Da oggi in radio… 23 giugno: le pagelle dei singoli di TIZIANO FERRO, TONY MAIELLO, ARTICOLO 31 2.0 e…

francesca michielin

Ed anche oggi è pronta la nuova Da Oggi In Radio, la rubrica in cui il nostro critico musicale Fabio Fiume ci dà il suo parere sulle uscite in radio dei nuovi singoli. Questa settimana tantissimi artisti sono passati via cuffie nelle sue orecchie, da Mina & Celentano ai nuovi Articolo 31 2.0, da Syria ed Ambra a Tony Maiello, da Lo Strego a Tiziano Ferro con Da Soul e tanti, ma proprio tanti altri.

Si ricorda che i voti espressi al termine delle mini recensioni non mettono in relazione gli artisti tra loro, ma rappresentano il valore dato a quella canzone, considerando la carriera dell’artista che la propone. Inoltre non si tratta dell’opinione di tutta la redazione di All Music Italia ma solo dell’autore della rubrica che a tal proposito ha voluto questa settimana rilasciare una dichiarazione:

Cari lettori mi sento in dovere questa settimana di fare una precisazione riguardo a questa mia  rubrica che fortunatamente, grazie a voi, è diventata un successo. Lo faccio a seguito di una serie di email e rimostranze che ho avuto la settimana scorsa da parte della fanbase di un artista che ne ha fatto parte. Volevo precisare che la mia scala voti va generalmente dal due all’otto! Non scendo sotto il due perché cerco sempre di non dimenticare che c’è comunque del lavoro dietro una canzone, non solo del cantante ma anche di persone che ci hanno sudato, suonandoci, mediante ore di studio etc etc. Allo stesso modo credo che andare oltre l’otto significhi aver sentito non una buona o buonissima canzone, ma aver sentito qualcosa di miracoloso ed a mio avviso i miracoli sono davvero pochi ed avvengono piuttosto raramente. Quest’anno, ad esempio, credo di aver dato soltanto un nove a “Il Conforto” di Tiziano Ferro & Carmen Consoli e sfido sinceramente a non pensare che quella canzone, per un insieme di fattori, rasenti quasi la perfezione. Detto questo va da sé  che in una simile scala, dare un Sei significa che il brano è promosso con sufficienza, ma già se sposto l’asticella al sei e mezzo, non sto intendendo una più che sufficienza ( che tra l’altro paleso col 6+ ) ma un giudizio soddisfacente in linea generale. Completo rispondendo poi ad una critica arrivatami via mail: Non sono solito palesare le mie simpatie ed antipatie nel lavoro; non mi accanisco con chi mi è antipatico, che fortunatamente è tra l’altro un sentimento che provo per pochissime persone che conosco bene e non certo per gli artisti che, quando li conosci, ci hai passato al massimo una serata. E non sono nemmeno solito palesare le mie simpatie allo stesso modo. Ci sono artisti che sempre per quella serata passata assieme magari pensano di essere immuni da un quattro. Non è così e non lo è per serietà di lavoro. Non mi sentirei a posto con la mia coscienza. Meglio che se ne facciano una ragione loro, che io. Mi rendo conto però che di questo dovete solo fidarvi, non ho altro modo per dimostrarvelo se non scrivendo. Detto questo vi saluto tutti cordialmente e vi lascio con la lettura che, stando qui su questa pagina, probabilmente desideravate fare.

Il Vostro Fabio.

Articolo 31 2.0 – Domani…refresh

Lasciando stare le chiacchiere sulla gestione del marchio Articolo 31 che han fin troppo tenuto banco, questa Domani in una nuova versione, rivisitata 21 anni dopo, è stata affrontata con rispetto. Tuttavia manca il graffio della sporcizia di Ax e si percorre il tutto con una morbidezza più patinata. Anche la voce di Paola Folli, dell’originale, era un’altra cosa.

Cinque

Fabio Biale – Viene la musica

Accenti blues che dovrebbero rendere pieno d’anima, sporcare questo pezzo che invece tutto sommato scorre via senza grandi sussulti. Invece l’unica cosa sporca è il violino finale, che fa molto artista di strada. Posta in questo modo suona come una bside.

Cinque

Carlo Bolacchi – Professione italiano

Registro ed anche inflessioni che ricordano quelle di Fabrizio Moro a cui però è partito un ponte dei denti tanto da non trattenere queste “e” così aperte, che devi correre a chiuder le finestre sennò c’è corrente! Indubbiamente Bolacchi ha un suo mondo da raccontare ed il testo di questa Professione Italiano ne è la prova, ma va trovata anche una chiave interpretativa personale che parta proprio dalla dizione; e non è per fare il professorino ma non si possono sentire “cassaetto, staelle, svaeglio, staesso”… e potrei continuare!

