“Push-e-bah”, il primo album in Italia realizzato interamente con un iPhone da BE A BEAR

be a bear

Lo scorso maggio è uscito un disco molto particolare… si chiama Push-e-bah ed è stato registrato da Be A Bear, artista bolognese al secolo Filippo Zironi, usando soltanto un iPhone… una caratteristica sicuramente singolare e di tutto rilievo per questo prodotto musicale prodotto da La Sete Dischi.

Il disco è stato messo inizialmente in free download per qualche tempo ed ora è in vendita in tutti gli store di musica digitale. Un disco realizzato grazie alla vittoria al concorso per band emergenti LE CANZONI MIGLIORI LE AIUTA LA FAME indetto ogni anno dall’etichetta indipendente La Fame Dischi. Dall’album è stato estratto anche un singolo intitolato Don’t Say No.
Su quest’ultimo, come per altro pare chiaro anche dal titolo, lo stesso artista dice:

Proviamo a dire meno no, a vivere più sereni e a non dare nulla per scontato”.

La musica di Be A Bear è già stata scelta per alcuni spot pubblicitari, tra cui quello della Mecatech (azienda produttrice della macchinina radiotelecomandata campione del mondo) e la Roland DG. Anche lo street artist Millo ha scelto le musiche di Be A Bear per promuovere la sua arte.

Di scuola ska-punk, Filippo Zironi con Be A Bear esce con il suo singolarissimo progetto, tanto semplice quanto geniale. A partire da un anno e mezzo prima dell’uscita del disco, infatti, l’artista bolognese ha pubblicato sui social un brano al mese, con precisa continuità. “Pillole” di quotidianità, racconti di vita vissuta catturata giorno dopo giorno, nella semplicità e nella realtà delle avventure che di consueto affrontiamo; ispirazioni tratte dalla semplicità delle cose e dai momenti vissuti, ma che altresì coinvolgono e inglobano temi di interesse mondiale quali “l’intero pianeta terra, i popoli del nord e del sud del mondo, le cascate, i mari, la pioggia, i tamburi degli indiani d’America e i suoni del Medioriente”. Il tutto su base elettronica mescolata a rock da vecchia scuola e ai suoni della natura, in cui più che la voce, a lasciare il segno sono le immagini, i video e i montaggi emozionali di un messaggio chiaro e positivo.

Nei suoi spettacoli Be A Bear più che in un live vero e proprio si esibisce in un viaggio sensoriale; un’istallazione audio/video, una sorta di “concerto visivo”. Su un pannello 3×2 metri, dove si intravede una sagoma di un grande orso bianco, verranno proiettati i video creati e montati (ovviamente col suo iPhone) appositamente dal musicista per rendere più “vive” le sue canzoni.

be a bear

Nell’ultima parte l’artista sbucherà tra la gente, ovviamente con indosso la maschera da orso, per poi salire sul palco accompagnato dalla sua “winebox”, chitarrina a tre corde fatto a mano da lui stesso, per concludere l’esibizione e salutare i presenti, ma non è escluso che anticiperà il suo ingresso già dopo i primi brani. Durata show 50 minuti, sul palco oltre allo schermo/orso, un amplificatore ed un microfono.

 

  Inizio a scrivere circa 10 anni fa cimentandomi in racconti brevi, prevalentemente in stile thriller/horror perchè è ciò che leggo ed è ciò che mi piace leggere (Stephen King, Dean Koontz, Donato Carrisi, Giorgio Faletti...) Nel 2010 nasce così "Il Gatto", pubblicato dalla casa editrice Albatros. Seguono altri racconti brevi e nel 2010/2011 un secondo romanzo, "La Nebbia Di Pontevecchio", che è tutt'ora inedito. Negli ultimi due anni decido invece di cimentarmi in poesie, per lo più ispirate e contaminate dalla musica che ascolto.