DAVIDE MOGAVERO – DAVIDE MOGAVERO – RECENSIONE

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Tragitti, percorsi, soste, ritorno al punto di partenza e da esso, nuove attese per ripartire, appunto, semmai più carichi di prima. Nel percorso artistico del giovane Davide Mogavero c’è già tutto questo; partito una manciata di anni fa come interessante promessa non ancora diciottenne, alla corte di una signora della musica, quale Mara Maionchi, che in X-Factor l’aveva scoperto, guidato e voluto, dopo un primo album passato pressappoco inosservato è tornato alla vita di tutti i giorni, pur senza mai abbandonare speranze e sogni, che con caparbietà lo hanno difatti portato ancora una volta ad accedere ad un talent proprio quest’anno, ovvero Amici di Maria De Filippi. Poco importa se l’esperienza stavolta è stata molto più breve ( Davide è uscito alla prima puntata del serale ) perché esserci ha significato una nuova visibilità e una nuova energia lavorativa insieme al suo produttore, Francesco Migliacci, figlio del leggendario Franco ( che ha scritto per chi non lo sapesse Nel blu dipinto di blu, tra altre 1000, mica robetta!!! ) ed avere così l’occasione di un secondo album, uscito a Giugno ed intitolato semplicemente con il suo nome.

Nel lavoro Davide si mette alla prova anche come autore, mostrando una buona padronanza dei linguaggi melodici del pop, che grazie soprattutto alla caratteristica voce sabbiata, ampliano a sensazioni rock, mai sufficientemente percorse, ma per lo meno intese. Ne è esempio il singolo d’apertura C’è ancora tempo , dove la spinta dell’inciso, rafforzato anche da un corposa ripresa vocale, mostra quale potrebbe essere la strada più giusta da percorrere, a livello di stile, dal giovane cantautore. Buoni anche i sapori acustici che emergono a metà tracklist, tra l’italiana Vorrei essere libero e l’internazionale By the gate, che raccoglie ispirazione da un cantautorato british molto in voga negli ultimi anni. Restano però solo intenzioni, perché alla fine si preferisce camminare lungo sentieri ritenuti più giusti per il pubblico a cui Mogavero, in teoria, si rivolge, ovvero gli adolescenti. E così ci si ritrova in brani che hanno buone aperture melodiche, come l’inciso di Un maledetto attimo (consigliato dal sottoscritto come prossimo singolo), da cantare coi finestrini aperti di corsa verso il mare, nonostante non sia propriamente allegra come tema, o in ballate pensierose per giovani amanti che si arrovellano nei loro retropensieri, come nel caso di Una storia d’amore dove: “mentre noi litighiamo, gli altri fanno l’amore“. In Amore svegliami si cade un po’ nell’ovvio della relatività, dell’ogni minuto che potrebbe essere l’ultimo e di stelle che qualcuno guarda ed altri afferrano. Ma se la cosa è perdonabile ad un giovane come Davide, magari ad una produzione più navigata di certo no. Davide Mogavero, il disco, è un discreto biglietto da visita per Davide Mogavero, l’artista, che, forte anche di una bella faccia e di buona presenza scenica, può davvero avere ancora concessione di tempo per crescere ed ampliare i propri punti di forza, magari tralasciando universi più comodi; ecco, forse sarebbe stato meglio non intitolare questo disco a proprio nome, perché il limite è che si intuisce che il mondo di Davide non sia proprio questo e se è vero che camminando per strade asfaltate è difficile prender botte, vuoi metter con l’adrenalina che ti arriva da un percorso più sterrato? Tentare, tentare perché il talento c’è tutto!
BRANO MIGLIORE: Vorrei essere libero
VOTO: 6-

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.