ADESSO – EMMA – RECENSIONE

Emma_Adesso_cover_b

Ti va di recensire il nuovo album di Emma?“. La domanda del direttore mi ha lasciato un po’ spiazzato, in quanto prima d’ora non avevo mai recensito un disco per il sito e soprattutto, non un disco di Emma. Credo sia giusto fare questa considerazione perché spesso ho espresso negatività nei confronti della carriera e delle scelte della cantante uscita da Amici di Maria De Filippi.

Tuttavia, è giusto togliersi di dosso tutti i pre-concetti e i pre-giudizi. Occorre ascoltare il disco senza farsi condizionare dall’idea sull’approccio caratteriale della cantante o dall’opinione scomoda su Arriverà l’amore, con quel fin troppo evidente riferimento musicale a Gianna Nannini, musa mai nascosta della Marrone. Beh, ci ho provato, anche perché a dirla tutta Occhi profondi ha subito conquistato il mio apprezzamento, ed è stato spesso da me definito il miglior singolo lanciato dalla cantante.

Adesso si presenta come l’album della svolta di Emma? Sì e no. Sì, perché è il primo album in cui si mette in gioco a pieno come produttrice, no perché credo lo sia già stato Schiena, progetto che ho davvero molto apprezzato musicalmente e che ogni tanto continuo ancora oggi ad ascoltare.

I fiumi di parole e le molteplici dichiarazioni sulla “ricerca del suono” non sono stati spesi a caso. Nell’album, registrato, mixato e masterizzato tra Milano, Roma, Londra e New York, è evidente l’attenzione che sia stata data ai suoni, al modo in cui la voce di Emma cambia in base al pezzo che sta cantando, al conferire l’atmosfera giusta ad ogni brano, caratteristica importante e a mio parere del tutto assente in Oltre, A me piace così e Sarò libera.

Un album in cui, nonostante la veste di produttrice al fianco di Luca Mattioni, Emma ha messo poco la penna su carta… e va bene così. Lo fa al 100% nel brano che apre il disco, Adesso (Ti voglio bene), che ammetto essere uno di quelli che mi ha meno colpito, lo rifa in parte anche in Per questo paese e Il paradiso non esiste. L’aver messo assieme un team di autori diversi tra loro dà al disco la giusta varietà, senza risultare troppo monotono o ridondante.

Non è un album musicalmente spiazzante o particolarmente innovativo per il suo repertorio, anche se in alcuni pezzi traspare la voglia di ricercare nuove soluzioni. Emma non abbandona lo stile che l’ha fatta conoscere al pubblico e l’ha resa una delle giovani artiste di maggior successo in Italia negli ultimi anni. Di certo è un disco convincente, molto orecchiabile e commerciale, termine che non uso affatto in termine dispregiativo. Inoltre, si evince in tanti brani una maggiore sensibilità interpretativa.

A leggere gli autori spicca senza dubbio il nome di Giuliano Sangiorgi, che ha donato alla cantante la vivace quarta traccia Facciamola più semplice. Il sound tipico dei Negramaro si fa vivo tant’è che, nonostante il timbro dell’autore e quello dell’interprete siano quasi agli antipodi, è facile immaginare Sangiorgi cantare la canzone. Anche nel testo ci sono delle formule che ricordano molto la discografia della band: “Non fissarmi negli occhi ma guardami in modo più semplice, non scagliarmi parole che non mi saprei più difendere“.

L’emozione si fa viva in Quando le canzoni finiranno. Ammetto che nel ritornello e nello special mi è tornata in mente parte della riconoscibile e molto urlata produzione dei Modà, in ogni caso la canzone riesce nell’intento di colpire con un’interpretazione straziante: “Quando le canzoni finiranno, che cosa ne faremo di tutto quanto il nostro amore?“.

Bella l’orchestrazione in Finalmente (con la firma di Giovanni Caccamo, vincitore di Sanremo Giovani 2015), tuttavia il brano risulta troppo anacronistico, così come In viaggio, dei fratelli Verrienti. Entrambi non avrebbero sfigurato nella metà classifica di un Sanremo a cavallo fra anni ’90 e 2000, ma all’interno del disco danno troppo l’impressione di filler. Soprattutto nel primo brano citato, la voce di Emma, molto delicata nelle strofe, diventa poi fin troppo sguaiata.

Sorprendente e travolgente Io di te non ho paura. Il pezzo più bello dell’intero disco, e una delle punte della carriera della cantante, con un arrangiamento da lodare, sospeso fra la tradizione melodica italiana ed efficaci accenni al mercato internazionale e alle sonorità anni ’80. L’interpretazione di Emma è carica e perfettamente in linea con il messaggio del brano, una donna che si libera dalle catene della dipendenza ed è pronta a vivere la sua vita con dignità e voglia di rifarsi: “Io di te vorrei sapere in cosa sai mentire, tu di me non avrai mai segreti da scoprire (…) Tu di me hai queste spalle, io di te ho la tua schiena, io di te ho tramonti di città che non ci vedono, tu di me cancelli quegli orari che non servono“. Pazzia non farlo uscire come prossimo singolo.

