Officina del Talento: MENESTRO

menestro

Questa settimana siamo felici di accogliere nella nostra Officina del Talento un cantautore che, come si suol dire, “si è fatto tutto da solo”. Non saremo noi a presentarlo, lasciamo che si racconti lui…

Il mio nome è Luigi Fiore, in arte MEnestro, e sono un cantautore.
Mi piace definirmi come un paroliere introspettivo e un musicista sanguigno.
Ho iniziato la mia avventura nella musica a undici anni, a dodici ho scritto la mia prima canzone ed ho capito che era una cosa che amavo e volevo fare.

Dopo aver militato in vari gruppi, nel 2003 ho fondato una band, gli Invisi, un trio chitarra, basso, batteria, con la quale ho realizzato la mia prima demo, segnalata da Rockol tra le più interessanti uscite emergenti di Gennaio 2004.

Dopo la rottura con il gruppo, nel 2006 ho scelto di continuare il mio percorso musicale come solista e a Giugno dello stesso anno ho partecipato al Premio “Lucio Battisti” qualificandomi per le semifinali del concorso.

Dopo due anni da solista e due demo realizzate, nel 2008 è arrivata la prima conferma importante; il mio brano Il male sottile è stato scelto nella colonna sonora del  Film Tv Diario di Classe del regista Cristiano Bortone, andato in onda su Discovery Real Time e su Rai3 tra Maggio e Giugno 2008.

Negli anni seguenti ho continuato il percorso di scrittura e produzione in “home recording”, seguendo principalmente l’esigenza di comunicare tramite social network le mie canzoni.

Alla fine 2012 ho deciso di dedicarmi ad un progetto più ambizioso, ovvero la produzione di un Ep in studio e in co-produzione. Questo nuovo lavoro, caratterizzato da un ritorno al rock già sperimentato con gli Invisi, ha visto la luce nel Novembre del 2013.

COVER CD FRONT

Ed ecco il brano che ha scelto di farci ascoltare e che sarà in rotazione per una settimana su Radio Hinterland: Equilibrio!

Ciao Luigi, in arte MEnestro. Mi viene subito in mente il “menestrello” d’età feudale. Semplice assonanza o c’è qualcosa di fondato? Come nasce il tuo nome d’arte?

Ciao Cristian, innanzitutto ti ringrazio per lo spazio e l’attenzione che mi stai concedendo. Credo che la tua intuizione sia giusta. Però non posso esserne sicuro, perché MEnestro è nomignolo che mi fu affibiato un’estate di molti anni fa dal fratello di un ragazzo che conoscevo. Malgrado fosse un modo sarcastico di sottolineare il fatto che suonavo sempre e in ogni dove, a me piacque moltissimo e infatti lo scelsi come pseudonimo. Per quanto mi riguarda, da una parte “MEnestro” lo percepisco come ipotetico termine di origine del diminutivo “menestrello” e dall’altra come connubio del termine “estro” e del pronome “me”, ovvero come “estro in me”.

Nella tua biografia segni l’inizio della tua carriera a soli unidici anni. Come è partita la tua avventura nella musica?

Si, all’età di dieci/undici anni per l’appunto, chiesi ai miei genitori un disco dei Beatles, perché fui attratto da quella che ora per me è “La Band”, guardando i loro cartoni animati. In barba alla mia richiesta, mio padre chitarrista dilettante, mi regalò una chitarra, e da lì è iniziato quello che io chiamo “il mio ritiro nella musica”, ovvero giornate intere passate ad ascoltare canzoni, e a cercare di ricavare da quello strumento, per me magico, qualche “mia” invenzione da poter cantare, e con cui poter esprimere il mio mondo interiore.

Hai militato in varie formazioni ma l’esperienza che più ti ha segnato è quella con gli Invisi, un trio che ti ha permesso di finire anche sulle pagine di Rockol nel 2004. Come è nato il gruppo e come mai, dopo tre anni, si è sciolto?

Ho usato il nome “Invisi” per la prima volta nel 2000, quando partecipai, sempre con un trio, alle selezioni al tim tour festival. Negli anni sono entrati a far parte del progetto diversi bassisti e chitarristi, ma il gruppo ha avuto come costante me, e il mio prima amico e poi batterista, Orazio Santaniello. Agli inizi del 2004, dopo molte serate nell’hinterland di Napoli, abbiamo registrato un demo di due pezzi, che fu inviato un po’ ovunque, e Rockol lo segnalò tra le più interessanti uscite di quella settimana.
Dopo il periodo di intensa attività live, il progettò naufragò lentamente, e terminò con un’ultima esibizione nel febbraio del 2006. La fine dell’avventura fu causata da diversi motivi, ma di certo la mancanza di intenti comuni fu quello principale.