Cinque

Daiana Lou – Say something

Originalissima proposta che alle prime battute mi ha ricordato un recente brano di Alle Farben per intenzione, per poi andare verso un’altra parte con grande personalità vocale e strafregandosene di percorrere situazioni pop più memorizzabili ma meno Daiana Lou.

Sette ½

Joe Damiani – Tutto sembra possibile

Buon sound basato sulle percussioni a fare da sfondo ad una voce usata a mo’ di piacione, in maniera calda sotto la quale è facile immaginare bikini che si slacciano con facilità. Si giocherebbe delle possibilità se ci fossero manifestazioni televisive estive, ma buttata nel mucchio così…

Sei

Niccolò Fabi – Il Giardiniere 2017 vers.

Riarrangiata con il sound che gli si confà di più in questi anni presenti, Il Giardiniere è la canzone con cui Fabi si appresta a festeggiare i vent’anni di carriera ripartendo proprio da quella che il singolo che dava il titolo al suo primo album. Personalmente ( e chiedo scusa, ma scrivendo io non è che possa parlare a nome di altri) non ho mai amato particolarmente questo pezzo, proprio per quelle strofe che sembrano pensieri di un ragazzino di prima media al primo amore. Però mi piace la scelta di questa nuova veste musicale datagli ed il suono del banjo, per cui passa il turno.

Sei

Fabio 2U & Snoop Dogg – Let me go

Lavoro dal sapore decisamente internazionale ma con un inglese che mi ha ricordato alcune cose degli anni 80, quando molti italiani cantavano in inglese ma in maniera del tutto opinabile. E’ una miglioria da applicare oltre quella di trovare una soluzione per cui le canzoni non siano lunghe quanto un jingle pubblicitario. Qui una variazione mica avrebbe guastato?

Cinque =

Faith – I’ll love you till now

Dopo aver studiato per anni il violino Faith, al secolo Federico Baldini, ha deciso di lavorare da solo ad un progetto pop elettronico che ha alcuni tasselli dance nel suo arrangiamento. Basterebbe infatti aumentare i bpm dell’inciso per vedere diventar nitidi quei sentori, come il conclamarsi di una malattia incubata. Momenti di originalità si accavallano a riferimenti ben rintracciabili nella storia musicale anche recente.

Sei

Tiziano Ferro & Da Soul – A ti te cuido yo

Vabè fatta proprio per l’estero ma davvero poca cosa in versione latina questa canzone che già non è tra le cose migliori di Tiziano. Questa è proprio una commercialata e nulla più.

Quattro

Flo – Bang bang

Quanto è brava lei! Peccato che riproporre questo brano non sia una mossa troppo vincente se non magari nei live, perché troppo cantato, troppo sentito in tutte le salse che anche se lo rifai benissimo, come in questo caso, non è certo disco radiofonicamente appetibile.

Senza Voto

Fabio Greca & Maria Villalon – Lasciami vivere con te

Lui ha una voce talmente simile a Luca Barbarossa che questo incontro musicale con la spagnola fa tanto duetto con Raquel Rosario parte seconda. Il problema è però che il pezzo è abbastanza inutile, di quelli che dopo un po’ non ti ricordi nemmeno siano usciti.

Cinque =

Grido & Galup – Segnali di fumo

“Fosse legale l’erba non ci sarebbe guerra o per lo meno avremmo tutti una mira di merda”! Trovata simpatica per Grido che sceglie un modo senz’altro sui generis per schierarsi a favore della legalizzazione della marijuana. Indubbiamente chi può dargli torto in questo? Poi certo, qui non si fa politica, ognuno ha la sua opinione ma il reggae scelto con la partecipazione di Galup per raccontarci la sua, è qui funzionale e piacevole; non risulta scelta modaiola, di convenienza o di riferimento, ma di racconto.

Sei ½

Diego Iacono – Senza nuvole

Atmosfere serali estive con un’elettronica che sembra una base ideale su cui star li a fissare la luna che con la sua pallida luce ci permette di vedere oltre i contorni nel buio. Qualche “e ed o” da aprire dal punto di vista della dizione, che pare non arrivare da un ischitano ma da un siculo. Testo un po’ generico sul domani da attendere con speranza, ma il tutto funziona.

