SANREMO 2017 – Seconda serata: Fiume VS Traversa, le pagelle dei nostri critici a confronto

sanremo 2017

Seconda serata del Festival di Sanremo e secondo appuntamento con le pagelle dei nostri critici musicali Fabio Fiume e Federico Traversa a confronto. Buona lettura…

Fiume: Ed ecco le “Scontropagelle” e stasera si parte con le Nuove Proposte su cui Federico ha qualche titubanza ad esprimersi

Traversa: Le nuove proposte non le volevo valutare; mi spiace parlar male dei ragazzi che ci stanno provando con tutte le loro forze ad emergere. Di contro mi leggete e seguite perché non sono a libro paga di nessuna radio o discografica e non voglio tradire la vostra fiducia. Quindi? Quindi sarò bastardo ma con la tristezza nel cuore.

Fiume: Io sarò invece me! Bastardo? Se uno lo merita…

Marianne Mirage – Le Canzoni Fanno Male

Fiume: C’è stoffa, personalità, e quando queste due cose viaggiano assieme non è difficile prevedere non dico carriere, ma sicuro possibilità. Il brano funziona; è radiofonico ma non scemo, come del resto cotante firme ( Kaballà e Bianconi ) sono soliti concepire.
Sette

Traversa: Elettropop fatto veramente male con arrangiamenti da terza media; voce incerta ma a suo modo interessante e pezzo che comunque ha un suo mood abbastanza personale. Il ritornello potrebbe funzionare tanto nei club quanto nei centri commerciali.
Sei 1/2

Francesco Guasti – Universo

Fiume: Le canzoni quando le ascolti più volte o ti stancano o guadagnano; nel caso di Guasti, Universo guadagna. Merito della sua buona presenza sul palco, di una voce che arreda e su cui ben si adagia il bel testo.
Sette

Traversa: Francesco Guasti, barba da hipster e accento bizzantino, ci presenta una versione indie di Fabrizio Moro che si censura. Il pezzo ha una certa quadratura e il testo un suo perché, ben enfatizzato da una voce potente. Purtroppo suona tanto di già sentito.
Sei

Braschi – Nel Mare Ci Sono I Coccodrilli

Fiume: Braschi ha il pezzo carino, quello che fa simpatia nella sua finta sconclusionatezza. Corre però il rischio di stancare con più ascolti. Così su due piedi la sua faccia mi ricorda quella di un giovane Tony Hadley. Come non sapete chi è? Siete ignoranti e non giustificati.
Sei

Traversa: Groove alla Nomadi, voce calda, refrain orecchiabile e testo a suo modo interessante. Manca completamente di innovazione ma probabilmente nemmeno la cerca.
Sette

Leonardo Lamacchia – Ciò che resta

Fiume: brano molto classico ma ben affrontato come intenzione. Qualche piccolissimo scricchiolio dettato dall’emozione che lo rende ancor più simpatico, come personaggio. E sia chiaro: classico non vuol dire ne vecchio, ne brutto.
Sei ½

Traversa: Leonardo La Macchia è simpatico, con quell’aria un po’ naif di chi è appena uscito da un rave senza aver bevuto nemmeno un goccio. La canzone parte male, lenta e tradizionale, e quando entra l’orchestra è anche peggio. Ma è giovane, accattivante, bravo, si farà. A patto che gli scrivano, o si scriva, un pezzo adatto alla sua età.
Cinque ½

E vai coi Big…

Bianca Atzei – Ora Esisti Solo Tu

Fiume: prende quota con l’orchestra. L’inciso è più forte delle strofe, a parte la frase infelice con cui si apre, che davvero è troppo diabetica. Credo si sia riscattata agli occhi del pubblico medio che è quello che poi nel corso del tempo, via social, l’ha maggiormente tagliata.
Sei +

Traversa: Bianca Atzei la odiano tutti perché dicono sia raccomandata, manco fosse la sola. Mi sembra un pregiudizio abbastanza bislacco in un paese dove la meritocrazia è più morta di Garibaldi. E l’eroe dei due mondi vi assicuro che ci ha lasciato da più di 100 anni. Devo inoltre aggiungere che la voce dell’Atzei mi piace molto, è graffiante, versatile e sporca al punto giusto. Il pezzo di stasera è nelle sue corde e lei lo porta a casa con grande sicurezza. Certo gli arrangiamenti sono più dozzinali dei tavolini dell’Ikea e il testo farebbe inorridire la Kinsella. Però lei è brava, raccomandata quanto volete ma brava. E pure gnocca.
Sei ½

