Ecco la storia di tutte le canzoni contenute in “You” il nuovo disco dei THE KOLORS

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Sono passati due anni dall’uscita del precedente album dei The Kolors, Out, certificato quattro volte disco di platino. La band pubblica oggi per Baraonda/Artist first il nuovo progetto discografico intitolato You.

You
è stato registrato tra Milano e Londra con la produzione di Tommaso Colliva (Muse) e dai Daddy’s Groove (Bob Sinclair, Britney Spears, Davide Guetta) mentre in fase di missaggio ha lavorato Spike Stent con il suo collaudato team (Beyonce, Coldplay, Ed Sheeran, Madonna, Muse).

Il disco è stato anticipato dal singolo What Happened Last Night in feat con Gucci Mane & Daddy’s Groove. Ecco il racconto direttamente dai The Kolors delle undici tracce del disco…

YOU non è un concept album, ma c’è un fil rouge, un argomento comune ai vari brani, anche se raccontato in modi diversi: una visione ‘orwelliana’ di questa generazione, con il web e i social network che condizionano le scelte: dal modo di vestire ai posti da frequentare. Il disco parla della reazione del nostro corpo – a livello ‘animale’ – al fatto che lo stai obbligando a comportarsi in un modo che forse non appartiene alla sua vera natura.
Come suoni c’è di tutto e la scelta di mettere pezzi dance insieme a brani da band deriva dall’osservare il nuovo modo di fruire la musica in modalità playlist, dove coabitano brani di generi totalmente diversi.

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INTRO

L’apertura dell’album, synth e voce. Le liriche ruotano intorno al ritornello che dice ‘And it feels like someone is leaving my own life’. Ho visto il film ‘Cambia la tua vita con un click’, che non è un cult, ma che mi ha fatto capire tante cose rapportandolo al nostro contesto. Il protagonista ha un telecomando con il quale può andare avanti e indietro nel tempo e rivivere situazioni, ma nella vita reale è in pilota automatico e perde tutto, rendendosi poi conto che la sua vita è stata vissuta da altri.

YOU

Forse il brano che meglio racchiude il topic dell’album: parla della ribellione a livello animale del nostro corpo a un tipo di atteggiamento che porta ad auto condizionarsi e parlare, muoversi, vestirsi, vivere in un determinato modo. Tutto ciò è rappresentato graficamente dall’occhio in copertina, opera di Sergio Pappalettera: ‘The Big Brother is watching you’ dei giorni nostri”.

CRAZY

Descrive la ‘high life’, il vivere la notte: uscire, fare baldoria, e il giorno dopo svegliarsi con una persona accanto senza nemmeno sapere chi è e guardarsi straniti. Volevamo raccontare una storia rappresentativa di come viene dipinto lo ‘sballo’ sui social e sul web, da chi ha la possibilità di fare la bella vita: le serate estreme fatte solo per poter postare foto e video online.

WHAT HAPPENED LAST NIGHT (feat.Gucci Mane & Daddy’s Groove)

Nel testo ci chiediamo cosa sia successo ieri, che è una cosa talmente universale che può andare bene con tutto: può riferirsi a un litigio con la tua fidanzata, a una rissa in un locale, a una notte da leoni, e così via. Abbiamo messo dentro il suono del caricatore di un fucile per dare l’idea di ‘Chi hai ucciso?’ e nel ritornello stiamo facendo una denuncia contro la violenza, specialmente sulle donne: ‘Cosa ho fatto? Ho esagerato con la mia ragazza? con mia madre?’. Tutto questo sempre condizionato dalla tempesta di immagini che arrivano dal web, di quelle che ti capita di guardare sui social: risse, violenze, bullismo.

DON’T UNDERSTAND

La classica ballad piano voce è sempre preziosa in un disco, ma per questo lavoro sentivamo l’esigenza di aggiungere dei suoni attuali, moderni. Forse è il brano che più mi ha preso emotivamente, perché parla di una relazione finita, del ‘Non capisco perché ci stiamo lasciando’ e alcune cose le ho scritte di impulso mentre stavo effettivamente vivendo una situazione simile.