Sei +

Iosonoaria – 100 sorrisi

Pop etereo, forse più per la vocalità della nostra che per l’arrangiamento, ha nelle strofe il suo momento migliore, che l’inciso non perde per musicalità ma un po’ per testo ripetitivo. Piccole correzioni per quella che resta una proposta comunque nuova ed interessante da tenere sott’occhio.

Sei

Kris – Bloody Mary

Elettropop con ficcanti “lalala” che si fanno memorizzare per questa ex Amica di Maria, troppo poco amica da ricordarne il passaggio. Qui Kris, al secolo Cristina Milanese, ha dalla sua un brano decisamente estivo e frizzante che già dal titolo evoca piacevolezza fresca di stagione, anche se qui ne viene raddoppiato il dosaggio per dimenticare.

Sei ½

La Differenza & Omar Pedrini – Sole spento

Troppo bello questo classico del rock dei primissimi 2000 per accettarne codesta versione reggae che, magari sarà anche sincera, ma sembra comunque sfruttare il riscoperto amore per questo stile da una band non nota certo per proporlo. L’intervento di Pedrini, la voce originale, non serve a migliorarne la resa. Resta un’ottima canzone, buttata un po’ via in questa nuova veste.

Quattro ½

Le Luci Della Centrale Elettrica – A forma di fulmine

Ballata d’atmosfera per la rock band che qui ricorda nella scrittura ed anche nel mood (chitarre escluse o per lo meno non così in prima linea) Nesli, che normalmente non c’entra nulla con loro. Funziona questa trasposizione nostalgica di ricordi, proposta con forza crescente sia musicalmente che d’interpretazione. E finisce che la ballata ci sta tutta.

Sette

Marco Ligabue –Il mistero del dna

Rock piuttosto solito quello di Marco Ligabue, dove alla fine la differenza la può fare esclusivamente la canzone, anche perché la sua voce è abbastanza monocorde, senza grandissimi guizzi interpretativi. E qui la canzone è abbastanza deboluccia e non leva e non mette ad una carriera solista, dopo il lungo percorso con I Rio, che sembra sempre aspetti l’ok del capostazione per partire verso una nuova meta.

Cinque

Lo Strego – La popstar

Scrittura ironica e sagace qui fa il punto alle hit estive da cui un cantante non può esimersi se vuole pagare l’affitto. Citazioni non velate delle Tre Parole di Valeria Rossi e di Roma Bangkok della coppia Baby K/Ferreri. Forse un filo ripetitiva per essere la scrittura di un cantautore… ma se si cerca la hit estiva ci sta!

Sei +

Mad – Apparenze

Seppur condivisibile il concetto che “non c’è vita dietro un’apparenza”, esso si perde dietro una sconclusione musicale che sembra avere troppi stop e ripartenze, irregolarità che non ti permetteno di affezionarti né al motivo della canzone che poi cambia, né allo stile che poi cambia, né alla voce che non cambia, quella no, ma non ha in sé particolari caratteristiche per esser rimembrata.

Quattro

Luca Madonia – E per un attimo

Direste mai che la musica, il sound di Luca Madonia potesse sposare per un episodio quella dei The Kolors? Ebbene accade in questo mid tempo intelligente, in cui il siciliano mette in mostra tutta la sua conoscenza musicale in un arrangiamento che ripercorre diversi momenti della sua carriera, dai Denovo in poi ; e del gruppo partenopeo si prende solo la vivacità dell’inciso corale, quel tocco di gioventù che allontana Luca dai suoi 60 anni e ce lo rende levigato e fresco come il popò di un neonato.

Otto

Tony Maiello – Il mio funky

Ma vuoi vedere che Tony Maiello ha finalmente trovato la canzone della vita? Bello l’arrangiamento vocale, belle le esplorazioni di falsetti che fanno tanto Earth Wind & Fire e bello anche il matrimonio tra l’elettronica e le riprese di percussioni e fiati che non possono col loro calore non fare da giusto accompagnamento a questa afa, apparendo come l’uomo col secchio, ghiaccio e bibite fresche che compare come miraggio all’ora di punta sulla spiaggia libera.. Refrigerio.

Otto

Cristiano Malgioglio – O maior golpe do mundo

Cover di un brano brasiliano degli anni 70 mostra un Malgioglio innamorato da sempre di questi suoni che ripropone però in maniera anacronistica e per cui qui si spreca nel tradurre e cantare in italiano solo il sottotitolo: “Mi sono innamorato di tuo marito”. Rischio macchietta dietro l’angolo.

