VINCENZO DEL GRANDE, in attesa del disco testiamo la sua indole: ecco “Distratto” (VIDEO)

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Oggi abbiamo scelto di presentarvi Vincenzo Del Grande e il suo progetto musicale, convincente al punto da conquistare una prestigiosa realtà come l’etichetta Rusty Records (già all’opera con nomi quali Antonio Maggio, Chiara Dello Iacovo e Andrea Maestrelli tra gli altri), da sempre attenta alle novità della scena musicale italiana che oggi sceglie di credere e supportare proprio il percorso di questo giovane artista campano.

Un viaggio che in attesa del disco in uscita a inizio 2016, realizzato con una serie di eccellenze musicali, passa oggi per il lancio di Distratto, un pezzo che attraverso la personalità e lo stile di Vincenzo si trasforma in un convincente contrasto a livello di concept: la cronaca di una società fuori controllo che si scontra con una visione ottimistica.

Una rivisitazione del duello buio/luce che porta in scena tutte le potenzialità di Vincenzo Del Grande: la cronaca di un sentimento di rassegnazione, con un numero sempre maggiore di persone che vorrebbero scappare, le stesse che vedono in un viaggio di sola andata la soluzione ai problemi.

Il contesto di rassegnazione però viene preso a schiaffi da un ritornello, dove il protagonista prende il toro per le corna e sforzandosi di non essere condizionato dalle brutture della società, sceglie di continuare per la sua strada, senza scappare ma affrontando le difficoltà a pieno viso e senza perdersi d’animo.

Un’inno alla determinazione che andrebbe promosso fosse anche solo per le intenzioni e il messaggio, alle quali si aggiunge il merito di un buon risultato musicale, al quel rende onore il video ufficiale che ci permette di conoscere meglio il volto e la presenza di Vincenzo, impegnato proprio nel suo cammino per il mondo in questa clip diretta da Fabio Perrone.

VINCENZO DEL GRANDE – DISTRATTO – VIDEO

 

CHI È VINCENZO DEL GRANDE

Vincenzo Del Grande nasce a Nocera inferiore il 23 agosto del 1992. Fin dai primi anni d’età manifesta fortemente la sua grande passione  per la musica.

Inizia a studiare solfeggio all’età di cinque anni e, pochi anni più tardi, fa il suo primo debutto in pubblico, al Teatro Brancaccio di Roma nel musical Notre Dame de Paris diretto da Luca Velletri.

Parallelamente agli studi, si susseguono numerosi concorsi canori come il Premio Giovagnini, il Festival di Castrocaro, e altri appuntamenti dove Vincenzo riesce sempre a far emergere la sua forte personalità e la sua ottima capacità  interpretativa.

Nel 2010 è la volta di Area Sanremo con il brano Non sei migliore del passato. che pur classificandosi alla posizione numero 44 riscuote ottimi consensi,.

Due anni più tardi è la volta di Amici, dove dopo aver superato tutte le otto fasi dei provini, riesce a guadagnarsi  l’accesso alla prima diretta in onda su Canale 5.

Numerosi sono anche gli eventi live come Teatro Centrale e Caffè Letterario, presentati da Diana Del Bufalo.

Nel  2014, forte di una maturazione artistica e di quella gavetta che tanto aiuta nella formazione di un artista, inizia la realizzazione del suo primo progetto discografico completamente auto prodotto presso Auditori Records di Milano, avvalendosi della collaborazione di Giordano Colombo per gli  arrangiamenti, di Patrizio Simonini per il Mixaggio (collaboratore tra gli altri di Michele Canova), Davide Ferrario alle chitarre, Davide Torresani al basso, lo stesso Giordano Colombo alla batteria, e di Luigi D’Agostino per la  scrittura e la composizione di tutti i suoi brani.

Le tematiche dell’album spaziano dalle difficoltà della società odierna (come raccontato in Distratto) alle classiche ma mai banali ballad d’amore (come Ci vediamo presto e Ti tengo con me) alle più rockettare (Niente resta com’è e  Perché).

  Classe 1983, piemontese, su AllMusicItalia per fondere finalmente passione ed esperienze maturate nella musica e nella scrittura, con l’obbiettivo di creare un racconto che possa portare un punto di vista originale su quanto presente nel panorama musicale del nostro paese. Il tutto armato di curiosità, in particolar modo nei confronti dei mille sorprendenti volti offerti dalla musica emergente italiana.
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