Da Oggi In Radio 20 aprile… Le Pagelle Dei Nuovi Singoli Di ERMAL META, ANNALISA, DEAR JACK, GIONNYSCANDAL e…

nuovi singoli

Dopo una settimana d’assenza torna la seguitissima rubrica del Venerdì, Da Oggi In Radio, in cui il nostro critico musicale Fabio Fiume ci commenta tutti i nuovi singoli della settimana. Non temete, ovviamente per questa edizione Fabio ha recuperato anche moltissimi brani usciti la scorsa settimana e non recensiti.

Si ricorda che si tratta del parere del solo Fabio Fiume e non di tutta la redazione di All Music Italia e che i voti espressi al termine delle mini recensioni non mettono in relazione alcuna gli artisti tra loro ma essi sono espressi in base a come il nuovo brano proposto si pone rispetto alla carriera di chi lo propone.

Annalisa – Bye bye

Indubbiamente l’album, a cui questo brano da il titolo, conteneva brani migliori di questa ballata elettronica dove la cantante savonese resta un po’ prigioniera dei suoni campionati e non viene fuori. Inoltre il pezzo, comunque non brutto, non ha un’esplosione che lo renda più giusto per la stagione che arriva.
Sei

Enrico Arnoldi – Un’altra favola

Molto Michele Bravi nelle basse, pur se con meno personalità. Viene però fuori nelle tonalità medie e nei falsetti che in questa canzone sono posizionati con intelligenza per richiamare l’attenzione nei momenti strategici di partenza degli incisi. Funziona.
Sei ½

Audio 2 & Tony Esposito – Mediterranea

E’ reale fusione di due stili, quello pop melodico degli Audio 2, in cui il vocalist ha un po’ corretto al ribasso la tonalità, ed il percussionista partenopeo interviene cono il suo caratteristico sound pieno di riferimenti raccolti in giro per il mondo con particolare attenzione al mondo delle percussioni mediorientali. Davvero piacevole l’ensemble.
Sette ½

Edoardo Bennato – Mastro Geppetto

Rinsavito dalla botta in testa che lo aveva reso “Peter Pan dipendente”, si ricicla su un’altra fantastica storia, quella di Pinocchio. Qui però c’è un musical in scena nel 2019 che prende le basi dal di Bennato disco, Burattino senza fili, a cui il cantautore ha aggiunto due brani su personaggi non curati nell’opera madre. Per Mastro Geppetto sembra di essere al seguito di uno di quei teatri ambulanti di guitti, giullari e carillon dell’ottocento. Riuscito, ma confinato all’ambiente teatrale.
Senza voto

Nicola Beuti – Sopportami così

La scrittura è abbastanza interessante anche perché qui riesce a giocare simpaticamente col concetto della sopportazione che non sempre riesce così simpatico. Andrebbe un po’ curata l’esposizione vocale, con troppe e aperte e schiacciate, come il sopporto teae che è base dell’inciso. E poi non sopporta chi giudica… e quindi non sopporterà me.
Cinque ½

Emiliana Cantone – Quanto me fatto chiagnere

Ballata di passione e sentimenti complicati da gestire che ricalca gli stereotipi della tipica canzone napoletana melodica. C’è forza però nella vocalità della nostra ed il brano ha una sua forza verace che pur tutto in italiano non avrebbe perso.
Sei

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Red Canzian – L’impossibile

La ritmica resta sempre fondamentale nel nuovo singolo del ex Pooh; d’altronde per un bassista… Tuttavia la forza del pezzo di Sanremo era tutt’altra. Questo è meno ambizioso e più prevedibile.
Cinque

Dear Jack – Non è caso se l’amore è complicato

Nuova voce che arriva da uno degli storici elementi, ma il brano che pur musicalmente è un pop rock non disdicevole si perde un po’ tra un incipit musicale e di strofe che sa di Si Viaggiare di Battisti e tutto il resto del coautore Zampaglione, già Tiromancino che è talmente rintracciabile nelle intenzioni che tanto vale la canzone se la cantava lui.
Cinque