CHEMICAL LOVE

Questa è una vecchia demo del 2010 reinterpretata – all’epoca si chiamava ‘Living Alone’ – ed era la nostra hit del periodo in cui suonavamo nei localini.

SOULS CONNECTED (instrumental)

Ho scritto questo brano strumentale alcuni mesi fa subito dopo la scomparsa di mio nonno, una sorta di secondo padre per me. Mi sono catapultato in studio per mettere in musica la connessione tra le nostre anime e ciò che provavo: un piccolo viaggio che parte dalla tristezza degli accordi in minore e si sviluppa con una chitarra in stile Pink Floyd.

CRYSTALLIZE

Crystallize è piena di sapori diversi ed è l’ultimo brano che abbiamo scritto: un electro pop con il ritornello post-punk, che strizza anche l’occhio a cose vecchie, dai Two Door Cinema Club ai Depeche Mode, sonorità britanniche alle quali siamo molto legati.

HIGH

Prodotta con i Daddy’s Groove è il brano di stampo più house del disco, con il piano anni ’90 ed 808 à la Calvin Harris. Racconta un classico scenario da discoteca con la ragazza che entra in sala e ‘ionizza’ l’aria intorno a lei facendo uno show senza nemmeno rendersene conto. Storie da club life.

NO

Un assaggio dei The Kolors di ‘Out’, certo cresciuti di qualche anno. Come in altri episodi del disco si parla di una relazione contaminata dal mondo falso e patinato dei social, di una lei che si fa influenzare da come le sue amiche mostrano le proprie relazioni, e si convince che il suo lui sia cambiato. Volevamo inserire le sonorità dell’album precedente, quello che ci ha permesso di arrivare al grande pubblico, ed è un po’figlia di ‘Everytime’.

WHAT HAPPENED LAST NIGHT

DREAM ALONE (feat. Andy Bell & Gem Archer)

Parla dell’ accorgersi di aver buttato una relazione, del rendersi conto del male fatto a noi stessi e agli altri per colpa della finta immagine che si cerca di dare, dell’apparire per forza in un determinato modo. Siamo ultra fan degli Oasis, quindi volevamo che sul disco ci fosse un brano che richiamasse quelle sonorità ma abbiamo fatto di più: abbiamo inserito proprio alcuni membri della band: Andy Bell, con il quale ho scritto anche il testo, e Gem Archer.

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Riguardo alle collaborazioni del disco ecco cosa ha raccontato Stash

L’anno scorso mi sono cimentato in alcuni DJ set, e mi sono reso conto che alcune produzioni di musica dance avevano dentro una ‘cattiveria’ che pensavo appartenesse solo al mondo della musica suonata live. Avevo un paio di demo fatte nello studio di Mark Ronson a Londra, ho mandato alcune idee a Carlo dei Daddy’s Groove e lui si è dimostrato subito interessato. Il primo pezzo che gli ho mandato era molto basato sul mondo deep house, stile Disclosure, influenzato dai suoni dei club londinesi: ‘High’. Durante il volo di ritorno ho buttato giù un’altra idea, quella che sarebbe poi diventata What Happened Last Night e gli ho inviato anche quella, perché me la immaginavo prodotta in maniera elettronica. Quando i Daddy’s Groove hanno ricevuto il pezzo mi hanno chiesto di farne un featuring, di metterci la faccia, perché la sentivano propria e più andavamo avanti nella produzione, più ci rendevamo conto che con un intervento rap, in americano, sarebbe stato il top. Di qui l’idea di Gucci Mane, una delle divinità della trap negli Stati Uniti, che ha accettato di dare il suo contributo.

La collaborazione con Andy Bell per Dream Alone è nata in seguito a un tentativo fatto per capire se quel pezzo, che avevo scritto tempo fa per un mio ipotetico duetto dei sogni con Liam Gallagher, potesse suscitare interesse in quelli del suo giro. Siamo così entrati in contatto con Andy (Oasis, Beady Eye, Ride) che si è innamorato del pezzo tanto da offrirsi di suonare il basso sul brano. Ha finito per metterci basso, chitarre acustiche, chitarre elettriche, chitarra 12 corde e organo. Abbiamo poi pensato di provare a coinvolgere Gem Archer, anche lui negli Oasis, che subito ha risposto positivamente. Gem è arrivato armato di chitarra e pedaliera al Metropolis, lo studio dove stavamo registrando, e ha detto ‘Ho suonato un po’ di volte il brano, se vuoi inizia a registrare e proviamo’. Abbiamo praticamente tenuto il primo take.

