Da Oggi In Radio – Le Pagelle Dei Nuovi Singoli In Uscita Il 14 settembre: Calcutta, Ultimo, J-Ax, Angelica e…

Nuovi singoli

Da Oggi In Radio, torna puntuale come tutti i Venerdi a firma del nostro critico musicale Fabio Fiume per recensire i nuovi singoli in uscita oggi. Guè Pequeno, J-Ax, Calcutta, Luca Carboni… sono solo alcuni dei nomi che il nostro Fabio ha ascoltato in anteprima per potercene raccontare. Cosa ne penserà? Scopriamolo assieme.

Si ricorda che i voti espressi al termine delle minirecensioni non mettono in relazione alcuna brani di artisti diversi tra di loro. Essi rappresentano per il nostro critico l’importanza che quel brano conquista in base alla carriera di chi lo propone.

Angelica – Guerra e mare

Non ho mai cantato una canzone senza sbagliare le parole” è una frase che tra le altre racconta alla perfezione di come non si è perfetti, di come Angelica non è perfetta. E poi il desiderio di avere l’estate quando è inverno e di come si combattono le paure facendo le guerre, oppure lasciandole li e andandosene al mare. Queste sono le vere dicotomie dell’essere umano e la base sincopata le sostiene appieno.
Sette

Maria Bosisio – Lucciole

Base ipnotica ed arrangiamento vocale in due linee. Voce particolare che non regala, almeno qui, chissà quali virtuosismi, ma indubbiamente colore personale. Non è la canzone della vita, ma non passa inosservata.
Sei

Calcutta – Kiwi

Musicalmente sempre interessante ed in questo nuovo singolo il nostro racconta in poche righe un rapporto, soprattutto nelle strofe dove, nella prima, sembra raccontare una normalità di cui è succube della supremazia di lei, che lo seppellirà, lo “pungicherà”, mentre nella seconda qualcosa è cambiato, è lui che decide il da farsi beandosi dei calci sui denti che non mi riesci più a dare. Poche parole, una storia completa.
Sette

Luca Carboni – Io non voglio

Ci ha provato gusto Carboni nello strizzare l’occhio alla radio, però questo nuovo singolo non ha la forza della grande festa con cui ci ha tenuti compagnia per tutta l’Estate. Tutto è molto synth e nei tre minuti scarsi, ad uso e consumo radio, il pezzo dice pochino, cosa particolare per un cantautore.
Quattro

Rosa Chiodo & Mario Rosini – Se ci sei tu

Duetto di passione e ricerca dell’altro, vestito di sensualità di chitarre che s’intrecciano come mani. Anche le lingue s’amalgamano vorticosamente, tra italiano e napoletano, scambiate dai due interpreti all’occorrenza ( e Rosini non è partenopeo ma ha un’ottima dizione ). Il senso di calore tra i due arriva preciso anche a chi ascolta. Poi ti può pure non piacere la canzone, perché sostanzialmente classica, ma non puoi dire che non rispetti ciò che racconta.
Sette

Frijida – Mentre muori di piacere

Complimenti per il nome e la finezza di non essere espliciti.. no,no! Ovviamente anche il brano parla di sesso e piacere, musicalmente ci sono un po’ di Him, un altro po’ di The Rasmus e persino qualche pizzico dell’Anastacia del periodo più schitarrato. Ergo: parliamo di cose di vent’anni fa.
Quattro

Jaspers – Vodka e noccioline

Chitarre easy ed effetti elettronici strappati dal repertorio di Takagi & Ketra. I Jaspers sono allegri e scanzonati, come è giusto che sia per la loro età; tuttavia non hanno ancora un loro stile vero e proprio. Gigioneggiano tra varie possibilità, tutte magari affrontate in maniera discreta, ma senza primeggiare mai. Come qui, dove il discorso pop si restringe ad uso e consumo di adolescenti con l’apparecchio e con problemi di cambiamento di PH del loro sudore.
Cinque

J-Ax – Tutto sua madre

Anche Ax, come tanti, ha dedicato un brano al suo figlioletto. Non è una ninna nanna, ma è un vero e proprio racconto delle difficoltà che uno scapestrato che fino a poco prima non ci pensava proprio, ha dovuto affrontare per averlo quel figlio, guardare sua moglie piangere per una gravidanza interrotta dal fato e l’affidarsi ad un dio che forse ci sta punendo perché quel figlio non lo meritiamo. Poi è arrivato ed un suo sorriso cancella tutto. Sensibile, accorata senza tralasciare lo scorrere sulla pelle, la sua, e si sente.
Sette+

Kaufman – La vita su Marte

E cosa ci succede se l’amore ci coglie all’improvviso? Che ci si sente come su Marte, perché lei è come alcune canzoni di Luca Carboni, di cui il leader dei Kaufman è anche coautore; non sarà pubblicità occulta? Scherzo! Musicalmente il pezzo sa un po’ dei TheGiornalisti, ma essendo loro più giovani, almeno le tematiche sono più giuste.
Sei

