SANREMO GIOVANI: le pagelle delle canzoni dei giovani – parte 6 di 6

Sanremo giovani

Oggi a Roma si terranno le audizioni di Sanremo giovani e con le pagelle dell’ultimo gruppone si chiudono gli ascolti delle NUOVE PROPOSTE in corsa per uno dei 12 posti disponibili per Sarà Sanremo, lo speciale di Rai Uno in cui verranno scelti poi i 6 artisti che parteciperanno al Festival della Canzone Italiana.
Partiamo subito…
Santiago – Nessuno
Sono ogni controsenso possibile, il fumo che resta dopo il fuoco, non sono nessuno praticamente. Esisto solo per te, come la tua preghiera in silenzio. Il tutto reso su una bella base che gioca con i fiati e che ha giuste proporzioni pop, tra strofa, inciso, variazione e parti musicali, che la rendono completa nonostante sia breve.
Sette

Silver – Power of love
Sensazioni quasi western in salsa british per questo up tempo dove gli strumenti suonano per davvero e si distinguono con senso. E nella relatività delle cose ci sarebbe solo bisogno del potere dell’amore per mettere le cose a posto. Strappa attenzione.
Sette

Silvia Oddi – La tua canzone
Pop rock con taglio internazionale ed intenzione quasi new wave grazie ad un’interpretazione che resta sempre tutta lineare, senza grandi differenziazioni tra strofe ed inciso, lavorando più di sottrazione. L’Ariston potrebbe non essere il palco adatto per questa comunque quadrata composizione.
Sei

Skuba Libre – Il meglio
Romantic hip hop proposto da uno che riesce anche a mettere due note una dietro l’altra senza artefici e con un timbro che sia pieno e non claudicante. Però il brano è fragilino, un filo banalotto tanto che l’unica cosa d’imprevedibile che regala è proprio il fatto che Skuba canti davvero.
Cinque

Sofia Marcaccini – Drunk love
Non sarebbe nemmeno male come canzone d’amore finito, con tradimento alle spalle… però… Mette quasi l’ansia questa bella voce usata non mantenendo mai le note che escono tra singhiozzi e picchi acuti che è persino difficile capire perché la nostra canta in italiano come se risiedesse nel nostro paese da due settimane. Peccato.
Cinque

Stephanya – Tu non sei più la stessa
Ballata elettronica che accompagna questo racconto di cambiamento che però ha una sola costante: la voglia di vivere. Però il brano però si perde in attesa di un’esplosione che arriva nel finale mediante qualche vocalizzo potente ma che non cambia l’inerzia della composizione tutta.
Cinque

Tom Armati – Sa sa prova
Sa sa prova lo avrà detto chiunque nella vita sia mai entrato in contatto con un microfono. Armati ci fa sopra una canzone in stile Gabbani, dichiarando già nel testo che essa deve entrarti in testa pure se è oggettivamente una canzone scema. Almeno se lo dice da solo ma se ne avesse bisogno, ribadisco: “Si Armati, è proprio una canzone scema”!
Quattro

Tommaso Di Giulio – A chi la sa più lunga
Tra il futuro e gli ormai, noi due” è una bella frase per descrivere un rapporto che dura; “Tra gli insetti e gli dei, noi due” magari lo è un po’ meno. Il problema è però che la canzone parte con delle altre intenzioni, con un bel descrittivo di chi ha spirito d’osservazione e che col rapporto di coppia messo nel mezzo nell’inciso c’entra proprio poco. Insomma due idee in una canzone che convivono un po’ tirandosi per i capelli.
Cinque =

Turkish Cafè – Ruggine
Buon sound che si presta anche all’esecuzione live senza chissà quali interventi non riproducibili rispetto alla versione disco. C’è l’ incalzare della ritmica che accompagna la voce dolce della vocalist, c’è una bella coralità di rinforzo negli incisi a seguire, c’è la possibilità di divertirsi con l’orchestra e non di subirla.
Sei ½

Ultimo – Il ballo delle incertezze
C’è una capacità di scrittura pop in Ultimo, già segnalato per alcune uscite radiofoniche, non molto comune, perché è ispirato davvero sia nelle linee melodiche che nella capacità di proporle che è amabile per chi ama i cantautori classici ed allo stesso tempo è moderna e quindi perfetta per le generazioni attuali.
Sette ½

Veronica Marchi – La musica fa male
Poetica soave, racconto di come può essere la musica quando la scegli come compagna di vita e non come un mezzo per essere qualcuno. E la musica per queste persone qui fa anche male e non ti da altre risposte che quelle che già hai in testa. Ispirata.
Sette ½

Vittorio Sisto – Anime diverse
Tutto troppo vecchio come arrangiamento che ha il punto peggiore nella pomposità dell’inciso, cosa che non sarebbe necessaria perché la voce è già troppo piena, già è arredo. E nel chiasso ci si perde ancor di più quando sembra entrare una seconda canzone nella canzone, che rende il tutto poco capibile e soprattutto poco ricordabile.
Quattro =

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.