Con Tommaso Colliva (Muse) ci siamo trovati benissimo perché è riuscito a capire la direzione della band, il motivo per il quale volevamo cambiare qualcosa, iniziando a portare il nostro pubblico ad ascoltare quello che siamo noi. Il mondo dal quale veniamo è più vicino a questo album che ad ‘Out’ e il prossimo sarà ancora più nostro, forse. Tommaso ha capito questo ragionamento e, avendo delle competenze da fonico di altissimo livello, ci ha messo in discesa con il vento a favore. Sulla fonia è il numero uno e in studio si sono create quelle alchimie che si generano quando ti senti libero di buttare fuori un’idea, e quando sei positivo quella positività finisce nella registrazione.

Mark ‘Spike’ Stent (Beyoncé, Coldplay, Ed Sheeran Lady Gaga, Madonna, U2) ha lavorato con il suo team, nel nostro caso Geoff Swan e Dave Emery. Swan ha una mano molto più pop – ha lavorato all’ultimo album di Ed Sheeran – mentre Emery ha un tocco più da band, si vede da come mixa che è uno che suona la chitarra. Spike ci mette il tocco magico. Non è una cosa scontata ed è molto bello lavorare con nomi del genere, anche perché sono professionisti che non ne fanno una questione di soldi, lavorano solamente a progetti che sentono propri e sui quali vogliono mettere la faccia. Spike in Italia ha lavorato, forse, solo con Gianna Nannini.

Riguardo all’artwork curato da Sergio Pappalettera con il suo studio, Pro Design, ecco cosa ha rivelato il responsabile del progetto grafico…

Dall’incontro avuto con i ragazzi, è emersa l’esigenza di raccontare il mondo in cui viviamo, costantemente bombardato da immagini, ovunque Sono dipinte sui muri, sui telefonini, immagini personali sulle piattaforma social. Invadono la nostra vita e vengono riproposte in forme e modalità sempre nuove e diverse, fino a creare un nuovo linguaggio. È come se fossimo costantemente osservati ed è come se tutto possa essere rappresentato da un’immagine. Da qui l’idea di pensare ad un simbolo o icona che rappresentasse il mondo, una sfera globale della comunicazione visiva, un occhio psichedelico che riflettesse tutto questo nella sua lucentezza metallica. Un mondo che guarda senza giudicare e si lascia guardare; in cui tutto è possibile e dove la realtà diventa irreale ed è in costante movimento, come i suoni e la musica dell’album dei THE KOLORS.

A seguire le date instore in partenza oggi da Afragola.

19/05 – AFRAGOLA (NA) – C.C. Le Porte di Napoli
20/05 – MILANO – Mondadori Megastore (Duomo)
21/05 – TORINO – Salone del Libro
22/05 – STEZZANO (BG) – C.C. Le Due Torri
23/05 – ROMA – Discoteca Laziale
24/05 – SALERNO – Le Cotoniere
25/05– COSENZA – C.C. Metropolis
27/05 – CATANIA – C.C. Katané
28/05 – AGRIGENTO – C.C. Le Vigne
29/05 – PALERMO – C.C. Forum
31/05 – NOLA (NA) – C.C. Vulcano Buono
01/06 – CONEGLIANO VENETO (TV) – C.C. Conè
02/06 – RAVENNA – C.C. ESP
04/06 – TRIESTE – C.C. Il Giulia
07/06 – MONSELICE (PD) – C.C. Airone
08/06 – MARCON (VE) – C.C. Valecenter
09/06 – FIRENZE – C.C. I Gigli
11/06 – PERUGIA – C.C. PiazzaUmbra
15/06 – TERAMO – C.C. Gran Sasso
16/06 – SENIGALLIA (AN) – C.C. Il Maestrale
18/06 – MOLFETTA (BA) – C.C. Gran Shopping Mongolfiera

  
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