Marco Masini –Spostato Di Un Secondo

Fiume: L’orchestra mette un po’ in difficoltà l’esecuzione, che in disco è ovviamente più calibrata. Però il pezzo c’è; è quel giusto compromesso tra una storia raccontata che tiene ed una radiofonicità non lasciata a casa. Marco s’incazza meno del passato, ma arriva lo stesso.
Sette ½

Traversa: L’uomo disperato che tanti ha spinto al consumo di sostanze illecite porta un pezzo del mio amico Zibba, songwriter dal talento cristallino. E si sente perché Masini non è mai stato così corrosivo e a fuoco. Spruzzate rock, voce sporca, Masini che cambia senza snaturarsi. Bravo.
Sette

Nesli & Alice Paba – Do Retta A Te

Fiume: i duetti fanno sempre presa all’Ariston e loro vincono in live più che in disco. Il pubblico li ripaga con un grande applauso. Sono arrivati decisamente di più. Il brano rispetta la scrittura di Nesli, il suo modo di raccontare ed Alice al momento si adatta.
Sette

Traversa: Nesli e Alice Paba, l’unione di fatto per raggiungere il successo. Lui, ex rapper intelligente traslato verso il pop da classifica, lei recente vincitrice di The Voice. Praticamente Al Bano e Romina trent’anni dopo, magari con un joint al posto del bicchiere di vino per raggiungere la felicità. Probabilmente andranno lontano, a me hanno solo cariato un dente. Spedirò il conto alla Universal
Cinque

Sergio Sylvestre – Con Te

Fiume: Bravo è bravo, la voce è bella pur se non sempre precisissima, ma la canzone rende giustizia solo nella vocalità al nostro, molto meno nella pochezza del racconto, davvero scontato. Il brano è di Giorgia si, va bene, ma anche Giorgia produce scarti che non incide nemmeno lei e restano li in attesa che qualcuno… è arrivato Sergio!
Cinque

Traversa: Adoro i cantanti King Size, di solito hanno stile e voce da paura. Amici mi piace un po’ meno. Sylvestre canta un pezzo di Giorgia che non è sto mostro in fatto di songwriting. Sono perplesso. Poi ascolto il brano e non è malvagissimo, un r’n’b neanche troppo annacquato che il tizio interpreta con buon piglio. Dategli roba migliore e questo spacca tutto. E se venisse dall’Italia il nuovo Marvin Gaye? Vabbè non esageriamo…
Sei ½

Gigi D’Alessio – La Prima Stella

Fiume: Gigi retrocede al melodicismo prima maniera. Tocca il testo perché sentito, vissuto, ma diversi passaggi musicali ricordano altre cose sue e pure della Tatangelo… che poi sempre sue sono. Certo è che chi non lo ama, continuerà a non farlo, ma lui probabilmente ci ha fatto il callo.
Cinque

Traversa: È il momento di Gigione D’Alessio, zitti tutti. Il re del neomelodico e di tante estati al gusto di ghiacciolo all’anguria sale sul palco in cerca del rilancio dopo qualche passaggio a vuoto. Il suo brano? Identico a uno dei 200 mila che già ha fatto in passato ma con parole leggermente diverse. In un mondo che cambia, fra gente che si evolve e altri che regrediscono, lui resta una certezza immutabile.
Cinque +

Michele Bravi – Il Diario Degli Errori

Fiume: Canzone “mengoniana” per una voce molto più piccola però, o se non altro un tantino monocorde… anche un po’ di più. Michele sa comunque raccontare ciò che canta e non è cosa da poco, soprattutto alla sua giovanissima età. Potrebbe crescere con più ascolti.
Sei ½

Traversa: Michele Bravi, lo confesso, non ho idea chi sia, però l’intro di Totti me la fa salire…dovrebbe fare un pezzo con Rovazzi. Totti, intendo… Veniamo a Bravi, che ricorda un po’ Mengoni, non so se sia un complimento. Comunque la voce è interessante, il pezzo sta insieme con dignità, quadrato come i capelli del nostro. Arriverà meglio dopo un paio di ascolti, ma c’è.
Sei +

Paola Turci – Fatti Bella Per Te:

Fiume: Si può esprimere il piacere di rivedere Paola Turci sul palco di Sanremo? Oops! Mi sa che l’ho fatto. Ritorno graditissimo comunque. Bella oggi a 50anni e passa come ieri, con un fascino d’insieme che vince il tempo. Brano al passo coi tempi, importante nel testo e internazionale nei suoni. Di grandissimo impatto.
Sette ½