Patrizia Laquidara – Marciapiedi

Il mondo stilistico di Patrizia è sempre molto elegante e curioso; all’interno ci trovi sempre tante cose, a volte persino troppe. Come in questo caso in cui fai fatica a seguire la linea della canzone e soprattutto quale sia quella centrale. Eppure non appena finisce ti vien voglia di risentirla, perché devi capire.
Sei ½

Mambolosco – Guarda come flexo 2

Ma perché dovrei sentirmi uno che non sa cantare, pardon trappa, nel cui brano non c’è uno strumento vero manco a pagarlo dove non dice altro che parolacce elogiandosi perché fuma canne che non passa agli altri. E purtroppo queste sono le cose che piacciono alle nuove generazioni.
Tre

Marco Muraro – L’ultima notte al mondo

Alcune inflessioni vocali mi hanno ricordato un altro giovane artista: Nicolas Bonazzi. Il brano si snoda diversificando strofe da incisi soltanto vocalmente, perché la linea melodica della base resta la stessa. Non male in realtà, anche se avrebbe meritato un’evoluzione, una variazione degna di nota.
Sei

Gatto Panceri – Io ho

Il testo di questo brano è un po’ un gioco tra ciò che si ha, non si ha e la relatività dell’importanza di avercelo o meno. All’avvio è un Panceri ruvido che poi s’ammorbidisce nell’inciso su sound molto suonato. Si perde un po’ nel finale che non richiama la stessa attenzione del resto del brano.
Sei=

Guè Pequeno – Bling bling

Quante volte avrei voluto che qualcuno dedicasse un omaggio al grande Mango, sinceramente un po’ messo troppo nel dimenticatoio? Però quando Guè ha deciso di saccheggiare testo e sampler di Oro, dove era la giustizia divina? Perché non ho visto una saetta polverizzarlo all’istante?
Tre

Priore & Marziano – Vasm ancor

Rap/trap che evita di raccontare finte vite criminali o al limite. Si parla di sentimenti, si parla di un rapporto che volge alla fine perché pure o’ tiemp a perz o’tiemp cu’ te. Eppure c’è un’ultima volta per rivedersi, scambiarsi calore. Niente di nuovo s’intenda, ma almeno non finto.
Sei

Davide Rossi – A morire ci penso domani

Perché cantare come se ci si scocciasse, costringendo chi ti ascolta a cercare di capire alcune parole biascicate? Questo almeno nella parte iniziale perché poi questa canzone arrabbiata, presta il fianco ad un’interpretazione irruenta, sull’onta di artisti quali Fabrizio Moro, a cui è similare anche nell’arrangiamento che vuole la seconda strofa proposta in doppia linea vocale. Il pezzo però c’è.
Sei

Santandrea – Il vento

Chi ha qualche primavera in più, potrà ricordare che negli 80 c’era già un artista che si chiamava così, che ottenne attenzione con un brano che si chiamava La Fenice, sorta di unione tra lirica, pop ed elettronica non memorabile. Completamente diverso il discorso artistico di questo Santandrea, che racconta di un rapporto a due che non percorre binari facili, tra suoni elettronici d’atmosfera ed una voce personale ma con poche sfumature.
Cinque ½

Daniele Stefani – Generazione trentenni

Una generazione spiegata attraverso vari simboli ed icone valide per la stessa, ma con un po’ di confusione. Ad esempio i cartoni animati citati li guardavo anche io da bambino…ed ho dieci anni in più. Lo stesso Daniele viaggia per i 40… Il brano è comunque carino, leggero, che ti ci puoi applicare per trovare i tuoi riscontri o lasciarlo scorrere senza impegno.
Sei

Adel Tirant – Settembre

La base potrebbe far parte tranquillamente di un disco di Kylie Minogue, ed anche la voce è piena di riferimenti ed ispirazioni che arrivano da varie realtà. Nell’insieme il pezzo funziona proprio per quella sensazione internazionale che arriva dal suo arrangiamento e da intelligenti cambi d’intenzione nell’interpretazione che non è statica.
Sei ½

Tricarico – Generazione

Con la sua voce al limite, spesso superato, della stonatura e la sua scrittura stralunata eppure chiusa, Tricarico torna con un brano che ha addirittura un momento orchestrale che arriva ad interrompere una ritmica invece ben strutturata ed incisi ficcanti. Nel frattempo, sullo sfondo, le generazioni si susseguono.
Sei+

Ultimo – Cascare nei tuoi occhi

Ballata sospesa a metà tra cantato e rappato, di quelle che però hanno storia e sono ricercate come pepite d’oro nei dagli interpreti puri, senza avere spesso e purtroppo per loro la fortuna di trovarle. Ed Ultimo la sa proporre con personalità, quella che rende nitido il suo mondo dove arriva con sentimento e pancia.
Sette

XGiove – Notte cosmica

Carino l’arrangiamento che fa un po’ videogame prima maniera. Il resto è tutto un po’ leggerino, a metà tra un rap non affrontato in maniera seria ed una parte melodica che sa invece di cartone animato. Fa simpatia, nulla di più.
Cinque

 

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.