Officina del Talento: GIULIO ONDRETTI

giulioondretti

Questa settimana l’Officina del Talento torna in Puglia per dare spazio a un giovane talento della provincia foggiana.

Giulio Ondretti nasce a Macerata nel 1993 ma a sei anni si trasferisce con la famiglia a Lucera (FG) dove cresce ascoltando per lo più rock italiano e internazionale, genere che ha influenzato sin da subito il suo percorso artistico.

A 16 anni forma, con alcuni amici di liceo, una band con cui scrive le prime canzoni che portano alla pubblicazione di un EP, Essenza, promosso da un singolo omonimo rilasciato assieme al videoclip ufficiale diretto dal giovane videomaker Luca Nestola.

Il brano porta molta fortuna a Giulio e compagni tant’è che riesce a portarli all’attenzione del programma Citofonare Cuccarini di Rai Radio Uno e in vetta al concorso nazionale Wilkinson Sound, sponsorizzato da RTL 102.5, che gli permette di visitare gli studi dell’emittente e registrarvi un brano inedito.

Durante l’esperienza Giulio ha la possibilità di conoscere Francesco “Kekko” Silvestre dei Modà.

Nel maggio 2014 decide di lasciare la band e dedicarsi alla carriera solista, esperienza che si concretizza grazie all’incontro con il produttore Max Marcolini, apprezzato chitarrista di Zucchero, che punta sul suo progetto, il cui primo frutto è il singolo Non sarai l’unica (Vita) che vi presentiamo quest’oggi e che sarà in rotazione per una settimana su Radio Hinterland.

Ciao Giulio! È un grande piacere per me averti qui essendo anch’io originario di Lucera. Sei il primo artista lucerino a trovare spazio su All Music Italia. Venendo dalla stessa città so cosa significa provare a “sfondare” in questo campo, in una terra spesso avara con i propri figli. Credi che la scena musicale della Capitanata offra buone possibilità?

Ciao Cristian il piacere è tutto mio, grazie a te e All Music Italia per questo spazio che mi avete dedicato e questa intervista.

Devo dire che la realtà musicale che viviamo qui è molto amara e proprio come hai detto tu è avara.

Sì, avara di contenuti, di spazio, di possibilità, c’è la presunzione ad essere tutti critici e tutti esperti, a volte si denigra il lavoro degli altri per esaltare il proprio.

C’è un grande potenziale che non viene sfruttato come si dovrebbe, molti artisti sono davvero dei grandi talenti solo che non vengono valorizzati e credo che sia soprattutto colpa di questo atteggiamento verso l’artista vicino di casa che non lo permette.

Purtroppo quello che manca è la collaborazione tra artisti della stessa città!

Non ti nascondo che ho avuto molte discussioni tra “colleghi” e “professionisti dell’ambito musicale”, a causa del loro denigrare il lavoro altrui! Ci si dovrebbe aiutare tra di noi, e invece sembra che facciano una gara, la gara ad arrivare primi ad un traguardo inesistente; invece di aiutarsi e aiutarci tra noi artisti emergente si tende a gareggiare un po’ per competizione, si tende a parlare male un po’ per invidia, un po’ per paura nel confrontarsi con l’ altro.

Purtroppo “sfondare” è difficile in ogni parte d’Italia, ovviamente nelle grandi città italiane c’è più visibilità ma è comunque difficile, qui è complicato per molti fattori, siamo in una piccola realtà in cui purtroppo non c’è molta visibilità ma questa terra ha molto da dare, molti talenti nascosti che sono tutti da scoprire.

Con la voglia e la passione si fa tanto…

Secondo me questa terra è ancora piena di gente che ha passione per l’arte e ha voglia di regalare emozioni, bisognerebbe cambiare un po’ mentalità, aiutarsi un po’ l’uno con l’altro e investire molto di più sull’arte in tutte le sue forme.

Nella tua biografia citi fra le tue influenze grandi figure del rock italiano e internazionale, fra le quali Battisti, Vasco, Grignani, i Pink Floyd e i Doors. Tutti protagonisti di epoche musicali abbastanza lontane. Chi stimi fra gli artisti contemporanei?

Beh tra gli artisti contemporanei che stimo maggiormente in Italia sono i Negramaro, con quel loro rock d’autore con una matrice particolare. Testi e musica molto forti, sempre in sperimentazione.

Tra gli artisti internazionali Coldplay, The Killers, One Republic con quelle sonorità nuove e molto fresche.

Hai maturato le tue esperienze con una band con cui sei arrivato a vincere un concorso indetto da RTL 102.5, la radio più ascoltata d’Italia. Cosa ti è rimasto impresso di quell’esperienza?

Nel 2010 all’età di 16 anni creai una band, con la quale ho avuto la mia prima esperienza musicale e ho iniziato a scrivere le mie prime canzoni che negli anni successivi vennero immortalate in un cd e nella realizzazione del videoclip del singolo Essenza grazie al quale abbiamo vinto un contest indetto da RTL 102.5, il Wilkinson Sound… il premio era quello di registrare un brano negli studi di RTL 102.5.

È stata un’esperienza unica, entrare all’età di 19 anni in quella radio, la radio più ascoltata d’Italia ed essere intervistato in diretta nel programma Protagonisti sul nostro progetto che stava pian piano nascendo e stava avendo un grande riscontro tra i giovani.

In quell’occasione ho conosciuto Kekko dei Modà consegnandogli personalmente il nostro cd, una persona umile e simpatica con la quale scambiai idee e pareri in musica, per me fu un grande onore conoscerlo e registrare una nuova canzone che avevo appena scritto nei loro stessi studi di registrazione.