Qual è la differenza che hai constatato tra fare musica in gruppo e proseguire invece con le sole tue gambe?

Il gruppo per me è importantissimo, trovare persone che con te lavorano per un obiettivo comune è forse la cosa più bella che può succedere, e credo che valga in ogni campo. Ognuno può contribuire con una parte di sé ad accrescere un’idea di base e a renderla migliore, più completa.
Io penso che fin quando si rema insieme in una direzione, tutto ha ragione d’essere, ma quando succede che ognuno inizia a remare verso mete diverse, allora si crea uno stallo che è infruttuoso e logorante. A quel punto meglio essere soli e andare più lentamente, che restare fermi in compagnia.
Proseguire sulle proprie gambe come dici tu, è responsabilità piena, di successi e insuccessi, di fatica e di motivazione. Sei “tu” punto, e tutto dipende da te.  E’ qualcosa che preferirei sicuramente condividere, e non solo per alleggerire il carico, ma anche per fare meglio.

Che sensazione hai provato nel sentire un tuo brano, Il male sottile, nella colonna sonora di un film?

L’emozione più forte è stata quando mi ha contattato l’ufficio stampa della Universo, e mi ha detto che ero tra i 13 selezionati per la colonna sonora di un film. Non ci credevo, sembrava irreale. Ero felicissimo, dopo tanti sforzi ero riuscito a fare qualcosa di “concreto”. Quando ho ascoltato il pezzo nel film ho avuto un brivido e una scossa interiore positiva. E’ stata per me un bella soddisfazione.

Se dovessi scorrere la playlist del tuo iPod, o della cartella musica del tuo pc, cosa ci troverei dentro?

Di certo almeno un paio di dischi di Neil Young, poi i Raconteurs, i Kings of Leon,qualche disco vecchio di Pino Daniele, i Creedence, John Lennon, Paolo Nutini, Ben Harper, i Troggs, e ultimamente Bob Marley.

Hai scritto vari pezzi presenti su YouTube. Scegline tre e dimmi perché.

Come primo scelgo Società primordiale, è un pezzo molto semplice ma che porta dentro una filosofia di vita che mi piacerebbe trovare più spesso nel mondo.
Il secondo è L’attentato, perché, al di là della sua “efficacia musicale”, è una denuncia contro l’influenza che hanno i media sulla gente, e contro le bugie consapevoli con cui cercano di ingannarci.
Dulcis in fundo, Bella come il sole, perché è dedicata a mia moglie, e non occorre aggiungere altro. :)

Parlaci in particolare di “Equilibrio”, il pezzo che presenti nell’Officina del Talento.

Equilibrio parla del rapporto conflittuale tra l’inconscio e il conscio, ovvero la razionalità e l’istintualità. Molto spesso la ragione reprime, e l’istinto scalpita, ed è lì che nascono tensioni interne, sofferenza, sensi di colpa. E’ un conflitto che vivono in molti, ma che è allo stesso tempo difficilmente identificato o identificabile, anche per “ignoranza” di certi meccanismi psicologici.
Ecco la canzone esorta ad una collaborazione tra le parti, e qui mi riallaccio al concetto di gruppo. Per collaborazione intendo anche una certa comunicazione tra io e inconsio, ovvero l’ascolto del proprio istinto per comprenderne le esigenze, e quando è possibile soddisfarle, ma anche il dialogo utile a spiegare le ragioni per cui alcuni comportamenti vanno evitati.

Cosa vedi nel tuo futuro? Quali sono i tuoi progetti (anche in barba alla scaramanzia!)?

Il futuro che voglio è pieno di canzoni nuove, con ottime produzioni e tanta nuova gente che mi segue, e a cui possa donare qualcosa con quello che scrivo; un futuro caretterizzato soprattutto da tanti live, che come esperienza di comunicazione, la ritengo decisamente superiore a qualsiasi disco, sia pure esso in vinile.
Per quanto riguarda i progetti, ne ho diversi. Attualmente sto registrando nuovi pezzi in acustico, ma contemporaneamente ho iniziato a lavorare a un nuovo singolo su cui vorrei puntare per il prossimo anno. Vediamo che succede! :)

  Laureando in giornalismo, cantante per vocazione, responsabile Officina del Talento qui su All Music Italia, speaker per Radio Stonata, redattore per Eurofestival News. Un ragazzo multitasking direbbero gli inglesi, poiché non riesco a fare una sola cosa in un solo momento. Sento l’esigenza inconscia di incasinarmi la vita con troppi impegni nel mondo della comunicazione e tutti rigorosamente legati alla musica. Vivo costantemente alle prese con file mp3, video Youtube, status su Facebook, hashtag su Twitter, post nei forum. Ma appena possibile stacco il cervello, butto due cose in valigia e parto alla scoperta del mondo.
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