Quattro =

Rita Manelli – Un’altra storia

Voce acerba ma comunque dotata di un suo colore specifico, cosa non di poca importanza. Tuttavia il brano proposto è un trionfo di melodia solita che pur se non brutto, poco si avvicina ad una così giovane voce.

Cinque

Mina & Celentano – Se mi ami davvero

Sguardo alle nuove sonorità per i decani della musica italiana, qui griffati da Mondo Marcio che con la tigre di Cremona già aveva collaborato per un suo disco tematico. Il risultato è abbastanza opinabile, soprattutto nel rap di Celentano, che pure in Italia aveva dettato legge in tempi non sospetti con la sua Prisencolinensinainciusol. E poi correttivi vocali spruzzati qui e li, poco graditi.

Quattro ½

Mindblowing – Revelation

Band italiana votata al sound rock punk americano, unisce qui più di una strada: la voce fa molto Armstrong dei Green Day, il sound mette assieme cose come Nickelback e The Calling, mentre la coralità del punto forte dell’inciso fa più band ultime nate. E c’è persino un finale, quello della chitarra che resta sola, che invece proviene dagli anni 90. Però dal frullato viene fuori un pezzo non malvagio affatto.

Sei ½

Mostro – Niente di me

In un insieme di ricordi tesi ed esposti con un incalzare ansiolitico, in realtà questo brano del rapper mostra in più di un momento ampi spazi di speranza, di ripartenza . Ed alla fine si muore solo per rinascere di nuovo e quella che all’inizio era l’ultima canzone che scrivo, diventa la prima canzone che scrivo.

Sei +

Myss Keta – Xananas

Buona base, giocata in tonalità molto scure, che hanno nei bassi il centro della ritmica. La sua voce del resto ben si presta a questo tipo di sound. Bello il gioco di parole trai benefici che può dare il noto calmante e quello che può dare l’esotico frutto, con cui mascherarne l’abuso facendo qualche peccato di gola. L’ascolto può ipnotizzare.

Sei ½

Giorgio Poi – Acqua minerale

Vintage 70 in questo brano che sembra preso da quello specifico periodo battistiano. Ed in un periodo di riscoperte di sound vintage non è così usuale risentire proprio questo stile che ti porta immediatamente alla mente un mangiadischi e quelle cucine con piastrelle al muro che compongono figure astratte, fatte di linee che s’intrecciano con riferimenti optical.

Sette

Andrea Ra – Ogni volta

Non è che sia fatta male per carità, ma che senso ha? Rifare un brano così iconico e sommariamente non differire in nulla se non in un raggiornamento dei suoni che all’epoca davano più una sensazione di ensemble , mentre qui sono più duri, più portati sulla schitarrata facile. Il terreno dell’interpretazione poi è meglio non scandagliarlo e non confrontare…

Quattro

Mr Rain – Rainbow soda

Bella base, originale per le nostre produzioni nel campionamento di fiati di provenienza americana, ( non per loro che hanno Macklemore !) su cui Mr Rain auspica azioni prive di inibizioni, finanche impulsive ma vere. E ci sono anche delle rime al vetriolo verso questo o quell’altro artista, ma il tutto è esposto attraverso sottintesi . Certo s’intende benissimo, però non fare nomi potrebbe essere la nuova moda, tutto sommato gradita.

Sette

Ferdinando Riontino – Cloroformio

Anni 80 musicali a supportare un inciso vocale più attuale, a metà strada tra rap e cantato. Testo che inneggia al pensiero liberale, alla fine dell’odio e rancore per far spazio all’amore, ma la sensazione generale è che manchi qualcosa che permetta a questo brano di essere un importante start per la carriera del nostro.

Cinque

Tiziana Rivale – Più forte

Che botta di vita inaspettata! Questo pezzo è ciò che non ti aspetteresti mai da una cantante come la Rivale; potrebbe essere tranquillamente un brano cantato da Alexia non solo per stile ma anche per vocalità che Tiziana, a dire il vero, ha sempre avuto notevole e protesa all’internazionalità. Difficile pensare che le radio se ne accorgeranno, ma il pezzo non è di suo cestinabile.

Sei ½

Seawards – Tickilng

Sound decisamente internazionale, voluto, cercato ed indubbiamente ottenuto. Il pezzo funziona perché ha strofe ben articolate ed un inciso che tutto sommato ha proprio ciò che si chiede ad un inciso e cioè essere cantabile. La padronanza dell’inglese completa il quadro.