Vittorio De Scalzi – L’attesa

Troppa storia musicale per giudicare sufficiente questa canzone che parte con un suono di tastiere vintage e che è melodicamente sempre tutta un po’ uguale ed a cui manca un’esplosione strumentale importante.
Quattro ½

Massimo Di Cataldo – Ci credi ancora nell’amore

Pacato e finalmente risolto in questo brano dopo un po’ di tentativi di ritorno mai particolarmente da rimembrare. In questa forma ballata con inciso in crescendo e titolo emblematico mostra invece piena forza senza cadere nel mestiere.
Sei ½

Elisa – We will be strangers

Fa così 80 questo nuovo singolo di Elisa che qui torna a sperimentare qualcosa per lei di nuovo, uscendo dal torpore forzatamente melodico di cui sembrava essere prigioniera. Ed è inutile dire che funzioni, anche grazie alla bella, modulabile e riconoscibile voce.
Sette

Entics – Cover

Funzionale e persino un po’ lanciato verso il canto senza il nascondersi dietro gli effetti trap. Entics cresce restando giusto per i coetanei ma non finendo prigioniero dello stile di moda attuale. E quando canta mi ricorda Meneguzzi… ne sarà contento?
Sei

Gemitaiz & Coez – Davide

Si uniscono due pesi massimi dell’attuale mondo rap/trap/urban e perché no anche pop del momento. Il pezzo funziona per racconto che è scorrevole e seguibile, con pochi slang di quelli che devi essere per forza del giro per capire. Coez di suo riesce persino a non sembrare troppo uguale a se stesso.
Sette

GionnyScandal – Il posto più bello

Adolescenziale ma tutto sommato giusta per il pubblico a cui si rivolge. Spruzzata di reggaeton su suoni abbastanza semplici e buona esplosione d’inciso e poi va detto come punto a favore che il nostro porta un po’ di positività nel suo racconto.
Sei +

I Giocattoli – Astronauta

Più interessante musicalmente, che in alcuni momenti è ipnotica, che nella resa canzone che ha un inciso un po’ confuso che vanifica anche la buona idea di palleggiarsi il cantato tra voce femminile e maschile. Un po’ affrettato il finale.
Cinque

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Jeffrey Jey – Lega

Siamo sicuri che questo pezzo non sia scritto da Gazebo? Mi sento ripiombato al 1983 di colpo e soprattutto resto sorpreso dal non sentire Jey bloccato nel solito modo di arrangiarsi la voce come se gli Eiffel 65 non si fossero mai sciolti. Piacevolissimo amarcord musicale… più che di testo non adattissimo ad un cinquantenne.
Sei ½

Miss Keta – Botox

Mugulii alla Erotica di Madonna, solo che lei è arrivata 25 anni fa. Musicalmente va da un’altra parte, ovviamente, ma a parte strappare un’attenzione curiosa da serate a tema, cosa che però crea il caso, è un po’ difficile pensare che un brano del genere abbia un futuro fuori da quei confini.
Quattro

Lorenza Mario – E’ così che io vorrei

Showgirl col vezzo del canto dimostrato ampiamente a Tale & quale Show, la Mario si propone con un brano che le darebbe magari anche l’agio di proporlo con tanto di coreografia a contorno. Sembra strappato ad una parte della discografia dei Dirotta Su Cuba, quella un po’ più inutile, ma la voce non è così riconoscibile come quella della Bencini.
Cinque ½

Ermal Meta – Dall’alba al tramonto

Chitarre e basso funky 70, strofe piene di quei tanti “dicono” che spesso danno più fastidio che altro, qualche effetto elettronico sulla voce ed un inciso ficcante che è impossibile non memorizzare e dal quale non lasciarsi trasportare.
Sette +

