I POCO DI BUONO lanciano la trascinante “Cenere” in attesa del nuovo album

poco di buono

“Qui mi aspetta il mondo, non mi aspetti tu” è uno dei versi forse più significativi di Cenere, il nuovo singolo dei Poco di buono, disponibile dallo scorso martedì 7 marzo sulla piattaforma streaming di Spotify e in radio da oggi.

Come forse si intuisce già dal singolo verso che abbiamo citato, Cenere parla della fine di un rapporto, della saturazione della relazione tra due persone che hanno provato a stare insieme. “Qui mi aspetta il mondo, non mi aspetti tu”, appunto. Cenere, e non bisogna aggiungere molto perché il messaggio arrivi forte e chiaro. Il testo della canzone è di fatti molto diretto, con un inciso molto potente nel quale ritorna la sensazione di spaesamento e di voglia di risposte che puntualmente non arrivano. “Come siamo arrivati a bruciare, a farci del male?” è, non a caso, la frase che chiude il ritornello.

Il ricordo, l’amarezza, la delusione e il senso di impotenza davanti a eventi sui quali non abbiamo il controllo assoluto, come la fine di una storia d’amore, sono temi che ritornano ciclici in tutto il brano. “Questa vita è veloce, stare fermo a guardare mi fa solo male”, cantano i Poco di buono. Il tutto basato su un sound moderno e piacevole che fa trascorrere i 3 minuti e mezzo della canzone molto velocemente lasciandoti in testa frasi e melodie che continuano anche quando la musica si interrompe.

Per spiegare il brano, che anticipa l’uscita del nuovo album prevista per la fine del 2017 e prodotto dall’etichetta milanese Rusty Records, i Poco di buono usano queste parole:

Quando tutti ti cercano e l’unica persona che vorresti non ti vede più, ci si accorge di non conoscere bene nemmeno sé stessi scoprendo tutte le proprie debolezze. Inevitabilmente il rapporto finsice, e se prima era fuoco, ora è solo cenere.

Insomma, i quattro giovani artisti milanesi provano a sbaragliare il panorama pop musicale italiano attraverso un brano potente e moderno, in attesa di lanciare a fine anno l’album che, considerate le premesse, sarà molto interessante ascoltare.

Ricordiamo che I Poco Di Buono (pocodibuono) si formano a Segrate (MI) nel settembre 2009 da un’idea di Filippo Gimigliano (voce) e sono composti da Riccardo Ierardi alla batteria, Tommaso Sgarbi alla chitarra e Roberto Labriola al basso. La band sin dai primi mesi inizia ad esibirsi in vari locali milanesi con un repertorio di inediti e cover, ma con il passare del tempo sente l’esigenza di lavorare solo su canzoni proprie fino ad arrivare a Chiara, con la quale si classificano secondi al concorso per aprire il concerto di Ligabue allo stadio San Siro, con più di 3000 voti. Nel giugno 2010 si esibiscono al PalaSegrate al Concerto per Chiara, una data indimenticabile grazie alla quale il gruppo viene consacrato. Da questo momento in avanti si apre la porta per una lunga stagione di concerti dal vivo. Il tutto culmina nel giugno 2012 alla finale nazionale dell’evento Emergenza con concerto all’Alcatraz di Milano, una data unica, che rimarrà stampata nel cuore della band e dei loro fans, sempre in crescita.

Tra il 2013 e il 2014 la band inizia a registrare il suo primo album dal titolo Cambiare il mondo, disco autoprodotto che contiene otto brani originali ed una cover.

Il 22 novembre 2014, con il singolo Io ti penso qua la band si aggiudica il primo posto nella categoria inediti al Festival di Macherio, aggiudicandosi anche il Premio Mia Martini. Grazie a questo si esibiscono anche nella notte di capodanno 2015 in piazza Bra a Verona davanti ad una folla di 40.000 persone per l’evento Grandi Festival Italiani.

L’uscita del disco apre alla band un’estate piena di concerti in giro per l’Italia, toccando Milano, Lecce, Roma, Modena, Sanremo, Arona e tanti altri piccoli comuni.

Il 20 settembre dello stesso anno la band partecipa tra gli artisti emergenti all’evento Buon compleanno Mimì al teatro Nuovo di Milano, esibendosi con artisti del calibro di Masini, Dolcenera, Ron ecc.

A febbraio 2017 firmano con l’etichetta Milanese Rusty Records per il nuovo progetto discografico.

Articolo di Luca Aveta per All Music Italia

 

  
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