Sette

Selton – Cuoricinici

Fa sorridere molto la pacatezza del vocalist nel cantare questo brano che in maniera molto educata ti trascina, motivando in maniera inequivocabile, verso un “vaffanculo” di quelli che riempiono la bocca e che, non c’era altro insulto che poteva farti stare meglio, persino più grave. Piacevole anche il sound dove alla fine l’inciso finisce con l’essere una variazione musicale. Originale.

Sette+

Michele Sergianni – Giramor

Il brano latineggiante che snocciola un testo che dice “mossa dell’amor che accende il mio calor” proprio no eh!

Tre

Spleen – Se fosse

Energico pop/rock con chitarre e ritmica in prima linea ma con anche una voce ben presente a se stessa e messa a fuoco bene su una base che avrebbe invece potuto schiacciarla. Magari impreziosire l’inciso di qualche altra frase male non avrebbe fatto.

Sei

Studio 3 – Siamo noi

Si professano cresciuti e cercano di mostrarlo nel loro testo; tuttavia musicalmente il brano non si sposta di una virgola dalla loro solita produzione che ha raggiunto una sua longevità non trascurabile forse perché sorretta da assenze di cui, a parte i fans, però nessuno s’accorge. Semmai la crescita si nota invece nel buon arrangiamento vocale, soprattutto nella parte finale del brano.

Sei

Sviet Margot – Alaska

Chitarre di fondo che fanno molto primissimi anni 2000, unite ad una coralità che arriva da almeno 4 decenni prima però. L’idea funziona per una canzone simpatica e adatta al periodo, in cui molti di noi alternano il pensiero dell’Alaska a quello dell’Islanda, della Groenlandia, e di tutti gli altri posti notoriamente freddi. Unico piccolo neo è l’arrangiamento scelto per la voce, che appare come tenuta fuori dal contesto.

Sei+

Syria & Ambra – Io, te, Francesca e Davide

Inusuale cover questa della sora Cecilia che però è riuscita a convincere Ambra a tornare a cantare dopo oltre 15 anni. E qualcuno è già stato colto da alopecia galoppante alla sola notizia. Il brano, il migliore della carriera dell’Angiolini, perde la sensualità del racconto originale ma si veste si una tematica dance che ne giustifica anche correzioni vocali. E resta indovinato come all’epoca.

Sette

TheGiornalisti – Riccione

Inaspettato inedito per la band romana che sceglie una via nuova, anziché battere sullo spingere un album non troppo lontano dal disco d’oro. Riccione è in linea con la loro attuale produzione che qualcuno vuole indie ma è invece sempre più mainstream. Sonorità dal passato, vocalità alla miglior Grignani che forse così scanzonato non è mai stato e nel frattempo… si lascia indubbiamente canticchiare.

Sette+

Dany Trex – If you want

Trap di moda, incalzante e pieno d’effetti sulla voce che sembra sempre stia per evolvere verso momenti cantati ma poi ripiega su più sicure modalità di stile. Non è certamente il trionfo dell’originalità, ma non sfigura rispetto a più famosi sani portatori di genere.

Sei

Mario Tummolo – Differenze

Trionfo della banalità nel testo e nell’arrangiamento e sinceramente non trovo che le differenze uniscano la gente o per lo meno sarebbe si bello ma non mi è mai parso.

Tre

Gloria Zaccaria – Amore disegnato

Amor ch’a nullo amato, lo dice un vecchio saggio… ??? Oddio Dante nella tomba sta facendo un giro sul Tagadà. Un brano molto classico per un’interpretazione vocale che dà la sensazione di poter far molto meglio di così ma che non fa. Questo svarione nel testo poi… diciamo che se si sta camminando sul pendio, è la spintina al quale far seguire un :”oops, non ti avevo visto” stile Looney Tunes!

Quattro =

  Fabio Fiume nato a Napoli dove vive e lavora. È giornalista, critico musicale per le pagine del Roma, lo storico quotidiano campano. Contemporanemente ha scritto per diverse testate web, come Fegiz Files, Riserva Sonora, Donne e Manager di Napoli ed il glorioso Festival Blogosfere, a cura di Alessandra Carnevali che lo scelse personalmente come valida spalla al suo seguitissimo blog. Contemporaneamente scrive e conduce da 7 anni diverse rubriche per il Light MEGAzine, programma varietà di punta della milanese Radio Hinterland e con il cast della trasmissione, conduce tre edizioni della stessa da Sanremo in occasione del Festival ed un'edizione di Rozzano in Festa. Dopo altre esperienze live nel napoletano approda quest'anno alla gloriosa radio campana Club 91 come co-conduttore, nonché autore di Week end 91 - Qui c'è Musica