MirkoEilCane – Gusti

Canta di più in questo nuovo singolo la rivelazione dell’ultimo Sanremo, che qui racconta una serie di spaccati, di personalità diverse, con gusti musicali altrettanto differenti, eppure tutti hanno un loro perché. Ed è il suono di chitarra che si prende il peso di fare da inciso.
Sette

Fabrizio Moro & Ultimo – L’eternità

Dopo Sanremo sanno tutti che uno dei vincitori dei big, Moro, ed il vincitore dei giovani Ultimo, arrivano dallo stesso quartiere non proprio facile di Roma; e chi non lo sapeva? Ecco adesso lo sa! Ma resta poco di questo brano che è molto Moro ballad, poco appetibile per il mondo radio ed in cui l’intervento di Ultimo sembra proprio aggiunto in un secondo momento. Magari non è così… ma così pare.
Cinque

Noemi – Porcellana

Uno dei brani migliori di un album riuscito a metà. Suoni elettronici che Noemi domina con la sua voce sporca, così come non proprio pulitissimo è il testo. Eppure ci sono delle parole che completano il senso di un brano e si possono quindi assolutamente perdonare.
Sette ½

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Non Giovanni – Stare bene con te

E’ chiaro che i giovani e anche i “non giovanni” hanno riscoperto gli anni 80 e musicalmente questo brano poteva tranquillamente far parte della discografia di Sandy Marton. Quando vocalmente sale, ricorda Giovanni Caccamo… anche con gli stessi scricchiolii d’intonazione, tanto che sarei curioso di sentirlo dal vivo.
Sei

Marcello Pieri – Se cerchi un eroe non sono io

Quasi 25 anni fa cantava Se Fai L’amore Come Cammini ed ebbe un certo ritorno poi soffocato subito da un Sanremo trascurabile. Adesso è un maturo cantautore che propone una ballata vissuta che però ha strofe che ricordano altro ed un inciso che ha appigli di forza solo nella frase del titolo, tanto che finisce col giocarci troppo.
Cinque

Piotta – Domani è un altro giorno

Canzone adatta come soundtrack per un film dei Manetti Bros, una volta fuori dalla loro sbandata partenopea. Piotta riesce a reinventarsi ed a tornare non dandoti mai la voglia di dire: “ma ancora sta in mezzo”? L’inciso è un punto forza così come la ritmica che sostiene il brano tutto. Forse ci sarebbe voluta una variazione
Sei +

Roshelle – Drink

La ragazza lanciata da X Factor fa sul serio con un brano che ha passaggi funky, come la chitarrina ed il basso di sottofondo, ed un inciso ficcante, che resta impresso al primo ascolto.
Sette

Ron – Tu non mi basti mai

Inizia con un piano e voce questa cover del grande Lucio, rispetto all’accompagnamento che aveva in originale. Ron però ne mantiene intatte le intenzioni di uno ( forse ) degli ultimi capolavori dell’amico mai dimenticato.
Sette

Alessandra Salerno – Piovono ombrelli

Voce impostata e tecnica per un brano che è più mostra di questo che prodotto appetibile per il mondo radio. Eppure la struttura musicale, basata sul ritmo, avrebbe permesso anche un approccio meno spocchioso.
Cinque

Spada & Fiction – With you

Il dj italiano si produce in un brano che sembra strappato alla discografia di Justin Bieber e persino la voce del vocalist lo ricorda in alcune sfumature. Orecchiabile ma non certo originale.
Cinque ½

Matteo Trenta – Futuro perverso

Qualche citazione di nomi importanti per strappare attenzione su questa accozzaglia di idee, nemmeno cattive, ma prese magari singolarmente. Il testo poi è nervosamente furbetto.
Quattro

Trissati – Un lungo viaggio

Qualche analogia di scrittura con Carmen Consoli di cui però non ha il carisma vocale. Il brano ripiega un po’ su se stesso e trova un convincente momento nel sound della variazione, che avrebbe meritato una voce più impulsiva e meno pulita.
Cinque =

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.