La delusione più grande deriva da Per questo paese, il brano che più attendevo in quanto firmato da Amara, artista conosciuta a Sanremo Giovani 2015 e fautrice di uno dei dischi cantautorali più belli e veri di quest’anno. Composto a otto mani con la stessa Emma, Giuseppe Anastasi e Cheope, sembra quasi presentarsi come una parte seconda di Non è l’inferno. Il tema sociale, l’amore senza barriere per la propria Italia martoriata, sconfina a suon di rime baciate nel populismo quasi fastidioso: “L’amore per questo Paese è più forte di tutte le offese, anche quando non vanno le cose la speranza profuma di rose“.

Dopo l’ottima prova di Schiena, la bellissima title-track del precedente disco, Alessandra “Naskà” Merola si riconferma autrice che sa raccontare alla perfezione l’Emma in bilico fra dolcezza e forza con Argento adesso e Che tu sia.

In un’ipotetica classifica, Argento adesso si posizionerebbe senza dubbio al secondo posto. Non paragonabile a quanto già pubblicato dalla cantante, è un pezzo musicalmente molto suggestivo che parla senza volgarità di un incontro carnale. L’arrangiamento trasmette allo stesso tempo carica erotica e voglia d’amore, con delle liriche molto dirette: “Io entro adesso, facendo piano e ricoprendoti d’argento (…) Ho la tua carne che si incolla addosso e le mie gambe che non trovano un intreccio per scoprirti da lenzuola che sanno di adesso“.

In Che tu sia colpiscono le metafore vigorose ma poetiche: ” Che sia tu a cercare le parole, che io a stento stringo in bocca, per sfinirle e darle via (…) Perché qualunque vento porterebbe tra le braccia sue questo gran delirio“. Consiglio alla Marrone di lavorare ancor di più con la Merola, e di inserire più brani con la sua firma nel prossimo disco, perché a mio parere è la firma che più fa “quadrare il cerchio” nei suoi progetti.

Echi della Loredana Bertè più naif ne Il paradiso non esiste, canzone che la stessa Emma definisce il suo ideale di perfezione sonora. Senza dubbio si nota la volontà di curare nel dettaglio, e sebbene non sia la punta di diamante della tracklist, il brano si fa ben ascoltare, con un piacevole testo in cui si rivendica la necessità di farsi da soli perché “Il paradiso non esiste, esistono solo le mie braccia in questo piccolo mondo di oggi“.

La coppia Nicco-Carlo Verrienti migliora nel pezzo che chiude il disco, Poco prima di dormire, il cui testo sembra scritto dalla stessa Emma. Racconta d’altronde la sua vita, specialmente gli ultimi anni vissuti senza sosta, la carriera, il successo, i momenti di cedimento e le soddisfazioni. I riferimenti diretti al proprio vissuto le permettono di dare enfasi alla canzone e di tirare le prime somme esistenziali: “Poco prima di dormire ho pensato alle parole di mio padre. Fin da quando son partita vedo ovunque il suo riflesso che accompagna la mia vita / Per sentirmi viva io devo sempre sprofondare, lentamente risalire / Poco prima di dormire ho rivisto delle foto, un ritaglio di giornale dove forse valgo poco, ma in fondo è anche questo il gioco“.

BRANO MIGLIORE: Io di te non ho paura
VOTO: 7/10

TRACKLIST:

1) Adesso (Ti voglio bene)
2) Occhi profondi
3) Quando le canzoni finiranno
4) Facciamola più semplice
5) Finalmente
6) Arriverà l’amore
7) In viaggio
8) Io di te non ho paura
9) Per questo paese
10) Argento adesso
11) Il paradiso non esiste
12) Che sia tu
13) Poco prima di dormire

  Laureando in giornalismo, cantante per vocazione, responsabile Officina del Talento qui su All Music Italia, speaker per Radio Stonata, redattore per Eurofestival News. Un ragazzo multitasking direbbero gli inglesi, poiché non riesco a fare una sola cosa in un solo momento. Sento l’esigenza inconscia di incasinarmi la vita con troppi impegni nel mondo della comunicazione e tutti rigorosamente legati alla musica. Vivo costantemente alle prese con file mp3, video Youtube, status su Facebook, hashtag su Twitter, post nei forum. Ma appena possibile stacco il cervello, butto due cose in valigia e parto alla scoperta del mondo.
segui su:

  • Mary

    Emma è una cantante fin troppo sopravvalutata e finisce sempre cosi in un paese poco meritocratico. Cosa ha di originale Emma? Copia spudoratamente la Nannini, non ha ancora uno stile personale malgrado dieci anni di carriera, propone la solita solfa. Eppure di bravi cantanti innovativi ne e’ pieno il paese ma nn vengono calcolati dalle radio malgrado il talento xke non hanno spintarelle. Ma che si ritiri sta copiona..ha anche una pessima voce.