SANREMO 2016 – La (s)contro pagella di Federico Traversa – la finale

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Wilson, il mio avocado rock, non lo sa ma questa è la sua ultima serata di vita. Finito il festival e compilata l’ultima pagella di questa edizione, accompagnerà sulla mia tavola una bella tartare di salmone. Mi spiace, amico mio, ma si chiama catena alimentare. Anche Carletto Conti un giorno verrà rimpiazzato da un conduttore più giovane e abbronzato.
Quindi partiamo, conta solo l’adesso, e che il Buddha ce la mandi buona.

wilson

Francesco Gabbani, vincitore fra i giovani ieri sera, esegue la sua Amen. Segue video conferenza da New York con i ragazzi del Volo, vincitori della scorsa edizione. Li avevo rimossi ma a quanto pare sono ancora in attività. E fanno un tour mondiale. Rock n’roll, ragazzi.
Quindi arriva l’annuncio del ripescato fra i cinque big eliminati ieri sera: Neffa, Irene Fornaciari, Dear Jack, Zero Assoluto e Bluvertigo. Uno si salverà e rientrerà in gara, gli altri 4 lasceranno Sanremo. Wilson tifa per Morgan, io per Neffa, continuo a sostenere che la sua canzone non sia stata capita.
Un po’ a sorpresa si salva Irene Fornaciari. Mi fa piacere, non mi piace per niente il suo pezzo ma l’idea che lo sorregge è nobile e lei una tipa molto tranquilla.
Dopo l’esibizione di Roberto Bolle sulle note dei Queen parte finalmente la gara.

Prima ad esibirsi Francesca Michielin. Sia il suo pezzo che la sua interpretazione fin qui non mi hanno convinto particolarmente. E stasera va anche peggio, anche se le va data l’attenuante che esibirsi per primi a Sanremo è sempre complicato.
Voto 5,5

Secondo artista in gara Alessio Bernabei, con tanto di video messaggio di augurio da parte di Miguel Bosè. E Alessio ne ha bisogno perché la sua paraculata pop non sembra stia entusiasmando. Eppure sono certo che alla fine i ragazzini la ameranno, si tatueranno infinito sulle palle e tutti al mare!!!
Voto 5+

Devo fare mea culpa con Clementino, terzo artista ad esibirsi stasera, perché con lui ero partito prevenuto; la prima serata poi ha cantato non benissimo e così l’ho liquidato con eccessiva severità. La sua Quando Sarò Lontano non è il mio genere, esattamente come non lo sono i brani buonisti alla Jovanotti, ma ciò non mi impedisce di riconoscere un certo valore nella scrittura e un’indubbia capacità nel rappare. Rimango perplesso sul ritornello, ma quelli son gusti personali. Wilson però preferisce Marracash.
Voto 6,5

La divina Patty Pravo fa un Sanremo a sé, e probabilmente può permetterselo. Brano d’atmosfera, presenza scenica imponente, voce così e così. Ma lei se ne frega e incassa solo applausi.
Voto 6,5

Lorenzo Fragola esce un po’ incompiuto da questo festival dove presenta un pezzo non bruttissimo ma di poco spessore, esattamente come la sua interpretazione. E poi Wilson lo detesta per il cognome.
Voto 6-

La Noemi che preferisco è quella del disco sperimentale a Londra, lei ha grinta e vocalità per osare di più. La Borsa di Una Donna all’inizio non mi è piaciuta ma devo ammettere che riascoltata ha un suo perché, anche se continuo a ritenere il testo brutto, avviluppato su stesso nel raccontare il mondo femminile utilizzando i soliti stereotipi.
Voto 6,5

Momento ospitone con Cristina D’Avena, voluta a tutti i costi dal web, soprattutto dagli amici di All Music Italia. Anzi fu proprio del nostro sordido direttore l’idea, e non di Max Brigante e Andrea Pellizzari. Comunque ascoltando Cristina intonare Kiss Me Licia penso che se ci fossero i Beehive a Sanremo salirebbe il livello.
Gli Elio e le Storie Tese ormai sono onanisti per i virtuosi delle sette note o per gli appassionati di Colorado Café. Però vestirsi da Kiss è una genialata e loro sembrano divertirsi da morire.
Voto 6

Poi un po’ a sorpresa arrivano Pieraccioni e Panariello a tirar in mezzo Sammy Davis Conti; un bel momento in cui tre amici di sempre, che hanno fatto mille casini in gioventù, si ritrovano dove trent’anni prima mai avrebbero pensato. Divertono e si divertono. E poi Wilson ama Leonardo perché, mi dice lui con accento toscano “quel bucaiolo fa sempre i film pieni di f…”.