È stata una grandissima esperienza che porterò sempre nel cuore.

Perché poi hai deciso di continuare la carriera solista?

Ti dico la verità, è stata una decisione molto sofferta, ma dovevo prenderla perché si era creata una situazione insostenibile.

Decisi di uscire dal gruppo e continuare da solista perché era a rischio la mia passione, dovevo fare qualcosa per evitare che in qualche modo alcuni atteggiamenti da parte di alcuni componenti rovinassero quell’alchimia che mi lega alla musica, quella felicità che provo quando canto, quando riesco ad essere me stesso grazie a quella musica, grazie a quelle parole scritte che mi ricordano momenti e situazioni della mia vita.

Mi stavano portando via tutto questo, a tratti quasi ad odiare quel mondo, il più delle volte in sala prove non si lavorava, si perdeva del tempo utile e prezioso che poteva essere usato per comporre e suonare, invece veniva usato per stupide discussioni che non avrebbero portato a nulla di buono, da mesi non si scriveva più nulla, c’era crisi di idee e tra di noi, un periodo di stallo questo dovuto anche al fatto che dopo la maturità ognuno prese la sua strada e ci trovammo divisi e lontani per mesi, solo nei periodi festivi quando tornavamo ci vedevamo per suonare e buttare giù idee, ormai vuote.

Inoltre la figura di una persona incompetente nell’ambito musicale, influenzava sempre di più la personalità degli altri componenti del gruppo, ma ovviamente non la mia e per questo ho deciso di esporre il problema al resto della band avendo scarsissimi risultati, ormai soggiogata dalla presenza di questa persona.

Ahimè come dice il proverbio “Chi è causa del suo mal pianga se stesso“, non ho potuto far altrimenti che uscire da quello che avevo creato, con tanti sacrifici e dedizione e lasciarlo in mano a persone poco competenti e non propense al dialogo.

La musica bisogna farla crescere, darle acqua, curarla e coltivarla come una pianta che poi se curata e protetta bene porta i suoi frutti. Ho trovato la forza per dire basta a tutto questo, per il bene della mia passione.

Per fortuna in questo periodo solista, i miei brani e la mia voce arrivarono all’orecchio di un produttore, Max Marcolini chitarrista di Zucchero dal 98, produttore di Alexia, Irene Fornaciari, che da subito ha creduto in me e ha creduto nella mia musica.

E ora ti presenti ai nostri lettori e agli ascoltatori di Radio Hinterland con “Non sarai l’unica (Vita)”. Come nasce il brano e quali emozioni vi sono racchiuse dentro?

Questo brano è stato proposto alle selezioni di Sanremo Giovani, purtroppo non sono riuscito ad arrivare sul palco dell’Ariston, si spera per l’anno prossimo chissà.

Il brano Non Sarai L’Unica (Vita) è stato scritto con un grande amico, Simone Martusciello; con Max Marcolini ho curato gli arrangiamenti e la produzione artistica.

È un brano un po’ sofferto che mi rappresenta molto, che mi identifica, che identifica un periodo, un amore, una “vita”. Il testo parte proprio da un’immagine e non da un suono, un’immagine che è dentro di me, nel mio essere, nell’anima.

Un brano che racconta una parte di me, che fa riflettere, fa pensare a tutto ciò che ho fatto in questo momento, al cammino e agli ostacoli ancora da superare ed a una “nuova vita perché questa non sarà l’unica vita“… una sorta di riscatto a una situazione, non si parla di una vita trascendentale, quella dopo la morte. È una nuova vita in vita, una speranza, un reset per iniziare tutto e vivere secondo quel carpe diem oraziano, quel cogliere l’attimo o meglio gli attimi, ogni attimo che la vita o che ogni altra vita ci regala, ogni gioia, ogni dolore, ogni passione, ogni amore. Quel grido del voler vivere, del voglio viverti nonostante tutto e tutti.

Non sarai l’unica (vita) è tutto questo, sarei banale a descrivere ciò che mi trasmette in una sola emozione perché non è solo un’emozione, ma ne sono tante messe tutte insieme che si susseguono una dopo l’altra, secondo dopo secondo. Vi lascio all’ascolto che è meglio.

Come vedi il tuo futuro? Hai già dei progetti in ballo?

Spero di vedere il mio futuro in musica, come un cantante/cantautore affermato, sarebbe un grande sogno realizzato ma per ora è solo un sogno. Sono solo al mio punto di partenza ora, ho 21 anni e sono solo all’inizio di questa grandissima e ripidissima salita.

Come sempre in ciò che faccio ci metto il cuore e la passione e spero che prima o poi i risultati vengano fuori.

Al momento sto lavorando molto, sto scrivendo nuovi brani, sto collaborando con nuovi artisti e penso di riuscire a completare questo nuovo cd al più presto in cui verrà riproposto anche il singolo Non Sarai L’Unica (Vita).

  Laureando in giornalismo, cantante per vocazione, responsabile Officina del Talento qui su All Music Italia, speaker per Radio Stonata, redattore per Eurofestival News. Un ragazzo multitasking direbbero gli inglesi, poiché non riesco a fare una sola cosa in un solo momento. Sento l’esigenza inconscia di incasinarmi la vita con troppi impegni nel mondo della comunicazione e tutti rigorosamente legati alla musica. Vivo costantemente alle prese con file mp3, video Youtube, status su Facebook, hashtag su Twitter, post nei forum. Ma appena possibile stacco il cervello, butto due cose in valigia e parto alla scoperta del mondo.
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