TITA: tra ribellione e sensualità, ecco il video “Stupida la luna”

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Stupida La Luna è il titolo della canzone con cui la poliedrica artista Tita ha partecipato e vinto Area Sanremo 2015, aggiudicandosi la competizione stessa e ben due borse di studio: la borsa di studio Akamu, grazie alla quale potrà frequentare un master sulla canzone d’autore presso l’università di Asti e due giorni di lezione con grandi autori come Giuseppe Anastasi, Cheope, Massimo Cotto, Stefano Senardi, Franco Zanetti e Morgan, oltre alla borsa di studio Smemoranda, messa a disposizione dal direttore di Smemoranda stessa, Nico Colonna.

Dal brano Stupida La Luna è stato estratto un video disponibile da pochi giorni in versione integrale e senza censura.

TITA – STUPIDA LA LUNA – VIDEO

Un brano che anticipa l’uscita del primo EP di Tita, previsto per la primavera 2016 e racconta di un nuovo inizio alla scoperta di sé stessi, credendo a quello che la vita ci può dare e riuscire a guardarsi dentro e fuori con maggiore attenzione.

Dello stesso brano Tita, che è tra l’altro autrice sia del testo che delle musiche, racconta: 

“Stupida la Luna è un momento di coraggio, è un’impronta. Un gesto di ribellione, un inizio. Luce e ombra si incontrano nell’equilibrio giusto per poter restituire all’occhio una forma. E’ un consiglio che mi ripeto spesso nella testa e che mi piacerebbe poter dare, che è quello di rimanere accesi perché ne vale sempre la pena. Di avere grande coraggio, di credere in ogni caso nella vita ed essere capaci nelle nostre inclinazioni, osare, sperare e anche esagerare. Cambiare i propri punti di vista ma sopratutto guardarsi. Una pancia è la morbidezza delle cose rotonde, che ci riparano e ci fanno bene”.

Oltre che al canto ed alla musica Tita si dedica anche alla pittura e Stupida La Luna prima di essere canzone è stata un dipinto su tela, diventando così arte che ispira altra arte. Delle proprie sfaccettature artistiche la stessa cantautrice rivela:

“Spesso mi ritrovo davanti a una pagina o una tela vuota, senza avere chiaro in mente in cosa e come prenderà forma; ma c’è un’idea di fondo spinta dalle mie emozioni o dai miei desideri, un’idea che si fa più chiara e prende forma strada facendo”.

Tita, al secolo Cristina Malvestiti, nasce a Bergamo il 09 novembre 1987 e fin da subito si contraddistingue per il suo spiccato interesse verso qualsiasi forma d’arte. Esprime nel disegno e nel canto le sue ispirazioni artistiche ma solo all’età di undici anni inizia a dedicarsi in modo più serio alla musica iniziando a suonare la chitarra e a studiare canto.

A quattordici anni affronta le prime esperienze sul palcoscenico cantando con diverse cover band, soprattutto indirizzate verso il genere rock-blues. Parallelamente scrive canzoni in cui getta il suo entusiasmo come la sua instabilità, le sue paure come le sue curiosità e l’interpretazione dei pezzi la contraddistingue per il timbro caldo e quasi scuro della sua voce e la gestualità con cui accompagna le parole sul palco.

Il brano Stupida La Luna segna la prima svolta di Tita, permettendole di vincere Area Sanremo 2015, conquistare due borse di studio che le permetteranno di affinare le sue qualità, girare un video della canzone molto introspettivo e personale e mettere in cantiere il suo primo EP, che vedrà la luce nella prossima primavera.

Dice di lei Massimo Cotto: “La prima volta che ho sentito Tita ho avuto la certezza, non solo la sensazione, di trovarmi di fronte a un talento puro e da proteggere, perché rielabora le sue influenze musicali in un modo originale. In un mondo abitato da cloni e fotocopie, l’unicità di Tita va sostenuta e incoraggiata in ogni modo

  Inizio a scrivere circa 10 anni fa cimentandomi in racconti brevi, prevalentemente in stile thriller/horror perchè è ciò che leggo ed è ciò che mi piace leggere (Stephen King, Dean Koontz, Donato Carrisi, Giorgio Faletti...) Nel 2010 nasce così "Il Gatto", pubblicato dalla casa editrice Albatros. Seguono altri racconti brevi e nel 2010/2011 un secondo romanzo, "La Nebbia Di Pontevecchio", che è tutt'ora inedito. Negli ultimi due anni decido invece di cimentarmi in poesie, per lo più ispirate e contaminate dalla musica che ascolto.