La gara riprende con la sgraziata Arisa, che cresce ad ogni ascolto e non mi sorprenderei arrivasse sul podio. La canzone è difficile ma di spessore e la sua voce vi aderisce perfettamente.
Voto 7

Gli Stadio hanno fatto un festival da paura. Precisi, mai fuori misura e sempre emozionanti. Nel mio podio dei sogni sarebbero a giocarsela con Ruggeri, Rocco e Arisa.
Voto 7,5


Annalisa è un’altra super favorita, a detta della carta stampata. Dicono che il suo pezzo è una bomba, che lei è bravissima, eccetera, eccetera. A me non sembra sta gran cosa, anzi le sue esibizioni mi hanno annoiato parecchio. Ha una buona vocalità ma non è Celine Dion. Il pezzo poi non mi sembra questo gran capolavoro. Anche Wilson non mi sembra molto preso dalla canzone, visto che ha tirato fuori gli omini del Subbuteo e sta preparando il campo.
Voto 6

Momento super ospite: Renato Zero. Niente da dire, un professionista capace di rotolarsi sul palco di Sanremo felice come un maiale nel fango. Oh, è un complimento. Almeno finché canta. Quando parla si trasforma in una versione incomprensibile di Papa Francesco che lancia proclami bislacchi, un minestrone di luoghi comuni ed esercizi di ego.
Torniamo alla gara.
Tocca a Rocco Hunt, che mi è piaciuto da subito. Sarà il groove alla James Senese, saranno le sacrosante verità che racconta il suo testo, sarà che è simpatico. E se vincesse non sarebbe una bestemmia.
Voto 7,5


Dolcenera: una bella canzone la sua, e un’ottima autrice lei, peccato sia sempre troppo misurata, quasi non tirasse fuori tutto il suo pieno potenziale. Un po’ come se mangiassi solo mezzo Wilson. Tranquilli lo mangerò tutto.
Voto 6,5


Enrico Ruggeri è stato una delle più belle realtà di questo festival. Si è mangiato il palco, ha sperimentato e si è divertito. Il tutto a quasi 57 anni. Sciapò
Voto 7,5


Giovanni Caccamo & Deborah Iurato hanno deluso parecchio, con un’esibizione slavata e una canzone abbastanza anonima. Che sia la fine dei duetti improvvisati a Sanremo? Ne dubito.
Voto 5,5

Arriva Valerio Scanu. Su twitter e facebook oggi vedevo suoi fans ovunque. Un vero mistero capire cosa trovi l’italiano medio nella voce di questo ragazzotto dall’aria pavida. La canzone a me non è arrivata ma mia moglie dice che non è male. Wilson la fischietta mentre ne accende una ed io, sfinito, mi arrendo e gli do un punto in più.
Voto 5,5

Chiude Irene Fornaciari e la mia idea non cambia. Mezzo in punto più per il tema trattato.
Voto 6-

Siamo quasi alla fine, sia io che Wilson siamo stremati. Lui è anche euforico per un mix di alcol e antidolorifici ma questa è un’altra storia. Il mio podio ideale?. Primi gli Stadio perché in questi interminabili 5 giorni hanno emozionato più di tutti. Secondo Ruggeri perché il suo pezzo è una figata. 3° Rocco Hunt perché è fresco e ci ha fatto muovere il culo senza rimare d’amore. A seguire Arisa, Dolcenera, Noemi, Clementino e poi gli altri. Ovviamente non andrà cosi.

E invece… rullo di tamburi: vincono gli Stadio e Curreri quasi non ci crede. Per una volta un po’ di giustizia si affaccia anche sul mare di Sanremo. Seconda la Michielin e terzi Iurato/Caccamo. Vabbé non si può avere tutto dalla vita.
Tanto tra una settimana nessuno si ricorderà mezza canzone della gara, mad’altronde il festival è cosi. Mica avrete pensato si trattasse di una cosa seria?
Alla prossima, guagliò.

 

  Federico Traversa aka F.T. Sandman è scrittore e co fondatore di Chinaski Edizioni, casa editrice genovese indipendente. Ha scritto decine di libri a tema musicale: da Bob Marley alla prima biografia su Jim Carrol e altri ancora in collaborazione con Tonino Carotone, con il rapper Vacca, Babaman, gli Africa Unite e Don Andrea Gallo (quattro libri dal 2008 al 2012). E' autore insieme ad Andrea Napoli e con la collaborazione del rapper Tormento del libro “Who Shot Ya?”, sulla tragica morte delle leggende del rap Tupac Shakur e Notorious B.I.G. Nel 2014 a un anno dalla morte di Don Gallo, Federico pubblica “Camminare Domandando- Ultime conversazioni con Don Andrea Gallo” (Chinaski Edizioni).
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