alla Snai, sperando che non cada però come a volte fanno certe basi, tipo la Juventus sconfitta in casa dall’Udinese alla prima di campionato o il Milan che ne prende 4 in casa dal mio Napoli. Chi lo avrebbe mai creduto alla vigilia?

BRANO MIGLIORE: Corro distratto
VOTO: 6 e mezzo/10

TRACKLIST: 

1) Il Mio Domani
2) Fragile
3) Fermeremo il tempo (feat Deborah Iurato)
4) Mille volte me
5) Aspettare
6) Vivi
7) Corro distratto
8) Quel brivido che sale
9) La Canzone più bella del mondo
10) Parlami… cercami

  Fabio Fiume nato a Napoli dove vive e lavora. È giornalista, critico musicale per le pagine del Roma, lo storico quotidiano campano. Contemporanemente ha scritto per diverse testate web, come Fegiz Files, Riserva Sonora, Donne e Manager di Napoli ed il glorioso Festival Blogosfere, a cura di Alessandra Carnevali che lo scelse personalmente come valida spalla al suo seguitissimo blog. Contemporaneamente scrive e conduce da 7 anni diverse rubriche per il Light MEGAzine, programma varietà di punta della milanese Radio Hinterland e con il cast della trasmissione, conduce tre edizioni della stessa da Sanremo in occasione del Festival ed un'edizione di Rozzano in Festa. Dopo altre esperienze live nel napoletano approda quest'anno alla gloriosa radio campana Club 91 come co-conduttore, nonché autore di Week end 91 - Qui c'è Musica

  • pietro paolo parisi

    banalita’ a go go… aiutooooooooooooooooooooo!!!!