ORNELLA VANONI: “I napoletani sono un po’ figli di p…”. Poi la cantante si spiega (VIDEO)

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Senza cattive intenzioni ma di certo in maniera incauta, ieri la titanica Ornella Vanoni ha alzato un gran polverone, per via di una battuta un po’ infelice nei riguardi dei napoletani, definiti “un po’ figli di p…“.

Premessa. La grande interprete, milanese doc, attualmente sta girando l’Italia per promuovere Ma che bella sorpresa, commedia di Alessandro Genovesi nei cinema dall’11 marzo: nel film la Vanoni fa coppia col mitico Renato Pozzetto, al fianco di Claudio Bisio Frank Matano, protagonisti della pellicola. E tra le città visitate per la promozione non poteva mancare Napoli, dal momento che lì si sono svolte le riprese del film; ma proprio sul conto dei napoletani la cantante ha usato parole piuttosto pesanti durante la conferenza stampa, affermando: “Mi hanno portato in un posto orribile, tutto molto caotico“. Come riportato da Rita Guitto su RoadTvItalia, pare che la donna non fosse lucidissima e che Claudio Bisio sia intervenuto per interromperla: “Ma sì, mi piace Napoli nel bene e soprattutto nel male! – ha proseguito lei – Napoli è molto simile al Brasile (Ma che bella sorpresa è appunto un remake di una commedia brasiliana del 2009, ndr), e anche i napoletani sono simili ai brasiliani. Io lo so perché ho viaggiato tanto: i napoletani, come i brasiliani, sono figli di put***a. Sembra sempre che vogliano fregarti“.

E da un’espressione così colorita, come poteva non scaturire una gigantesca polemica?

Naturalmente, col senno del poi e in un momento di tranquillità, è stata la stessa artista a chiarire la sua posizione, spiegando l’accaduto in un lungo post sulla sua pagina ufficiale Facebook. Leggetelo con attenzione, lo riportiamo integralmente.

“Ho desiderato ardentemente esibirmi a Napoli con il mio ultimo spettacolo “Un filo di trucco un filo di tacco”: il 9 marzo sarò all’Augusteo perché amo questa città. Ho battuto i piedi per non tralasciare questa tappa italiana e non vedo l’ora di poter guardare negli occhi i Napoletani e dir loro di persona quanto sono pazza di loro, che, si sa, di musica se ne intendono. Inoltre alcuni amici Napoletani mi hanno chiesto di fare un concerto per la Lilt (lega italiana per la lotta contro i tumori) e stiamo già organizzando l’evento.

Ma si sa, ormai è così… apri bocca e tutti sono liberi di riportare come meglio credono, condire, farcire, arricchire… E poi il web impazza, i commenti pullulano, gli insulti si sprecano. Siamo in un paese libero ed è giusto che ognuno dica la sua, ma allora anch’io dico la mia e ci tengo a precisare una serie di cose.

Andiamo per ordine.
Napoli una città orribile? Niente di più lontano dal mio pensiero! Napoli è una città meravigliosa, la amo alla follia, nel bene e nel male, ha delle qualità che poche città al mondo hanno, e io non mi stanco mai di mettere piede a Napoli, Capri, Ischia e in tutta la Campania.
I Napoletani dei figli di p***? Possibile che non sia chiaro il senso in cui l’ho detto? Mi scuso per l’espressione che ho scelto, ma ciò che intendevo mettere in evidenza è la loro ironia, la scaltrezza, la furbizia, qualcuno come sinonimo potrebbe dire “simpatiche canaglie”… Come i Brasiliani… E chi mi conosce sa quanto ho amato e amo alla pazzia quel popolo (vi ricordate il mio disco “La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria”?), e lo stesso vale per i Napoletani.
A presto Napoli, sono pazza di te
“.

Insomma, Ornella Vanoni non si è affatto risparmiata e ha usato parole di grande affetto verso la città di Pulcinella, inoltre la sua iniziativa pare mossa da un desiderio autentico di riparare alla spiacevole uscita di ieri. Non resta che chiedersi: basteranno queste righe a placare il malcontento del popolo partenopeo, ancora piuttosto inasprito per quanto avvenuto?

AGGIORNAMENTO – Ecco il video dell’estratto incriminato della conferenza, inviatoci dall’account Terza Pagina su Twitter, in cui si evince la bonarietà dell’affermazione di Ornella Vanoni:

  Salentino, studio Lettere (curriculum classico) all’Università e la Lingua dei Segni italiana presso l’ENS di Lecce. Già blogger occasionale per “un Filo-Blues” (all’interno di 20centesimi.it) e membro dell’Osservatorio Musicale Salentino, nato a seguito di un corso di critica musicale dell’Università del Salento. La mia vocazione è il canto, in più suono il pianoforte e mi piacciono molto la black music, il cantautorato – amore profondo per quello un po’ stagionato! – e gli strumenti dalle sonorità naturali, come l’armonium.
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