X Factor 12: ecco la poesia in musica scritta da Anastasio sulle note di Generale di De Gregori (Video)

Anastasio

Nella seconda puntata dei BootCamp di X Factor 12 a colpire al cuore la giuria è stato ancora una volta il rapper Anastasio, ex Nasta (vi abbiamo raccontato in questo articolo la sua storia) che ha compiuto una scelta molto azzardata riuscendo però a convincere (e anche commuovere) i giudici e il pubblico presente.

Anastasio, ben conscio che nel programma dovrà presentare delle cover, dopo aver strappato gli applausi del pubblico e ricevuto i complimenti di Fedez per la sua capacità di scrittura con l’inedito La Fine del mondo, questa volta ha scelto di rischiare grosso presentando infatti un capolavoro della musica italiana, Generale di Francesco De Gregori, con un testo che ha riscritto completamente in forma poesia.

L’esibizione ha emozionato il pubblico presente riuscendo a commuovere sia Mara che Asia Argento strappando grandi complimenti anche da Manuel e Fedez che ha affermato “Francesco De Gregori sarebbe contentissimo di te!“. Ovviamente è riuscito a portare a casa una sedia per accedere agli Home visit.

Qui a seguire ecco il testo della sua versione di Generale di De Gregori.

Generale dalla radiolina
la sento urlare “ordine, disciplina”
ma lo sa che dove lei è seduto
nessuno chiede aiuto
e non c’è una sola mina
e i generali si aggiungono alle padelle
e c’hanno sangue freddo come rettili
ma sono io che striscio fra le sterpaglie
e guardo da vicino come fischiano i proiettili
e dietro la collina sapessi fa così freddo che congeleresti
e c’è una musica di colpi di fucile
urla di ragazzi e giorni andati persi
di vetri andati in pezzi
contadina questo ballo tu non lo concederesti a me
ho l’uniforme diversa dai tuoi fratelli partiti già da un anno
ma che non torneranno
diversa è l’ambizione uguali i fardelli
e quelli che dicono che t’odio che ne sanno
ma che ne sanno loro
e la cosa più tremenda della guerra
è che è bella anche se muoiono a milioni
con i padri sette metri sotto terra
e con i figli che ci fanno le canzoni
Generale quanto tempo che è passato
ma quando ci ripenso ancora piango
ho ancora in bocca quel sapore di bruciato
ricordo amici con la faccia giù nel fango
E un treno che partiva pieno e tornava vuoto
la mattina tremo quando dormo poco
sogno un cielo nero da cui piove fuoco
e un filo spinato che mi avvolge piano
e mi blocca e mi lacera, mi entra in bocca mi soffoca
l’aria è tossica come quando cadeva una bomba
E aspettavo la prossima e la prossima, la prossima, la prossima
e una contadina smorta aspetta alla porta
come una bambina
I fratelli partiti di prima mattina diretti alla collina
e dietro la collina era chiara una radiolina
In un giorno d’aprile ma io già avevo gettato il fucile
già avevo gettato il fucile

 

 

  
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