Traversa: Paola Turci è sempre stata un artista di livello, che probabilmente in carriera ha ottenuto meno di quello che meritava. Il suo pezzo occhieggia a un rock melodico di facile appeal, che la sua voce impreziosisce con grande naturalezza. Peccato che il ritornello venga troppo seppellito da una base caustica e fuori asse, ma lei va avanti con la grinta giusta.
Sei +

Fiume: Robbie Williams è il pop radiofonico per eccellenza. Anche la sua faccia telegenica si presta alla grande al suo messaggio musicale, leggero ma che alla fine resta sempre.

Traversa: Secondo me è fattissimo, ad occhio direi cocaina e psicofarmaci! ovviamente scherzo!! Come performance beh direi buona, smascellava un po’ ma si sa, sono artisti sotto pressione.

Francesco Gabbani – Occidentali’s Karma

Fiume: Fa sempre grande simpatia con le sue trovate. Il filone è lo stesso dell’anno scorso, il canto sempre un po’ imperfetto ma Gabbani arriva con la sua faccia, con le sue trovate non banali.
Sette

Traversa: Al festival della canzone toscana arriva Francesco Gabbani, vincitore l’anno scorso nella categoria giovani. Si parte citando l’Amleto, poi il testo si apre in una divertente disanima della spiritualità da supermarket dei nostri giorni, il tutto su basi dance, rimandi al Battiato più disimpegnato e culi che si muovono. Bravo: un passo avanti a tutti.
Sette 1/2

Fiume: Giorgia ci ricorda pure lei perché è diventata Giorgia. Però come Tiziano Ferro e Carmen Consoli ieri, mi verebbe voglia di tirarle un calcio perché non accetta la gara. E mi chiedo: “Vanità avrebbe rischiato qualcosa al Festival?” Non credo…. E poi mi chiedo perché abbia tralasciato nel medley Strano il mio destino? Meritava uguale ed anzi, forse, essendo meno sentita ci faceva pure più piacere riascoltarla.

Traversa: Un giorno, quando sarò talmente povero da non aver niente da perdere o così ricco da potermi permettere fior di avvocati, vi racconterò la storia di Giorgia e dei biscottini in Slovenia… comunque sulla Giorgia di stasera dico che è impeccabile come sempre ma, ahimè, trovo assomigli vagamente a Virginia Raggi.

Michele Zarrillo – Mani Nelle Mani

Fiume: Zarrillo è uno che i capelli bianchi glieli abbiamo visti fare sul palco dell’Ariston. Le chitarre sostituiscono il piano su cui solitamente disegnava le sue melodie. Il compito è solito: amore e ricordi, ma proposti con qualità e con una canna vocale precisa che manco un ragazzino.
Sette

Traversa: A Sanremo c’è anche Michele Zarrillo, eterno cantore d’amore in tutte le sue forme. Ma quante te ne sei fatte, Miché? Sei peggio di Silvio. Comunque per chi ama la tradizionale canzone romantica all’italiana, lui è un guru, e a ragione. I suoi pezzi hanno sempre un discreto tiro. Anche questo…
Sei ½

Chiara – Nessun Posto E’ Casa Mia

Fiume: Mauro Pagani veste Chiara da Arisa. Come la famosa cantante lucana anche Chiara canta benissimo e sa fornire pathos, però rispetto alle cose di quel disco li di Arisa, questo brano è più molle.
Sei

Traversa: La giovane Chiara torna a Sanremo con un pezzo che procede fra sporadici vocalizzi e noia, che non decollerebbe neanche con un missile. Piatta. Peccato perchè la voce ci sarebbe. Picchiate gli autori, non lei.
Cinque

Raige & Giulia Luzi – Togliamoci La Voglia

Fiume: Un brano che strizza l’occhio ad un amore più passionale, sfuggevole, giovane. Reggono bene il palco e l’emozione, ma il brano che è pungolato da una chitarra country fuori Sanremo può funzionare di più.
Sei

Traversa: Altra coppia in gara, il rapper Raige e la piccola Giulia Luzi. La cosa più bella del brano è l’arpeggio blues in apertura poi parte un pasticcio che vorrebbe solleticare le radio ma è solo piatto, appiccicoso e oltremodo scontato. In un contesto del genere anche il rappato incazzato di Raige fa solo sorridere.
Cinque

 

  
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